This dissertation aims to analyze the social and cultural implications that an American pop icon such as Barbie has had in the common imagination during its sixty-year history. No longer just a toy but a character made real both by the company itself and by the various movements that have expressed themselves against her, the American doll is an interesting case study to be explored to understand how, through a piece of plastic, complex modeling mechanisms can be put into place capable of conveying racial and gender stereotypes. The work presented assumes a perspective as neutral as possible and tries to understand how the persuasive potential of Barbie can be exploited to break down the same ideals that she has spread for several years. Having the company assumed in recent years a perspective aimed at promoting diversity and supporting female emancipation, the research presented here will first analyze the history of the toy, how it was born, how it spread on the market, and how it has been able to survive over the years, and then present the various policies implemented not only by Mattel but by Barbie herself. In addition, it will be discussed how public figures, real and not, can convey emotions, values, and ideas of those who follow them and how the presentation of counter-stereotypical role models can be a more or less effective way to provide insights into emancipation and empowerment.

Questa tesi si ripropone di analizzare le implicazioni sociali e culturali che un’icona pop americana quale è Barbie ha avuto nell’immaginario comune durante i suoi sessanta’anni di storia. Non più solo un giocattolo ma un personaggio reso reale sia dall’azienda stessa che dai vari movimenti che si sono espressi in suo sfavore, la bambola statunitense è un’interessante caso di studio da sviscerare per capire come attraverso un pezzo di plastica possano essere messi in atto complessi meccanismi di modeling capaci di veicolare stereotipi razziali e di genere. Il lavoro presentato, assume una prospettiva il più possibile neutra e cerca di capire come il potenziale persuasivo di Barbie possa essere sfruttato per abbattere quegli stessi ideali che per diversi anni ha diffuso. Avendo l’azienda assunto negli ultimi anni una prospettiva volta alla promozione della diversità e al supporto all’emancipazione femminile, la ricerca qui presentata analizzerà dapprima la storia del giocattolo, com’è nato, come si è diffuso sul mercato e come è potuto sopravvivere negli anni, per poi presentare le varie politiche realizzate non solo da Mattel ma da Barbie stessa. Inoltre verrà trattato come i personaggi pubblici, reali e non, siano in grado di veicolare emozioni, valori, e idee di chi li segue e di come la presentazione di modelli di ruolo controstereotipici possa essere un modo più o meno efficace di fornire spunti di emancipazione ed empowerment.

Barbara Millicent Roberts, alias Barbie: come un'icona pop può diventare promotrice di politiche sociali e di genere.

ZUCCATO, MARCO
2023/2024

Abstract

This dissertation aims to analyze the social and cultural implications that an American pop icon such as Barbie has had in the common imagination during its sixty-year history. No longer just a toy but a character made real both by the company itself and by the various movements that have expressed themselves against her, the American doll is an interesting case study to be explored to understand how, through a piece of plastic, complex modeling mechanisms can be put into place capable of conveying racial and gender stereotypes. The work presented assumes a perspective as neutral as possible and tries to understand how the persuasive potential of Barbie can be exploited to break down the same ideals that she has spread for several years. Having the company assumed in recent years a perspective aimed at promoting diversity and supporting female emancipation, the research presented here will first analyze the history of the toy, how it was born, how it spread on the market, and how it has been able to survive over the years, and then present the various policies implemented not only by Mattel but by Barbie herself. In addition, it will be discussed how public figures, real and not, can convey emotions, values, and ideas of those who follow them and how the presentation of counter-stereotypical role models can be a more or less effective way to provide insights into emancipation and empowerment.
2023
Barbara Millicent Roberts, alias Barbie: The Potential for a Pop Icon to Become a Promoter of Social and Gender Policies.
Questa tesi si ripropone di analizzare le implicazioni sociali e culturali che un’icona pop americana quale è Barbie ha avuto nell’immaginario comune durante i suoi sessanta’anni di storia. Non più solo un giocattolo ma un personaggio reso reale sia dall’azienda stessa che dai vari movimenti che si sono espressi in suo sfavore, la bambola statunitense è un’interessante caso di studio da sviscerare per capire come attraverso un pezzo di plastica possano essere messi in atto complessi meccanismi di modeling capaci di veicolare stereotipi razziali e di genere. Il lavoro presentato, assume una prospettiva il più possibile neutra e cerca di capire come il potenziale persuasivo di Barbie possa essere sfruttato per abbattere quegli stessi ideali che per diversi anni ha diffuso. Avendo l’azienda assunto negli ultimi anni una prospettiva volta alla promozione della diversità e al supporto all’emancipazione femminile, la ricerca qui presentata analizzerà dapprima la storia del giocattolo, com’è nato, come si è diffuso sul mercato e come è potuto sopravvivere negli anni, per poi presentare le varie politiche realizzate non solo da Mattel ma da Barbie stessa. Inoltre verrà trattato come i personaggi pubblici, reali e non, siano in grado di veicolare emozioni, valori, e idee di chi li segue e di come la presentazione di modelli di ruolo controstereotipici possa essere un modo più o meno efficace di fornire spunti di emancipazione ed empowerment.
Barbie
Politiche di Genere
Icona Pop
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/63735