INTRODUZIONE. Il suicidio costituisce la seconda causa di morte tra i giovani di 15-29 anni a livello globale (Organizzazione Mondiale della Sanità [OMS], 2017) e, nell’ultimo decennio, la prevalenza dei problemi di salute mentale tra gli studenti universitari a livello mondiale è aumentata esponenzialmente e l’aumento di casi di suicidio in ambiente accademico all’interno dei media, ha portato alcuni ricercatori ad interrogarsi a proposito della possibile influenza del contesto mediatico nelle ideazioni e comportamenti suicidari del pubblico. OBIETTIVO. In questo elaborato, attraverso un’analisi della letteratura e una sintesi delle evidenze disponibili, si cercherà di fornire una panoramica sull’aderenza dei media nazionali alle linee guida dell'OMS sulla segnalazione del suicidio e, in secondo luogo, sui determinanti dei problemi di salute mentale tra gli studenti universitari individuati finora. METODO. E’ stata redatta una revisione di letteratura mediante la consultazione delle banche dati online quali PubMed, ScienceDirect, The Lancet e BMJ. Inoltre, sono stati analizzati tutti gli articoli pubblicati dai giornali Corriere della Sera e La Repubblica dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2023. RISULTATI. Dalla revisione di letteratura è emerso che la prevalenza nella vita degli studenti universitari di ideazione suicidaria nel 2022 è stata del 32,7% (Caoimhe Ward et al., 2022). Tra i fattori di rischio per il suicidio è stata individuata l’influenza dei media per quelli che sono gli effetti Werther e Papageno. Dall’analisi degli articoli di giornale è emerso che i media tendono a presentare una bassa conformità alle linee guida dell’OMS. CONCLUSIONI. I dati sulla prevalenza del comportamento suicidario nella popolazione universitaria rendono evidente come tale fenomeno richieda un’attenzione crescente perché si possano individuare le modalità adatte ad intervenire. Tuttavia, con questa tesi è emerso quanto gli studi rispetto a tale popolazione e alla qualità della sua salute mentale siano ancora carenti, soprattutto nel contesto italiano.
Rappresentazioni mediatiche del suicidio tra gli studenti universitari: il caso dei bugiardi accademici
CASADEI, ELISA
2023/2024
Abstract
INTRODUZIONE. Il suicidio costituisce la seconda causa di morte tra i giovani di 15-29 anni a livello globale (Organizzazione Mondiale della Sanità [OMS], 2017) e, nell’ultimo decennio, la prevalenza dei problemi di salute mentale tra gli studenti universitari a livello mondiale è aumentata esponenzialmente e l’aumento di casi di suicidio in ambiente accademico all’interno dei media, ha portato alcuni ricercatori ad interrogarsi a proposito della possibile influenza del contesto mediatico nelle ideazioni e comportamenti suicidari del pubblico. OBIETTIVO. In questo elaborato, attraverso un’analisi della letteratura e una sintesi delle evidenze disponibili, si cercherà di fornire una panoramica sull’aderenza dei media nazionali alle linee guida dell'OMS sulla segnalazione del suicidio e, in secondo luogo, sui determinanti dei problemi di salute mentale tra gli studenti universitari individuati finora. METODO. E’ stata redatta una revisione di letteratura mediante la consultazione delle banche dati online quali PubMed, ScienceDirect, The Lancet e BMJ. Inoltre, sono stati analizzati tutti gli articoli pubblicati dai giornali Corriere della Sera e La Repubblica dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2023. RISULTATI. Dalla revisione di letteratura è emerso che la prevalenza nella vita degli studenti universitari di ideazione suicidaria nel 2022 è stata del 32,7% (Caoimhe Ward et al., 2022). Tra i fattori di rischio per il suicidio è stata individuata l’influenza dei media per quelli che sono gli effetti Werther e Papageno. Dall’analisi degli articoli di giornale è emerso che i media tendono a presentare una bassa conformità alle linee guida dell’OMS. CONCLUSIONI. I dati sulla prevalenza del comportamento suicidario nella popolazione universitaria rendono evidente come tale fenomeno richieda un’attenzione crescente perché si possano individuare le modalità adatte ad intervenire. Tuttavia, con questa tesi è emerso quanto gli studi rispetto a tale popolazione e alla qualità della sua salute mentale siano ancora carenti, soprattutto nel contesto italiano.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/69955