La relazione tra oggettivazione sociale e insoddisfazione corporea nella donna è un tema investigato e consolidato nella letteratura. Oltre ad avere un effetto negativo sull’immagine corporea, questa relazione causa anche alcuni problemi di salute mentale: vergogna, ansia, depressione e disturbi alimentari. Tuttavia, questi temi hanno ricevuto meno attenzione in una fase delicata nella vita delle donne, ovvero nell’arco della gravidanza. Il presente lavoro vuole contribuire a colmare questa lacuna prendendo in considerazione gli effetti dell’oggettivazione del corpo gravido (meta-deumanizzaizone) e dell’internalizzazione delle norme di bellezza sociale (a cui la donna aspira e fa riferimento) sia sull’insoddisfazione corporea sia sull’attaccamento della madre nei confronti del nascituro. Inoltre, si sono considerati potenziali mediatori di queste relazioni, quali l’auto-oggettivazione (attraverso il monitoraggio corporeo) e la sensazione di perdita di controllo corporeo percepita dalla gestante. Con questo scopo, tutte le partecipanti reclutate sono donne in gravidanza (N = 107, età 22-47), alle quali è stato chiesto di compilare un questionario anonimo online. I risultati ottenuti mostrano come la relazione tra meta-deumanizzazione del corpo gravido e insoddisfazione corporea della donna, sia mediata dall’auto-oggettivazione. Così come, la relazione tra meta-deumanizzazione e attaccamento con il nascituro sia mediata dalla sensazione di perdita di controllo corporeo. Infine, come nella relazione tra l’ internalizzazione delle norme di bellezza sociale e l’attaccamento, intervengano sia l’auto-oggettivazione sia l’insoddisfazione corporea. Nel complesso, quindi, questo studio dimostra le conseguenze potenzialmente negative dell’oggettivazione sociale e dell’auto-oggettivazione nella donna in gravidanza.
La gravidanza "sociale": la donna tra auto-oggettivazione, immagine corporea e relazione con il nascituro
PELIZZA, ANNA
2023/2024
Abstract
La relazione tra oggettivazione sociale e insoddisfazione corporea nella donna è un tema investigato e consolidato nella letteratura. Oltre ad avere un effetto negativo sull’immagine corporea, questa relazione causa anche alcuni problemi di salute mentale: vergogna, ansia, depressione e disturbi alimentari. Tuttavia, questi temi hanno ricevuto meno attenzione in una fase delicata nella vita delle donne, ovvero nell’arco della gravidanza. Il presente lavoro vuole contribuire a colmare questa lacuna prendendo in considerazione gli effetti dell’oggettivazione del corpo gravido (meta-deumanizzaizone) e dell’internalizzazione delle norme di bellezza sociale (a cui la donna aspira e fa riferimento) sia sull’insoddisfazione corporea sia sull’attaccamento della madre nei confronti del nascituro. Inoltre, si sono considerati potenziali mediatori di queste relazioni, quali l’auto-oggettivazione (attraverso il monitoraggio corporeo) e la sensazione di perdita di controllo corporeo percepita dalla gestante. Con questo scopo, tutte le partecipanti reclutate sono donne in gravidanza (N = 107, età 22-47), alle quali è stato chiesto di compilare un questionario anonimo online. I risultati ottenuti mostrano come la relazione tra meta-deumanizzazione del corpo gravido e insoddisfazione corporea della donna, sia mediata dall’auto-oggettivazione. Così come, la relazione tra meta-deumanizzazione e attaccamento con il nascituro sia mediata dalla sensazione di perdita di controllo corporeo. Infine, come nella relazione tra l’ internalizzazione delle norme di bellezza sociale e l’attaccamento, intervengano sia l’auto-oggettivazione sia l’insoddisfazione corporea. Nel complesso, quindi, questo studio dimostra le conseguenze potenzialmente negative dell’oggettivazione sociale e dell’auto-oggettivazione nella donna in gravidanza.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/70016