L’elaborato vuole porre l’attenzione sull’uso specifico della figura della donna come strumento di comunicazione incisivo da parte dei media a partire dalla storia dell’informazione giornalistica sulla situazione delle donne nei conflitti armati. Tale ricerca vuole essere svolta non solo attraverso la storia e il significato attribuito alla figura di milioni di donne, ma più precisamente attraverso la devastate guerra che ha investito l’Ucraina, invasa dalla Russia, il 24 febbraio 2022. Di lì a poco, ognuno di noi riuscì a notare un incredibile flusso di persone sfollate, senza una casa, senza viveri e vestiti che affluivano verso il nostro paese e non solo. Le innumerevoli e commoventi storie raccontate da telegiornali e giornali di tutti i paesi coinvolgevano prevalentemente due tipi di soggetti: donne e bambini. Perché? Probabilmente solo una minoranza di noi si sarà posto questa domanda, perché al giorno d’oggi lo stereotipo della donna indifesa, debole e abbandonata è ancora ben radicato. La donna, meglio ancora con dei figli a carico, è da sempre il soggetto migliore per essere accolto in una nuova società. Per approfondire quest’analisi si è voluto far luce sull’attenzione mediatica posta su donne, madri, scappate dalla guerra, attraverso l’analisi di due storici quotidiani italiani: Il Corriere della Sera e La Repubblica. Da qui saremo in grado di individuare attraverso quali stereotipi di genere sono state descritte tutte quelle donne che dal primo giorno di conflitto si sono rimboccate le maniche e sono state in grado di diventare pilastri di intere famiglie. Potremmo individuare tutte quelle strategie che sono risultate utili a far apparire milioni di donne guerriere, come semplici donne di casa. Ciò accade perché nelle guerre le donne diventano un oggetto, perlopiù vulnerabile. In guerra i corpi delle donne sono visti come oggetto di stupri, soprusi, torture e violenze inaudite. Ma queste donne, non sono semplici “oggetti”, sono mamme, studentesse, lavoratrici e soldatesse pronte a rischiare la vita per difendere sé stesse ed il proprio paese. Sono circa 43.000 le donne che ad oggi si vedono impegnate in ruoli di combattimento armato sul fronte ucraino, eppure ancora una volta la loro figura viene stereotipata e minimizzata ad essere solo “brave donne di casa”. L’elaborato vuole, dunque, evidenziare quali siano state le falle dell’informazione giornalistica che ci hanno portato a notare tutte quelle stereotipizzazioni di genere nei confronti delle coraggiose donne ucraine, andando a ledere ancora una volta la tanto bramata e lottata parità di genere.

Ruoli e stereotipi di genere nella guerra in Ucraina.

POGGIANI, MARIA VITTORIA
2023/2024

Abstract

L’elaborato vuole porre l’attenzione sull’uso specifico della figura della donna come strumento di comunicazione incisivo da parte dei media a partire dalla storia dell’informazione giornalistica sulla situazione delle donne nei conflitti armati. Tale ricerca vuole essere svolta non solo attraverso la storia e il significato attribuito alla figura di milioni di donne, ma più precisamente attraverso la devastate guerra che ha investito l’Ucraina, invasa dalla Russia, il 24 febbraio 2022. Di lì a poco, ognuno di noi riuscì a notare un incredibile flusso di persone sfollate, senza una casa, senza viveri e vestiti che affluivano verso il nostro paese e non solo. Le innumerevoli e commoventi storie raccontate da telegiornali e giornali di tutti i paesi coinvolgevano prevalentemente due tipi di soggetti: donne e bambini. Perché? Probabilmente solo una minoranza di noi si sarà posto questa domanda, perché al giorno d’oggi lo stereotipo della donna indifesa, debole e abbandonata è ancora ben radicato. La donna, meglio ancora con dei figli a carico, è da sempre il soggetto migliore per essere accolto in una nuova società. Per approfondire quest’analisi si è voluto far luce sull’attenzione mediatica posta su donne, madri, scappate dalla guerra, attraverso l’analisi di due storici quotidiani italiani: Il Corriere della Sera e La Repubblica. Da qui saremo in grado di individuare attraverso quali stereotipi di genere sono state descritte tutte quelle donne che dal primo giorno di conflitto si sono rimboccate le maniche e sono state in grado di diventare pilastri di intere famiglie. Potremmo individuare tutte quelle strategie che sono risultate utili a far apparire milioni di donne guerriere, come semplici donne di casa. Ciò accade perché nelle guerre le donne diventano un oggetto, perlopiù vulnerabile. In guerra i corpi delle donne sono visti come oggetto di stupri, soprusi, torture e violenze inaudite. Ma queste donne, non sono semplici “oggetti”, sono mamme, studentesse, lavoratrici e soldatesse pronte a rischiare la vita per difendere sé stesse ed il proprio paese. Sono circa 43.000 le donne che ad oggi si vedono impegnate in ruoli di combattimento armato sul fronte ucraino, eppure ancora una volta la loro figura viene stereotipata e minimizzata ad essere solo “brave donne di casa”. L’elaborato vuole, dunque, evidenziare quali siano state le falle dell’informazione giornalistica che ci hanno portato a notare tutte quelle stereotipizzazioni di genere nei confronti delle coraggiose donne ucraine, andando a ledere ancora una volta la tanto bramata e lottata parità di genere.
2023
Roles and gender stereotypes in Ukraine war.
Guerra in Ucraina
Stereotipi di genere
Mass media
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/74677