I dati più recenti indicano che, entro il 2050, la prevalenza della demenza raddoppierà in Europa e triplicherà a livello mondiale [1]. La malattia di Alzheimer (AD) è la forma di demenza più comune ed è una malattia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da declino cognitivo. I deficit di memoria sono tipicamente tra i primi segni di deterioramento cognitivo nell'AD e peggiorano notevolmente con il progredire della malattia. E’ noto in letteratura che la memoria musicale è parzialmente risparmiata nei pazienti con demenza di Alzheimer e che i pazienti possono imparare nuove canzoni, codificare nuove informazioni verbali e reagire emotivamente alla musica. Gli effetti della musicoterapia (MT) nei pazienti con AD includono il miglioramento dell'umore, la riduzione dei punteggi depressivi e dell'ansia di tratto, il miglioramento del ricordo autobiografico, della fluidità verbale e della cognizione [2]. Per questi motivi la musicoterapia è già stata ampiamente adottata come terapia non farmacologica per i pazienti con malattia di Alzheimer allo scopo di contrastare e alleviare i sintomi cognitivi e/o comportamentali della malattia [3]. La musicoterapia ha effetto benefico anche sui familiari dei pazienti, in quanto si è dimostrata utile nel ridurre il carico (burden) dei caregivers [4]. Nonostante questo, la musicoterapia risulta ancora poco conosciuta. Vi sono pochi dati in merito alla sua diffusione ed applicazione, da sola o in associazione ad altre terapie farmacologiche e non farmacologiche. Anche il ruolo dell’infermiere nella promozione di questa metodica è ancora misconosciuto.
Musicoterapia e Morbo di Alzheimer: utilità per i pazienti e diffusione nel territorio. Revisione di letteratura.
BABETTO, ELENIA
2023/2024
Abstract
I dati più recenti indicano che, entro il 2050, la prevalenza della demenza raddoppierà in Europa e triplicherà a livello mondiale [1]. La malattia di Alzheimer (AD) è la forma di demenza più comune ed è una malattia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da declino cognitivo. I deficit di memoria sono tipicamente tra i primi segni di deterioramento cognitivo nell'AD e peggiorano notevolmente con il progredire della malattia. E’ noto in letteratura che la memoria musicale è parzialmente risparmiata nei pazienti con demenza di Alzheimer e che i pazienti possono imparare nuove canzoni, codificare nuove informazioni verbali e reagire emotivamente alla musica. Gli effetti della musicoterapia (MT) nei pazienti con AD includono il miglioramento dell'umore, la riduzione dei punteggi depressivi e dell'ansia di tratto, il miglioramento del ricordo autobiografico, della fluidità verbale e della cognizione [2]. Per questi motivi la musicoterapia è già stata ampiamente adottata come terapia non farmacologica per i pazienti con malattia di Alzheimer allo scopo di contrastare e alleviare i sintomi cognitivi e/o comportamentali della malattia [3]. La musicoterapia ha effetto benefico anche sui familiari dei pazienti, in quanto si è dimostrata utile nel ridurre il carico (burden) dei caregivers [4]. Nonostante questo, la musicoterapia risulta ancora poco conosciuta. Vi sono pochi dati in merito alla sua diffusione ed applicazione, da sola o in associazione ad altre terapie farmacologiche e non farmacologiche. Anche il ruolo dell’infermiere nella promozione di questa metodica è ancora misconosciuto.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/75891