the present study aims to identify the following objectives: to describe the different ways in which virtual reality can be used in patients with Alzheimer's disease in the early stage, to analyze whether the following method can improve cognitive abilities with respect to: memory, motor activity, and space-time orientation, and finally, whether the use of this rehabilitation modality may pose risks to the patient.

INTRODUZIONE: Il Morbo di Alzheimer causa un progressivo deterioramento delle capacità cognitive portando i pazienti alla perdita della loro autonomia. Benché alcuni farmaci rallentino la malattia, la loro efficacia è limitata e devono poter essere integrati con delle terapie non farmacologiche, fin da subito, per poter migliorare le funzioni esecutive e rallentare ulteriormente il processo neurodegenerativo. Nell’ultimo decennio, la Realtà Virtuale, si è affermata come strumento riabilitativo che potrebbe essere efficace per i pazienti affetti da Morbo di Alzheimer sin dalle prime fasi. La particolarità che distingue questo strumento dalle classiche terapie non farmacologiche sta nel coinvolgere più di un aspetto cognitivo del paziente utilizzando il gioco interattivo digitale come mezzo terapeutico per poter migliorare alcune abilità cognitive. OBIETTIVO: Il presente studio ha lo scopo di descrivere le diverse modalità in cui può essere utilizzata la realtà virtuale nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer nella fase iniziale, analizzare se possa migliorare le capacità cognitive rispetto a memoria, orientamento spazio – tempo e le abilità motorie e infine analizzare se l’utilizzo di questa modalità di riabilitazione possa comportare rischi per il paziente. METODI: È stata redatta una revisione di letteratura, utilizzando le banche dati elettroniche Scopus ed Embase. Sono stati presi in considerazione gli studi pubblicati negli ultimi 10 anni, dal 2014 al 2024 e gli studi pubblicati in inglese e in italiano. RISULTATI: Sono stati selezionati 21 studi tra cui: uno studio pilota randomizzato controllato in singolo cieco, uno studio pilota randomizzato controllato, sette studi sperimentali, due metanalisi, tre revisioni di letteratura, tre studi pilota e tre trial clinici. CONCLUSIONI: La revisione ha risposto a tutti i quesiti di ricerca posti inizialmente ed è emerso dai risultati che la Realtà Virtuale sembri rappresentare una metodologia non farmacologica che permetterebbe il miglioramento delle abilità cognitive, come la memoria, la navigazione spaziale e l'attività motoria nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer. Tuttavia, gli studi coinvolti per questa revisione sono concordi nell’affermare che non ci sia ancora una certezza di quale delle tre modalità (bassa immersività, semi - immersiva o completamente immersiva) sia realmente la migliore poiché i risultati della letteratura scientifica ad oggi sono preliminari e non sufficienti. Infine, un possibile effetto collaterale associato alla VR è la cybersickness, descritto dai pazienti come un senso di nausea, cefalea e disorientamento che causano una bassa tollerabilità dei pazienti.

Utilizzo della Realtà Virtuale per la gestione non farmacologica nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer: una revisione di letteratura

CALLEGARO, LISA
2023/2024

Abstract

the present study aims to identify the following objectives: to describe the different ways in which virtual reality can be used in patients with Alzheimer's disease in the early stage, to analyze whether the following method can improve cognitive abilities with respect to: memory, motor activity, and space-time orientation, and finally, whether the use of this rehabilitation modality may pose risks to the patient.
2023
Use of Virtual Reality for Non-Pharmacological Management in Patients with Alzheimer's Disease: A Literature Review
INTRODUZIONE: Il Morbo di Alzheimer causa un progressivo deterioramento delle capacità cognitive portando i pazienti alla perdita della loro autonomia. Benché alcuni farmaci rallentino la malattia, la loro efficacia è limitata e devono poter essere integrati con delle terapie non farmacologiche, fin da subito, per poter migliorare le funzioni esecutive e rallentare ulteriormente il processo neurodegenerativo. Nell’ultimo decennio, la Realtà Virtuale, si è affermata come strumento riabilitativo che potrebbe essere efficace per i pazienti affetti da Morbo di Alzheimer sin dalle prime fasi. La particolarità che distingue questo strumento dalle classiche terapie non farmacologiche sta nel coinvolgere più di un aspetto cognitivo del paziente utilizzando il gioco interattivo digitale come mezzo terapeutico per poter migliorare alcune abilità cognitive. OBIETTIVO: Il presente studio ha lo scopo di descrivere le diverse modalità in cui può essere utilizzata la realtà virtuale nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer nella fase iniziale, analizzare se possa migliorare le capacità cognitive rispetto a memoria, orientamento spazio – tempo e le abilità motorie e infine analizzare se l’utilizzo di questa modalità di riabilitazione possa comportare rischi per il paziente. METODI: È stata redatta una revisione di letteratura, utilizzando le banche dati elettroniche Scopus ed Embase. Sono stati presi in considerazione gli studi pubblicati negli ultimi 10 anni, dal 2014 al 2024 e gli studi pubblicati in inglese e in italiano. RISULTATI: Sono stati selezionati 21 studi tra cui: uno studio pilota randomizzato controllato in singolo cieco, uno studio pilota randomizzato controllato, sette studi sperimentali, due metanalisi, tre revisioni di letteratura, tre studi pilota e tre trial clinici. CONCLUSIONI: La revisione ha risposto a tutti i quesiti di ricerca posti inizialmente ed è emerso dai risultati che la Realtà Virtuale sembri rappresentare una metodologia non farmacologica che permetterebbe il miglioramento delle abilità cognitive, come la memoria, la navigazione spaziale e l'attività motoria nei pazienti affetti da Morbo di Alzheimer. Tuttavia, gli studi coinvolti per questa revisione sono concordi nell’affermare che non ci sia ancora una certezza di quale delle tre modalità (bassa immersività, semi - immersiva o completamente immersiva) sia realmente la migliore poiché i risultati della letteratura scientifica ad oggi sono preliminari e non sufficienti. Infine, un possibile effetto collaterale associato alla VR è la cybersickness, descritto dai pazienti come un senso di nausea, cefalea e disorientamento che causano una bassa tollerabilità dei pazienti.
Alzheimer's Disease
Mild Dementia
Virtual Reality
Rehabilitation
Cognitive Skills
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Callegaro_Lisa.pdf

accesso riservato

Dimensione 651.86 kB
Formato Adobe PDF
651.86 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/75927