Introduzione La rianimazione cardiopolmonare è una procedura medica critica che implica un elevato carico emotivo per il personale infermieristico, specialmente nelle unità di terapia intensiva. Gli infermieri coinvolti in queste manovre affrontano livelli significativi di stress psicologico che possono portare a sintomi di ansia e potenzialmente a disturbi post-traumatici da stress. Scopo La tesi indaga l'ansia percepita dagli infermieri dopo la partecipazione a una rianimazione cardiopolmonare e le strategie di coping adottate per gestire tale ansia. Materiali e metodi Lo studio, di tipo trasversale, è stato condotto nelle unità di terapia intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova su un campione volontario di 111 infermieri. È stato utilizzato un questionario composto dalla Impact of Event Scale (IES) per valutare l’impatto psicologico della RCP, e dalla Brief COPE Scale per identificare le strategie di coping. L'analisi statistica è stata effettuata tramite il software R, utilizzando il test di Mann-Whitney per confrontare i livelli di coping tra infermieri con punteggi IES elevati e bassi. Risultati I risultati dell'IES hanno mostrato che una parte significativa degli infermieri ha riportato alti livelli di ansia post-RCP, con 19 partecipanti che hanno ottenuto un punteggio IES ≥ 33, indicando un potenziale rischio di disturbi post-traumatici da stress. Le strategie di coping più utilizzate sono state l'accettazione dell'evento traumatico, il coping attivo e la pianificazione. Al contrario, strategie meno adottate includevano l'uso di sostanze e l'umorismo. Discussione L’accettazione si rivela una strategia comune e generalmente utile nel breve termine, ma strategie di evitamento e disimpegno sono risultate frequenti tra gli infermieri con maggior ansia, suggerendo un rischio di inefficacia nel lungo termine. Il basso utilizzo del supporto sociale e dell'umorismo potrebbe riflettere le esigenze emotive specifiche dell’ambiente di terapia intensiva, dove la rapidità e la precisione sono essenziali. Conclusione Lo studio sottolinea la necessità di supporti psicologici mirati per gli infermieri che affrontano eventi di RCP, per prevenire il rischio di burnout e di PTSD e migliorare il benessere psicologico. Programmi di formazione e supporto continuo potrebbero migliorare le capacità di coping degli infermieri, aumentando la qualità delle cure offerte ai pazienti e promuovendo un ambiente di lavoro più resiliente.
Ansia percepita e strategie di coping negli infermieri di terapia Intensiva dopo rianimazione cardiopolmonare: uno studio osservazionale
NOVELLO, SERENA
2023/2024
Abstract
Introduzione La rianimazione cardiopolmonare è una procedura medica critica che implica un elevato carico emotivo per il personale infermieristico, specialmente nelle unità di terapia intensiva. Gli infermieri coinvolti in queste manovre affrontano livelli significativi di stress psicologico che possono portare a sintomi di ansia e potenzialmente a disturbi post-traumatici da stress. Scopo La tesi indaga l'ansia percepita dagli infermieri dopo la partecipazione a una rianimazione cardiopolmonare e le strategie di coping adottate per gestire tale ansia. Materiali e metodi Lo studio, di tipo trasversale, è stato condotto nelle unità di terapia intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova su un campione volontario di 111 infermieri. È stato utilizzato un questionario composto dalla Impact of Event Scale (IES) per valutare l’impatto psicologico della RCP, e dalla Brief COPE Scale per identificare le strategie di coping. L'analisi statistica è stata effettuata tramite il software R, utilizzando il test di Mann-Whitney per confrontare i livelli di coping tra infermieri con punteggi IES elevati e bassi. Risultati I risultati dell'IES hanno mostrato che una parte significativa degli infermieri ha riportato alti livelli di ansia post-RCP, con 19 partecipanti che hanno ottenuto un punteggio IES ≥ 33, indicando un potenziale rischio di disturbi post-traumatici da stress. Le strategie di coping più utilizzate sono state l'accettazione dell'evento traumatico, il coping attivo e la pianificazione. Al contrario, strategie meno adottate includevano l'uso di sostanze e l'umorismo. Discussione L’accettazione si rivela una strategia comune e generalmente utile nel breve termine, ma strategie di evitamento e disimpegno sono risultate frequenti tra gli infermieri con maggior ansia, suggerendo un rischio di inefficacia nel lungo termine. Il basso utilizzo del supporto sociale e dell'umorismo potrebbe riflettere le esigenze emotive specifiche dell’ambiente di terapia intensiva, dove la rapidità e la precisione sono essenziali. Conclusione Lo studio sottolinea la necessità di supporti psicologici mirati per gli infermieri che affrontano eventi di RCP, per prevenire il rischio di burnout e di PTSD e migliorare il benessere psicologico. Programmi di formazione e supporto continuo potrebbero migliorare le capacità di coping degli infermieri, aumentando la qualità delle cure offerte ai pazienti e promuovendo un ambiente di lavoro più resiliente.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/76398