In a world ravaged and afflicted by crises and violent conflicts, the idea of achieving lasting and sustainable peace seems nothing more than a pure utopia. The aim of this thesis is to specifically analyze the role of the civilian component, particularly the white helmets, within the framework of peacekeeping missions and nonviolent conflict management. Starting with a historical analysis of the evolution of United Nations peacekeeping and its main features in each generational phase from 1948 to the present, the thesis highlights the shift from a traditional concept of security, focused on sovereign states, to a broader vision that, in line with the human security approach, also takes into account the security of individuals. The research then proceeds with a focus on civilian peacekeeping, a form of intervention predominantly carried out by members of non-governmental organizations or civil society entities, which favors nonviolence as a method and tool for peacekeeping and conflict management. The principles and techniques of nonviolence are then analyzed, retracing the lives and teachings of three great masters and scholars - Gandhi, Capitini, and Galtung - before moving on to an in-depth examination of the experience of the white helmets both in the international arena and in the Italian context through the example of the “Rete Caschi Bianchi”. Finally, the thesis concludes with a case study on the intervention of the white helmets of Operation Dove in Colombia. By examining the nonviolent method adopted by the latter and the results achieved in this context, the goal is to highlight the added value of this approach, which proves to be far more effective than the one used by military forces in prolonged conflict situations.

In un mondo martoriato e afflitto da crisi e conflitti violenti l’idea di conseguire una pace duratura e sostenibile pare soltanto pura utopia. Lo scopo di questa tesi è analizzare nello specifico il ruolo della componente civile, e in particolare dei caschi bianchi, all’interno del quadro delle missioni di mantenimento della pace e di gestione nonviolenta dei conflitti. Partendo da un’analisi storica dell'evoluzione del peacekeeping delle Nazioni Unite e delle sue caratteristiche principali in ogni fase generazionale dal 1948 ad oggi, si evidenzia il passaggio da un concetto tradizionale di sicurezza, incentrato sugli Stati sovrani, a una visione più ampia che, in linea con l’approccio human security, prende in considerazione anche la sicurezza degli individui. La ricerca procede poi con un focus sul peacekeeping civile, una forma di intervento portata avanti prevalentemente da membri di organizzazioni nongovernative o da enti di società civile che predilige la nonviolenza come metodo e strumento di mantenimento della pace e gestione dei conflitti. Vengono quindi analizzati i principi e le tecniche della nonviolenza, ripercorrendo le vite e gli insegnamenti di tre grandi maestri e studiosi quali Gandhi, Capitini e Galtung, per giungere in seguito a un approfondimento inerente all’esperienza dei caschi bianchi sia nel panorama internazionale che nel contesto italiano tramite l’esempio della Rete Caschi Bianchi. La tesi si conclude infine con uno studio di caso relativo all’intervento in Colombia dei caschi bianchi di Operazione Colomba. Esaminando il metodo nonviolento adottato da questi ultimi e i risultati raggiunti in tale contesto, si mira a mettere in luce il valore aggiunto di questo tipo di approccio che risulta essere molto più efficace rispetto a quello impiegato dalle forze militari per quanto riguarda le situazioni di conflitto prolungato.

Mantenimento della pace e gestione nonviolenta dei conflitti: il caso colombiano dei caschi bianchi di Operazione Colomba.

OSELLADORE, MARGHERITA
2024/2025

Abstract

In a world ravaged and afflicted by crises and violent conflicts, the idea of achieving lasting and sustainable peace seems nothing more than a pure utopia. The aim of this thesis is to specifically analyze the role of the civilian component, particularly the white helmets, within the framework of peacekeeping missions and nonviolent conflict management. Starting with a historical analysis of the evolution of United Nations peacekeeping and its main features in each generational phase from 1948 to the present, the thesis highlights the shift from a traditional concept of security, focused on sovereign states, to a broader vision that, in line with the human security approach, also takes into account the security of individuals. The research then proceeds with a focus on civilian peacekeeping, a form of intervention predominantly carried out by members of non-governmental organizations or civil society entities, which favors nonviolence as a method and tool for peacekeeping and conflict management. The principles and techniques of nonviolence are then analyzed, retracing the lives and teachings of three great masters and scholars - Gandhi, Capitini, and Galtung - before moving on to an in-depth examination of the experience of the white helmets both in the international arena and in the Italian context through the example of the “Rete Caschi Bianchi”. Finally, the thesis concludes with a case study on the intervention of the white helmets of Operation Dove in Colombia. By examining the nonviolent method adopted by the latter and the results achieved in this context, the goal is to highlight the added value of this approach, which proves to be far more effective than the one used by military forces in prolonged conflict situations.
2024
Peacekeeping and nonviolent conflict management: the Colombian case of the white helmets of Operation Dove.
In un mondo martoriato e afflitto da crisi e conflitti violenti l’idea di conseguire una pace duratura e sostenibile pare soltanto pura utopia. Lo scopo di questa tesi è analizzare nello specifico il ruolo della componente civile, e in particolare dei caschi bianchi, all’interno del quadro delle missioni di mantenimento della pace e di gestione nonviolenta dei conflitti. Partendo da un’analisi storica dell'evoluzione del peacekeeping delle Nazioni Unite e delle sue caratteristiche principali in ogni fase generazionale dal 1948 ad oggi, si evidenzia il passaggio da un concetto tradizionale di sicurezza, incentrato sugli Stati sovrani, a una visione più ampia che, in linea con l’approccio human security, prende in considerazione anche la sicurezza degli individui. La ricerca procede poi con un focus sul peacekeeping civile, una forma di intervento portata avanti prevalentemente da membri di organizzazioni nongovernative o da enti di società civile che predilige la nonviolenza come metodo e strumento di mantenimento della pace e gestione dei conflitti. Vengono quindi analizzati i principi e le tecniche della nonviolenza, ripercorrendo le vite e gli insegnamenti di tre grandi maestri e studiosi quali Gandhi, Capitini e Galtung, per giungere in seguito a un approfondimento inerente all’esperienza dei caschi bianchi sia nel panorama internazionale che nel contesto italiano tramite l’esempio della Rete Caschi Bianchi. La tesi si conclude infine con uno studio di caso relativo all’intervento in Colombia dei caschi bianchi di Operazione Colomba. Esaminando il metodo nonviolento adottato da questi ultimi e i risultati raggiunti in tale contesto, si mira a mettere in luce il valore aggiunto di questo tipo di approccio che risulta essere molto più efficace rispetto a quello impiegato dalle forze militari per quanto riguarda le situazioni di conflitto prolungato.
peacekeeping
nonviolenza
caschi bianchi
Operazione Colomba
Colombia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/84054