Ogni capitolo è legato a uno dei tre registi che hanno collaborato di più con Mastroianni nel corso della sua carriera: Federico Fellini, Elio Petri e Marco Ferreri. La nascita del mito: la dolce vita racconta il contesto a cui legato il successo della prima icona dell'attore e analizza tratti e contraddizioni del protagonista. Il rafforzamento dell’inetto seduttore: 81/2 traccia le linee di continuità tra i primi due personaggi interpretati dall’attore sotto la direzione di Fellini: a fronte di un primo cambiamento estetico, i valori del precedente personaggio vengono confermati e rafforzati. Nell’analisi della prima collaborazione tra Petri e l’attore in L’assassino: la presa di coscienza si riconferma la continuità tra le interpretazioni, ma qualcosa cambia: il protagonista accetta consciamente il proprio egoismo. Lo stesso vale per Il divo cambia ma resta uguale: La decima vittima: la pellicola cambia genere, costumi e costumi al protagonista, ma Mastroianni non riesce a emanciparsi dalla propria immagine pubblica. Analogamente avviene nei film realizzati con Marco Ferreri: agli occhi dello spettatore l’attore perde l’aura del mito facendosi corpo fisiologico ma diegeticamente resta un fascinoso uomo inadatto alla vita. In L’inetto violento-Break-Up si nota come il personaggio di Mastroianni sia estremamente simile per intenti e azioni ai personaggi felliniani, ma si dista da loro per la sua forte aggressività e per l'importanza che il corpo assume nelle sue relazioni. In Il mito si fa corpo: La grande abbuffata, l'interesse del latin lover è regredito a puro interesse sessuale. La recitazione di Mastroianni conferma queste trasformazioni.
Marcello Mastroianni: decostruire il divo, da Fellini a Petri a Ferreri.
PATUANELLI, GIULIO
2024/2025
Abstract
Ogni capitolo è legato a uno dei tre registi che hanno collaborato di più con Mastroianni nel corso della sua carriera: Federico Fellini, Elio Petri e Marco Ferreri. La nascita del mito: la dolce vita racconta il contesto a cui legato il successo della prima icona dell'attore e analizza tratti e contraddizioni del protagonista. Il rafforzamento dell’inetto seduttore: 81/2 traccia le linee di continuità tra i primi due personaggi interpretati dall’attore sotto la direzione di Fellini: a fronte di un primo cambiamento estetico, i valori del precedente personaggio vengono confermati e rafforzati. Nell’analisi della prima collaborazione tra Petri e l’attore in L’assassino: la presa di coscienza si riconferma la continuità tra le interpretazioni, ma qualcosa cambia: il protagonista accetta consciamente il proprio egoismo. Lo stesso vale per Il divo cambia ma resta uguale: La decima vittima: la pellicola cambia genere, costumi e costumi al protagonista, ma Mastroianni non riesce a emanciparsi dalla propria immagine pubblica. Analogamente avviene nei film realizzati con Marco Ferreri: agli occhi dello spettatore l’attore perde l’aura del mito facendosi corpo fisiologico ma diegeticamente resta un fascinoso uomo inadatto alla vita. In L’inetto violento-Break-Up si nota come il personaggio di Mastroianni sia estremamente simile per intenti e azioni ai personaggi felliniani, ma si dista da loro per la sua forte aggressività e per l'importanza che il corpo assume nelle sue relazioni. In Il mito si fa corpo: La grande abbuffata, l'interesse del latin lover è regredito a puro interesse sessuale. La recitazione di Mastroianni conferma queste trasformazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/87915