Introduzione. La depressione è una condizione pervasiva e altamente debilitante, caratterizzata dalla presenza di anedonia e deflessione del tono dell’umore. L’identificazione precoce dei meccanismi sottostanti a questo disturbo è, quindi, di prioritaria importanza per arrivare a sviluppare interventi preventivi mirati ed efficaci. Un possibile meccanismo implicato nell’eziopatogenesi della depressione è una ridotta attivazione dei Sistemi di Valenza Positiva e Negativa, che porta a una diminuita elaborazione degli stimoli emozionali presenti nell’ambiente. Tuttavia, le diverse fasi in cui si articola il processo di elaborazione degli stimoli affettivi (anticipazione ed elaborazione) sono ancora poco studiate in relazione al rischio di depressione. I potenziali evento-relati (ERP) del segnale elettroencefalografico (EEG), grazie alla loro eccellente risoluzione temporale, rappresentano una misura accurata per indagare le diverse fasi dell'elaborazione emozionale. In particolare, tre ERP riflettono le diverse fasi dell'elaborazione emozionale: 1) la Cue-P300 riflette la valutazione del cue e l’allocazione di risorse attentive verso lo stimolo emozionale atteso, 2) la Stimulus Preceding Negativity (SPN) riflette l'anticipazione emozionale e 3) il Late Positive Potential (LPP) riflette i processi di attenzione motivata ed elaborazione degli stimoli affettivi. L’obiettivo di questo studio era quello di indagare i correlati neurali dei processi di anticipazione ed elaborazione emozionale di stimoli affettivi in un campione di giovani adulti a rischio di sviluppare depressione. Metodo. È stato reclutato un campione di giovani adulti con vulnerabilità per la depressione, determinata dalla presenza di familiarità per la condizione, ma senza sintomi attuali (n = 20, 18 F), o dalla presenza di sintomi depressivi subclinici (n = 39, 25 F). È stato inoltre reclutato un gruppo di 30 (19 F) soggetti di controllo senza familiarità per la depressione né sintomi depressivi. I partecipanti sono stati sottoposti a un compito S1-S2, in cui un'immagine emozionale (S2) veniva anticipata da un segnale (cue) visivo (S1), che ne prediceva la valenza (piacevole, neutra, spiacevole). Durante il compito S1-S2 è stato registrato l’EEG, dal quale sono stati estratti gli ERP relativi ai processi di interesse (Cue-P300, SPN e LPP). In seguito, ai partecipanti è stato chiesto di fornire i punteggi di arousal e valenza percepiti tramite il Self-Assessment Manikin (SAM). Risultati. L’intero campione ha mostrato una maggiore ampiezza della Cue-P300 e dell’LPP in risposta agli stimoli emozionali (piacevoli e spiacevoli), rispetto a quelli neutri, mentre non è emerso un effetto di modulazione affettiva per l’SPN. I due gruppi a rischio (con familiarità e con depressione subclinica) hanno mostrato una ridotta ampiezza della Cue-P300 e dell’LPP in risposta sia agli stimoli piacevoli che spiacevoli rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, il gruppo con familiarità per la depressione ha mostrato una ridotta ampiezza dell’LPP anche per le immagini neutre rispetto agli altri due gruppi. A livello soggettivo, non sono emerse differenze significative tra i gruppi nelle dimensioni di valenza e arousal. Discussione. I risultati di questo studio suggeriscono che un ridotto coinvolgimento affettivo iniziale e una ridotta elaborazione di stimoli emozionali (piacevoli e spiacevoli) potrebbero rappresentare indicatori precoci di vulnerabilità alla depressione. Questo studio ha importanti implicazioni cliniche relative all’utilizzo degli ERPs per l’identificazione precoce e lo sviluppo di protocolli di intervento per la depressione mirati e personalizzati.

Elaborazione affettiva e vulnerabilità alla depressione: uno studio ERP

GHEORGHE, ANDRA IOANA
2024/2025

Abstract

Introduzione. La depressione è una condizione pervasiva e altamente debilitante, caratterizzata dalla presenza di anedonia e deflessione del tono dell’umore. L’identificazione precoce dei meccanismi sottostanti a questo disturbo è, quindi, di prioritaria importanza per arrivare a sviluppare interventi preventivi mirati ed efficaci. Un possibile meccanismo implicato nell’eziopatogenesi della depressione è una ridotta attivazione dei Sistemi di Valenza Positiva e Negativa, che porta a una diminuita elaborazione degli stimoli emozionali presenti nell’ambiente. Tuttavia, le diverse fasi in cui si articola il processo di elaborazione degli stimoli affettivi (anticipazione ed elaborazione) sono ancora poco studiate in relazione al rischio di depressione. I potenziali evento-relati (ERP) del segnale elettroencefalografico (EEG), grazie alla loro eccellente risoluzione temporale, rappresentano una misura accurata per indagare le diverse fasi dell'elaborazione emozionale. In particolare, tre ERP riflettono le diverse fasi dell'elaborazione emozionale: 1) la Cue-P300 riflette la valutazione del cue e l’allocazione di risorse attentive verso lo stimolo emozionale atteso, 2) la Stimulus Preceding Negativity (SPN) riflette l'anticipazione emozionale e 3) il Late Positive Potential (LPP) riflette i processi di attenzione motivata ed elaborazione degli stimoli affettivi. L’obiettivo di questo studio era quello di indagare i correlati neurali dei processi di anticipazione ed elaborazione emozionale di stimoli affettivi in un campione di giovani adulti a rischio di sviluppare depressione. Metodo. È stato reclutato un campione di giovani adulti con vulnerabilità per la depressione, determinata dalla presenza di familiarità per la condizione, ma senza sintomi attuali (n = 20, 18 F), o dalla presenza di sintomi depressivi subclinici (n = 39, 25 F). È stato inoltre reclutato un gruppo di 30 (19 F) soggetti di controllo senza familiarità per la depressione né sintomi depressivi. I partecipanti sono stati sottoposti a un compito S1-S2, in cui un'immagine emozionale (S2) veniva anticipata da un segnale (cue) visivo (S1), che ne prediceva la valenza (piacevole, neutra, spiacevole). Durante il compito S1-S2 è stato registrato l’EEG, dal quale sono stati estratti gli ERP relativi ai processi di interesse (Cue-P300, SPN e LPP). In seguito, ai partecipanti è stato chiesto di fornire i punteggi di arousal e valenza percepiti tramite il Self-Assessment Manikin (SAM). Risultati. L’intero campione ha mostrato una maggiore ampiezza della Cue-P300 e dell’LPP in risposta agli stimoli emozionali (piacevoli e spiacevoli), rispetto a quelli neutri, mentre non è emerso un effetto di modulazione affettiva per l’SPN. I due gruppi a rischio (con familiarità e con depressione subclinica) hanno mostrato una ridotta ampiezza della Cue-P300 e dell’LPP in risposta sia agli stimoli piacevoli che spiacevoli rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, il gruppo con familiarità per la depressione ha mostrato una ridotta ampiezza dell’LPP anche per le immagini neutre rispetto agli altri due gruppi. A livello soggettivo, non sono emerse differenze significative tra i gruppi nelle dimensioni di valenza e arousal. Discussione. I risultati di questo studio suggeriscono che un ridotto coinvolgimento affettivo iniziale e una ridotta elaborazione di stimoli emozionali (piacevoli e spiacevoli) potrebbero rappresentare indicatori precoci di vulnerabilità alla depressione. Questo studio ha importanti implicazioni cliniche relative all’utilizzo degli ERPs per l’identificazione precoce e lo sviluppo di protocolli di intervento per la depressione mirati e personalizzati.
2024
Affective processing and vulnerability to depression: an ERP study
ERP
Disforia
Depressione
Familiarità
Emozioni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/88092