This thesis aims to analyze cultural diplomacy between Italy and UNESCO in the field of cultural heritage. The first part introduces the concept of cultural diplomacy, exploring its main components and perspectives, and highlighting the inherent potential of cultural heritage to serve as a soft power tool in diplomatic contexts, especially in a country like Italy. Following a historical overview of the paths and forms through which Italian cultural diplomacy has developed, the focus shifts to Italy's entry into UNESCO and the actions it has taken within the organization in the area of cultural heritage protection, particularly after the adoption of the 1972 UNESCO World Heritage Convention. The analysis then turns to the strategic and diplomatic value of Italian sites recognized as UNESCO World Heritage, placing the phenomenon within its legal and management framework, and focusing on the exemplary case study of the site "Venice and its Lagoon." Continuing along the thematic thread of cultural heritage and UNESCO, the second part of the thesis examines Italy's leading role in cultural peacekeeping and in protecting cultural heritage in conflict zones, with a particular focus on the so-called "Blue Helmets for Culture." The goal is to provide a comprehensive representation of this phenomenon, thus highlighting the extraordinary strategic potential that cultural heritage represents for a country like Italy. Ultimately, the thesis seeks to demonstrate how the relationship between Italy and UNESCO has played -and continues to play- a key role in both national and international cultural and diplomatic dynamics, serving as an outstanding multilateral arena for building international relations grounded in cooperation and intercultural dialogue, in which Italy plays a leading role.

Il presente elaborato nasce con l’obiettivo di analizzare la diplomazia culturale tra Italia e UNESCO nell’ambito del patrimonio culturale. Nella prima parte si introduce dunque il tema della diplomazia culturale, attraverso le sue principali componenti e prospettive, definendo l’intrinseca potenzialità del patrimonio culturale di fungere da strumento di soft power nell’ambito diplomatico, soprattutto per quanto riguarda un contesto come quello italiano. In seguito ad una ricostruzione storica delle vie e delle forme attraverso le quali la diplomazia culturale italiana si è sviluppata, la tesi si concentra sull’ingresso del nostro Paese nell’Unesco e sull’azione svolta al suo interno nell’ambito della tutela del patrimonio culturale, soprattutto in seguito alla stipulazione della Convenzione Unesco del 1972 sul Patrimonio Mondiale. L’analisi prosegue poi concentrandosi sul valore strategico e diplomatico dei siti italiani riconosciuti Patrimonio Unesco, inquadrando il fenomeno nella sua cornice normativa e gestionale e soffermandosi sull’esemplare case-study del sito “Venezia e la sua Laguna”. Proseguendo poi sul filo conduttore del patrimonio culturale e l’Unesco, la tesi affronta nella seconda parte il ruolo leader dell’Italia nel peacekeeping culturale e nella tutela del patrimonio culturale nelle zone di conflitto, dando priorità allo studio dei cosiddetti “caschi blu della cultura”, mirando a fornire una rappresentazione organica del fenomeno che faccia emergere l’incredibile potenziale strategico che il patrimonio culturale rappresenta per un paese come l’Italia. L’obiettivo è dunque dimostrare come il rapporto tra Italia e Unesco abbia avuto e mantenga tutt’oggi un ruolo di primo piano nelle dinamiche culturali e diplomatiche nazionali e internazionali, dove l’adesione all’Organizzazione parigina funge da arena multilaterale di eccellenza per la costruzione di relazioni internazionali improntate alla cooperazione e al dialogo interculturale, e nelle quali l’azione italiana emerge da protagonista.

L'Italia e l'UNESCO: dinamiche di diplomazia culturale nel sistema multilaterale del Patrimonio dell'Umanità

GLERIA, FOSCA
2024/2025

Abstract

This thesis aims to analyze cultural diplomacy between Italy and UNESCO in the field of cultural heritage. The first part introduces the concept of cultural diplomacy, exploring its main components and perspectives, and highlighting the inherent potential of cultural heritage to serve as a soft power tool in diplomatic contexts, especially in a country like Italy. Following a historical overview of the paths and forms through which Italian cultural diplomacy has developed, the focus shifts to Italy's entry into UNESCO and the actions it has taken within the organization in the area of cultural heritage protection, particularly after the adoption of the 1972 UNESCO World Heritage Convention. The analysis then turns to the strategic and diplomatic value of Italian sites recognized as UNESCO World Heritage, placing the phenomenon within its legal and management framework, and focusing on the exemplary case study of the site "Venice and its Lagoon." Continuing along the thematic thread of cultural heritage and UNESCO, the second part of the thesis examines Italy's leading role in cultural peacekeeping and in protecting cultural heritage in conflict zones, with a particular focus on the so-called "Blue Helmets for Culture." The goal is to provide a comprehensive representation of this phenomenon, thus highlighting the extraordinary strategic potential that cultural heritage represents for a country like Italy. Ultimately, the thesis seeks to demonstrate how the relationship between Italy and UNESCO has played -and continues to play- a key role in both national and international cultural and diplomatic dynamics, serving as an outstanding multilateral arena for building international relations grounded in cooperation and intercultural dialogue, in which Italy plays a leading role.
2024
Italy and UNESCO: dynamics of cultural diplomacy in the multilateral system of World Heritage
Il presente elaborato nasce con l’obiettivo di analizzare la diplomazia culturale tra Italia e UNESCO nell’ambito del patrimonio culturale. Nella prima parte si introduce dunque il tema della diplomazia culturale, attraverso le sue principali componenti e prospettive, definendo l’intrinseca potenzialità del patrimonio culturale di fungere da strumento di soft power nell’ambito diplomatico, soprattutto per quanto riguarda un contesto come quello italiano. In seguito ad una ricostruzione storica delle vie e delle forme attraverso le quali la diplomazia culturale italiana si è sviluppata, la tesi si concentra sull’ingresso del nostro Paese nell’Unesco e sull’azione svolta al suo interno nell’ambito della tutela del patrimonio culturale, soprattutto in seguito alla stipulazione della Convenzione Unesco del 1972 sul Patrimonio Mondiale. L’analisi prosegue poi concentrandosi sul valore strategico e diplomatico dei siti italiani riconosciuti Patrimonio Unesco, inquadrando il fenomeno nella sua cornice normativa e gestionale e soffermandosi sull’esemplare case-study del sito “Venezia e la sua Laguna”. Proseguendo poi sul filo conduttore del patrimonio culturale e l’Unesco, la tesi affronta nella seconda parte il ruolo leader dell’Italia nel peacekeeping culturale e nella tutela del patrimonio culturale nelle zone di conflitto, dando priorità allo studio dei cosiddetti “caschi blu della cultura”, mirando a fornire una rappresentazione organica del fenomeno che faccia emergere l’incredibile potenziale strategico che il patrimonio culturale rappresenta per un paese come l’Italia. L’obiettivo è dunque dimostrare come il rapporto tra Italia e Unesco abbia avuto e mantenga tutt’oggi un ruolo di primo piano nelle dinamiche culturali e diplomatiche nazionali e internazionali, dove l’adesione all’Organizzazione parigina funge da arena multilaterale di eccellenza per la costruzione di relazioni internazionali improntate alla cooperazione e al dialogo interculturale, e nelle quali l’azione italiana emerge da protagonista.
diplomazia culturale
patrimonio culturale
soft power
Unesco
cooperazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/88574