La tesi esplora l’evoluzione del lavoro umano nel passaggio dalle rivoluzioni industriali all’odierna epoca digitale, con un’attenzione particolare all’impatto dell’automazione, della piattaformizzazione e dell’intelligenza artificiale (IA) sulle trasformazioni occupazionali, sulle competenze richieste e sulle nuove disuguaglianze sociali. Il lavoro si fonda su un approccio critico e documentale, basato su fonti istituzionali nazionali e internazionali (OCSE, INAPP, CNEL, UE) e sui contributi teorici di Antonio A. Casilli e Paola Tubaro, che hanno indagato in profondità il ruolo del lavoro invisibile nei sistemi digitali contemporanei. L’analisi si concentra su tre aspetti principali. Inizialmente viene ricostruito il percorso storico che ha portato dalla meccanizzazione dei processi produttivi alla nascita del digital labor, mettendo in luce la continuità tra alienazione industriale e frammentazione algoritmica. Successivamente si affrontano gli aspetti del nuovo paradigma digitale: la centralità dei dati, la funzione organizzativa delle piattaforme e il ruolo dell’IA come infrastruttura del capitalismo contemporaneo. Si mostra come il lavoro non scompaia, ma si trasformi, diventando spesso invisibile, precario e distribuito, attraverso pratiche di microtasking e addestramento algoritmico. La parte finale è dedicata alle risposte formative, normative e istituzionali, si analizzano quindi le principali politiche di aggiornamento delle competenze, le sfide del skill mismatch, quindi discrepanza tra le competenze richieste e quelle offerte nel mercato del lavoro, e le disuguaglianze generazionali, con un focus sull’AI Act europeo e sulle iniziative italiane per governare l’impatto della trasformazione digitale sul lavoro.

Dal lavoro materiale al lavoro immateriale: piattaforme digitali e trasformazioni dell’occupazione

FODOR, CALIN
2024/2025

Abstract

La tesi esplora l’evoluzione del lavoro umano nel passaggio dalle rivoluzioni industriali all’odierna epoca digitale, con un’attenzione particolare all’impatto dell’automazione, della piattaformizzazione e dell’intelligenza artificiale (IA) sulle trasformazioni occupazionali, sulle competenze richieste e sulle nuove disuguaglianze sociali. Il lavoro si fonda su un approccio critico e documentale, basato su fonti istituzionali nazionali e internazionali (OCSE, INAPP, CNEL, UE) e sui contributi teorici di Antonio A. Casilli e Paola Tubaro, che hanno indagato in profondità il ruolo del lavoro invisibile nei sistemi digitali contemporanei. L’analisi si concentra su tre aspetti principali. Inizialmente viene ricostruito il percorso storico che ha portato dalla meccanizzazione dei processi produttivi alla nascita del digital labor, mettendo in luce la continuità tra alienazione industriale e frammentazione algoritmica. Successivamente si affrontano gli aspetti del nuovo paradigma digitale: la centralità dei dati, la funzione organizzativa delle piattaforme e il ruolo dell’IA come infrastruttura del capitalismo contemporaneo. Si mostra come il lavoro non scompaia, ma si trasformi, diventando spesso invisibile, precario e distribuito, attraverso pratiche di microtasking e addestramento algoritmico. La parte finale è dedicata alle risposte formative, normative e istituzionali, si analizzano quindi le principali politiche di aggiornamento delle competenze, le sfide del skill mismatch, quindi discrepanza tra le competenze richieste e quelle offerte nel mercato del lavoro, e le disuguaglianze generazionali, con un focus sull’AI Act europeo e sulle iniziative italiane per governare l’impatto della trasformazione digitale sul lavoro.
2024
From Material to Immaterial Labour: Digital Platforms and Employment Transformation
Lavoro nascosto
Automazione
Lavoro digitale
Formazione
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