This thesis examines how media contribute to the construction of political consensus in republican Italy, through a critical theoretical framework that draws on the works of Chomsky, Gramsci, Lippmann, Bourdieu, Mazzoleni, and Bergamini. It argues that even in democracies, information can be filtered and shaped by structural forces, discursive strategies, and symbolic practices that define what is visible, sayable, and legitimate in the public sphere. The analysis focuses on three emblematic Italian case studies: the secret Masonic lodge P2, the media-political rise of Silvio Berlusconi, and the recent “Telemeloni” phenomenon linked to Prime Minister Giorgia Meloni’s media strategy. These cases, while historically distinct, reveal different methods of controlling information—covert, proprietary, personalized—all aimed at reinforcing and legitimizing power while marginalizing dissent. The aim is to provide analytical tools for understanding contemporary forms of media influence and to question the very meaning of press freedom. In an age of hypercommunication and apparent pluralism, identifying the mechanisms that turn information into consent becomes an essential act of critical citizenship.

La tesi analizza il ruolo dei media nella costruzione del consenso politico nell’Italia repubblicana, con un approccio teorico-critico che combina autori come Chomsky, Gramsci, Lippmann, Bourdieu, Mazzoleni e Bergamini. Al centro dello studio c’è l’idea che, anche in democrazia, l’informazione possa essere orientata attraverso filtri strutturali, strategie discorsive e pratiche simboliche che definiscono cosa è visibile, dicibile e legittimo nello spazio pubblico. L’analisi si concentra su tre casi emblematici: la loggia massonica P2, l’ascesa mediatico-politica di Silvio Berlusconi e il fenomeno “Telemeloni”, legato alla comunicazione della premier Giorgia Meloni. Questi esempi, collocati in epoche diverse, mostrano modalità differenti di controllo dell’informazione – occulto, proprietario, personalizzato – ma convergenti negli effetti: rafforzare il potere, legittimarlo culturalmente e limitare il dissenso. L’obiettivo è fornire strumenti interpretativi per comprendere le forme attuali di influenza mediatica e stimolare una riflessione sul concetto stesso di libertà d’informazione. In un’epoca di ipercomunicazione e pluralismo apparente, riconoscere le dinamiche che trasformano l’informazione in consenso è un atto di cittadinanza attiva.

Stampa e costruzione del consenso: il caso “Telemeloni”

TOSCANO, JOSEPHINE
2024/2025

Abstract

This thesis examines how media contribute to the construction of political consensus in republican Italy, through a critical theoretical framework that draws on the works of Chomsky, Gramsci, Lippmann, Bourdieu, Mazzoleni, and Bergamini. It argues that even in democracies, information can be filtered and shaped by structural forces, discursive strategies, and symbolic practices that define what is visible, sayable, and legitimate in the public sphere. The analysis focuses on three emblematic Italian case studies: the secret Masonic lodge P2, the media-political rise of Silvio Berlusconi, and the recent “Telemeloni” phenomenon linked to Prime Minister Giorgia Meloni’s media strategy. These cases, while historically distinct, reveal different methods of controlling information—covert, proprietary, personalized—all aimed at reinforcing and legitimizing power while marginalizing dissent. The aim is to provide analytical tools for understanding contemporary forms of media influence and to question the very meaning of press freedom. In an age of hypercommunication and apparent pluralism, identifying the mechanisms that turn information into consent becomes an essential act of critical citizenship.
2024
Press and building consensus: the “Telemeloni” case
La tesi analizza il ruolo dei media nella costruzione del consenso politico nell’Italia repubblicana, con un approccio teorico-critico che combina autori come Chomsky, Gramsci, Lippmann, Bourdieu, Mazzoleni e Bergamini. Al centro dello studio c’è l’idea che, anche in democrazia, l’informazione possa essere orientata attraverso filtri strutturali, strategie discorsive e pratiche simboliche che definiscono cosa è visibile, dicibile e legittimo nello spazio pubblico. L’analisi si concentra su tre casi emblematici: la loggia massonica P2, l’ascesa mediatico-politica di Silvio Berlusconi e il fenomeno “Telemeloni”, legato alla comunicazione della premier Giorgia Meloni. Questi esempi, collocati in epoche diverse, mostrano modalità differenti di controllo dell’informazione – occulto, proprietario, personalizzato – ma convergenti negli effetti: rafforzare il potere, legittimarlo culturalmente e limitare il dissenso. L’obiettivo è fornire strumenti interpretativi per comprendere le forme attuali di influenza mediatica e stimolare una riflessione sul concetto stesso di libertà d’informazione. In un’epoca di ipercomunicazione e pluralismo apparente, riconoscere le dinamiche che trasformano l’informazione in consenso è un atto di cittadinanza attiva.
Consenso
Influenza politica
Opinione pubblica
Media e consenso
Stampa e consenso
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/88975