L’endometriosi è una patologia cronica e infiammatoria altamente invalidante, caratterizzata dalla presenza di tessuto simil-endometriale al di fuori della cavità uterina, responsabile di sintomi quali dolore pelvico cronico, dismenorrea, dispareunia e infertilità. Le cause alla base di questa patologia sono complesse e multifattoriali e coinvolgono fattori genetici, immunologici, ormonali e ambientali, determinando una risposta infiammatoria persistente e ad una alterazione dei meccanismi di rigenerazione tissutale. A livello sistemico il dolore cronico, caratteristico di questa patologia, ha un impatto rilevante sulla qualità della vita delle pazienti, influenzando negativamente la salute mentale, le relazioni sociali e la sfera lavorativa. La diagnosi presenta un ritardo che va dai 7 agli 11 anni a causa della variabilità e aspecificità del quadro sintomatologico e dalla mancanza di biomarcatori affidabili. Dal punto di vista terapeutico le opzioni attualmente disponibili si basano principalmente su trattamenti ormonali e analgesici, nonché sull’intervento chirurgico nei casi più severi, anche se non risolutivo. In questo contesto, si inserisce l’interesse crescente per la fitoterapia come supporto integrativo dell’endometriosi, in particolare nella modulazione del dolore e dell’infiammazione. Alcuni estratti vegetali hanno mostrato proprietà antinfiammatorie, analgesiche e regolatrici del bilancio ormonale, risultando potenzialmente utili per il trattamento sintomatico. Le attuali evidenze scientifiche, seppur ancora limitate, suggeriscono che l’impiego fitoterapico possa contribuire a ridurre l’intensità del dolore e migliorare la qualità della vita, specialmente se integrato con trattamenti convenzionali. Tuttavia la variabilità nella biodisponibilità, la mancanza di standardizzazioni degli estratti e il rischio di interazioni farmacologiche richiedono prudenza e ulteriori approfondimenti clinici. Le nuove prospettive di trattamento comprendono inoltre lo sviluppo di farmaci a bersaglio molecolare, terapie personalizzate e il potenziale ruolo del microbiota intestinale nella patogenesi della malattia. Il ricorso a trattamenti complementare basati sull’evidenza scientifica potrebbero rappresentare un valido supporto nella gestione multidisciplinare dell’endometriosi, contribuendo a un approccio più efficace, centrato sulla gestione del dolore e orientato al miglioramento della qualità della vita.
Terapie Classiche e Fitoterapiche nell’Endometriosi: un Supporto Integrato per la Gestione del Dolore
GALVANI, CARLA OMBRETTA
2024/2025
Abstract
L’endometriosi è una patologia cronica e infiammatoria altamente invalidante, caratterizzata dalla presenza di tessuto simil-endometriale al di fuori della cavità uterina, responsabile di sintomi quali dolore pelvico cronico, dismenorrea, dispareunia e infertilità. Le cause alla base di questa patologia sono complesse e multifattoriali e coinvolgono fattori genetici, immunologici, ormonali e ambientali, determinando una risposta infiammatoria persistente e ad una alterazione dei meccanismi di rigenerazione tissutale. A livello sistemico il dolore cronico, caratteristico di questa patologia, ha un impatto rilevante sulla qualità della vita delle pazienti, influenzando negativamente la salute mentale, le relazioni sociali e la sfera lavorativa. La diagnosi presenta un ritardo che va dai 7 agli 11 anni a causa della variabilità e aspecificità del quadro sintomatologico e dalla mancanza di biomarcatori affidabili. Dal punto di vista terapeutico le opzioni attualmente disponibili si basano principalmente su trattamenti ormonali e analgesici, nonché sull’intervento chirurgico nei casi più severi, anche se non risolutivo. In questo contesto, si inserisce l’interesse crescente per la fitoterapia come supporto integrativo dell’endometriosi, in particolare nella modulazione del dolore e dell’infiammazione. Alcuni estratti vegetali hanno mostrato proprietà antinfiammatorie, analgesiche e regolatrici del bilancio ormonale, risultando potenzialmente utili per il trattamento sintomatico. Le attuali evidenze scientifiche, seppur ancora limitate, suggeriscono che l’impiego fitoterapico possa contribuire a ridurre l’intensità del dolore e migliorare la qualità della vita, specialmente se integrato con trattamenti convenzionali. Tuttavia la variabilità nella biodisponibilità, la mancanza di standardizzazioni degli estratti e il rischio di interazioni farmacologiche richiedono prudenza e ulteriori approfondimenti clinici. Le nuove prospettive di trattamento comprendono inoltre lo sviluppo di farmaci a bersaglio molecolare, terapie personalizzate e il potenziale ruolo del microbiota intestinale nella patogenesi della malattia. Il ricorso a trattamenti complementare basati sull’evidenza scientifica potrebbero rappresentare un valido supporto nella gestione multidisciplinare dell’endometriosi, contribuendo a un approccio più efficace, centrato sulla gestione del dolore e orientato al miglioramento della qualità della vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/89766