Il lavoro di ricerca si propone di indagare approfonditamente il crescente fenomeno relativo alla dipendenza da dispositivi mobili, focalizzandosi in maniera prioritaria sulle sue svariate declinazioni - dipendenza da Internet, WhatsApp, chat, social media, nomofobia, ringxiety, phubbing e vamping - e sulle conseguenze di natura cognitiva che derivano da quest’ultime, con particolare attenzione rivolta alla popolazione giovanile. All’interno del primo capitolo, viene esaminata la letteratura riguardante il comportamento compulsivo legato agli smartphone, evidenziando la relazione che intercorre tra utilizzo intensivo del cellulare e declino delle funzioni di carattere attentivo, mnemonico e decisionale. Il secondo capitolo, invece, introduce la teoria del nudge come approccio comportamentale alternativo alle misure restrittive e vincolanti, illustrandone vantaggi sia collettivi che prettamente individuali, criticità di natura etica e limiti applicativi, nonché possibili scenari di adozione volti a contrastare l’abuso di utilizzo dei device elettronici. Infine, il terzo capitolo propone una serie di interventi di carattere pratico basati proprio sull’approccio del nudging - come promemoria contestuali, interfacce semplificate e meccanismi di feedback visivo – studiati per ridurre proattivamente il rischio di dipendenza. Attraverso un’analisi di carattere teorico-pratico, la ricerca offre quindi un quadro integrato di fenomeni e relative soluzioni, il tutto con l’obiettivo primario di fornire linee guida per istituzioni, professionisti della comunicazione e, specialmente, utenti, al fine di promuovere un uso consapevole, sostenibile e sano degli smartphone.
Dipendenza da Smartphone e Nudge: Analisi dei Fenomeni e Prospettive di Intervento
STRAZZULLA, EMANUELE
2024/2025
Abstract
Il lavoro di ricerca si propone di indagare approfonditamente il crescente fenomeno relativo alla dipendenza da dispositivi mobili, focalizzandosi in maniera prioritaria sulle sue svariate declinazioni - dipendenza da Internet, WhatsApp, chat, social media, nomofobia, ringxiety, phubbing e vamping - e sulle conseguenze di natura cognitiva che derivano da quest’ultime, con particolare attenzione rivolta alla popolazione giovanile. All’interno del primo capitolo, viene esaminata la letteratura riguardante il comportamento compulsivo legato agli smartphone, evidenziando la relazione che intercorre tra utilizzo intensivo del cellulare e declino delle funzioni di carattere attentivo, mnemonico e decisionale. Il secondo capitolo, invece, introduce la teoria del nudge come approccio comportamentale alternativo alle misure restrittive e vincolanti, illustrandone vantaggi sia collettivi che prettamente individuali, criticità di natura etica e limiti applicativi, nonché possibili scenari di adozione volti a contrastare l’abuso di utilizzo dei device elettronici. Infine, il terzo capitolo propone una serie di interventi di carattere pratico basati proprio sull’approccio del nudging - come promemoria contestuali, interfacce semplificate e meccanismi di feedback visivo – studiati per ridurre proattivamente il rischio di dipendenza. Attraverso un’analisi di carattere teorico-pratico, la ricerca offre quindi un quadro integrato di fenomeni e relative soluzioni, il tutto con l’obiettivo primario di fornire linee guida per istituzioni, professionisti della comunicazione e, specialmente, utenti, al fine di promuovere un uso consapevole, sostenibile e sano degli smartphone.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Strazzulla_Emanuele.pdf.pdf
Accesso riservato
Dimensione
726.73 kB
Formato
Adobe PDF
|
726.73 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/90651