This thesis explores the representation of blindness and deafness in the novels of Wilkie Collins, focusing in particular on two of his lesser-known heroines: Lucilla Finch in Poor Miss Finch (1872) and Madonna Blyth in Hide and Seek (1854). Through an analysis of the historical and social context of the Victorian era, especially the effects of industrialisation and shifting perceptions of disability, the study examines the stereotypes surrounding disabled women and how Collins distinguishes himself within the literary landscape of the nineteenth century by challenging them. Taking into account other disabled secondary characters in his fiction, the analysis highlights how the portrayal of the two protagonists reflects the author’s innovative and unconventional perspective on disability. Collins departs from the dominant medical discourses of his time, offering instead an alternative model in which disability is not merely a source of affliction, but a human condition that can carry transformative, even consolatory, potential.

Questa tesi esplora la rappresentazione della cecità e della sordità nei romanzi di Wilkie Collins, concentrandosi in particolare su due delle sue eroine meno conosciute: Lucilla Finch in Poor Miss Finch (1872) e Madonna Blyth in Hide and Seek (1854). Attraverso un’analisi del contesto storico e sociale dell’Ottocento vittoriano, con particolare attenzione agli effetti dell’industrializzazione e ai mutamenti nella percezione della disabilità, il lavoro si sofferma sugli stereotipi legati alla figura della donna disabile e su come Collins si distingua nel panorama letterario del suo tempo per il modo in cui li decostruisce. Considerando anche altri personaggi secondari con disabilità presenti nei suoi romanzi, l’analisi mette in luce come la rappresentazione delle due protagoniste rifletta una sua visione innovativa e non convenzionale della disabilità. Collins si discosta infatti dai discorsi medici dominanti dell’epoca, proponendo un modello alternativo in cui la disabilità non è intesa come mera afflizione, ma come una condizione umana che può assumere un valore trasformativo, persino consolatorio.

“It’s a Consolation”: Rethinking Disability in Poor Miss Finch and Hide and Seek by Wilkie Collins

STURNIOLO, ALESSIA
2024/2025

Abstract

This thesis explores the representation of blindness and deafness in the novels of Wilkie Collins, focusing in particular on two of his lesser-known heroines: Lucilla Finch in Poor Miss Finch (1872) and Madonna Blyth in Hide and Seek (1854). Through an analysis of the historical and social context of the Victorian era, especially the effects of industrialisation and shifting perceptions of disability, the study examines the stereotypes surrounding disabled women and how Collins distinguishes himself within the literary landscape of the nineteenth century by challenging them. Taking into account other disabled secondary characters in his fiction, the analysis highlights how the portrayal of the two protagonists reflects the author’s innovative and unconventional perspective on disability. Collins departs from the dominant medical discourses of his time, offering instead an alternative model in which disability is not merely a source of affliction, but a human condition that can carry transformative, even consolatory, potential.
2024
“It’s a Consolation”: Rethinking Disability in Poor Miss Finch and Hide and Seek by Wilkie Collins
Questa tesi esplora la rappresentazione della cecità e della sordità nei romanzi di Wilkie Collins, concentrandosi in particolare su due delle sue eroine meno conosciute: Lucilla Finch in Poor Miss Finch (1872) e Madonna Blyth in Hide and Seek (1854). Attraverso un’analisi del contesto storico e sociale dell’Ottocento vittoriano, con particolare attenzione agli effetti dell’industrializzazione e ai mutamenti nella percezione della disabilità, il lavoro si sofferma sugli stereotipi legati alla figura della donna disabile e su come Collins si distingua nel panorama letterario del suo tempo per il modo in cui li decostruisce. Considerando anche altri personaggi secondari con disabilità presenti nei suoi romanzi, l’analisi mette in luce come la rappresentazione delle due protagoniste rifletta una sua visione innovativa e non convenzionale della disabilità. Collins si discosta infatti dai discorsi medici dominanti dell’epoca, proponendo un modello alternativo in cui la disabilità non è intesa come mera afflizione, ma come una condizione umana che può assumere un valore trasformativo, persino consolatorio.
Disability
Wilkie Collins
Victorian
Blindness
Deafness
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/90652