Nel campo dell’Archeologia Egizia, gli scavi condotti tra il XIX e il XX secolo hanno alimentato un intenso mercato antiquario, caratterizzato da una circolazione di reperti spesso priva di documentazione, causando la perdita di preziose informazioni sul loro contesto di provenienza. Questa tesi si propone di restituire valore storico e archeologico a uno di questi oggetti privi di contesto: un vaso in ceramica invetriata, di proprietà privata, acquistato in Egitto e trasferito in Italia nella prima metà del Novecento. L’analisi degli aspetti tecnologici e stilistici del reperto ha portato ad una possibile datazione al Terzo Periodo intermedio, in particolare al periodo compreso tra la XXII e la XIV dinastia (945-712 a.C.). Oltre all’inquadramento archeologico, anche il processo di restauro ha svolto un ruolo chiave nell’inquadramento del reperto. Il restauro ha infatti permesso al vaso di ritornare ad uno stato più simile a quello originale tramite l’eliminazione del restauro antiquario e la realizzazione di un nuovo restauro conservativo. In questo contesto è inoltre emersa una traccia di lavorazione all’interno del foro dell’ansa, risultato dell’affissione tramite un sottile supporto durante la fase di cottura.
Un vaso egizio in ceramica invetriata: aspetti archeologici e conservativi
BORGANI, ANNA
2024/2025
Abstract
Nel campo dell’Archeologia Egizia, gli scavi condotti tra il XIX e il XX secolo hanno alimentato un intenso mercato antiquario, caratterizzato da una circolazione di reperti spesso priva di documentazione, causando la perdita di preziose informazioni sul loro contesto di provenienza. Questa tesi si propone di restituire valore storico e archeologico a uno di questi oggetti privi di contesto: un vaso in ceramica invetriata, di proprietà privata, acquistato in Egitto e trasferito in Italia nella prima metà del Novecento. L’analisi degli aspetti tecnologici e stilistici del reperto ha portato ad una possibile datazione al Terzo Periodo intermedio, in particolare al periodo compreso tra la XXII e la XIV dinastia (945-712 a.C.). Oltre all’inquadramento archeologico, anche il processo di restauro ha svolto un ruolo chiave nell’inquadramento del reperto. Il restauro ha infatti permesso al vaso di ritornare ad uno stato più simile a quello originale tramite l’eliminazione del restauro antiquario e la realizzazione di un nuovo restauro conservativo. In questo contesto è inoltre emersa una traccia di lavorazione all’interno del foro dell’ansa, risultato dell’affissione tramite un sottile supporto durante la fase di cottura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/90681