La diffusione non consensuale di immagini intime (DNCII), comunemente nota come "revenge porn", è una grave minaccia digitale dell’ultimo decennio, che colpisce per la maggior parte giovani donne e può avere conseguenze sulla loro vita personale e incidere negativamente sulla loro salute mentale; è riconosciuto come una forma di violenza di genere, situato, insieme alle altre forme di violenza “invisibili”, nella punta sommersa dell’iceberg della violenza di genere, in quanto manipolazione psicologica e atto di controllo, nonché violazione profonda della privacy e dell’intimità. Tuttavia, gli interventi ideati per prevenire questo fenomeno spesso si concentrano sulle potenziali vittime, scoraggiando la creazione e la condivisione di immagini. Questo approccio può essere problematico poiché non solo sposta la responsabilità sulla vittima anziché su chi commette il reato, ma limita anche la libertà sessuale, scoraggiando il sexting consensuale. La DNCII è un fenomeno che riguarda l'intera società, ma la responsabilità principale ricade su chi commette il reato di condivisione e diffusione non consensuale di materiale intimo. Questa tesi si pone l’obbiettivo di analizzare alcuni studi condotti sul tema, l’effetto che questo fenomeno ha sulla salute mentale, in particolare analizzare il fenomeno di vittimizzazione secondaria e si propone di ripensare attraverso uno switch di paradigma quali sono i possibili interventi di prevenzione da mettere in atto che riportino al centro la responsabilità di chi agisce l’atto di condivisione e diffusione. Tutelando l’autodeterminazione femminile o di chiunque decida di condividere privatamente e consensualmente una propria immagine di sé o del proprio corpo.
Diffusione non consensuale di immagini intime: tra vittimizzazione secondaria e influenza culturale
TORCHIO, ELSA
2024/2025
Abstract
La diffusione non consensuale di immagini intime (DNCII), comunemente nota come "revenge porn", è una grave minaccia digitale dell’ultimo decennio, che colpisce per la maggior parte giovani donne e può avere conseguenze sulla loro vita personale e incidere negativamente sulla loro salute mentale; è riconosciuto come una forma di violenza di genere, situato, insieme alle altre forme di violenza “invisibili”, nella punta sommersa dell’iceberg della violenza di genere, in quanto manipolazione psicologica e atto di controllo, nonché violazione profonda della privacy e dell’intimità. Tuttavia, gli interventi ideati per prevenire questo fenomeno spesso si concentrano sulle potenziali vittime, scoraggiando la creazione e la condivisione di immagini. Questo approccio può essere problematico poiché non solo sposta la responsabilità sulla vittima anziché su chi commette il reato, ma limita anche la libertà sessuale, scoraggiando il sexting consensuale. La DNCII è un fenomeno che riguarda l'intera società, ma la responsabilità principale ricade su chi commette il reato di condivisione e diffusione non consensuale di materiale intimo. Questa tesi si pone l’obbiettivo di analizzare alcuni studi condotti sul tema, l’effetto che questo fenomeno ha sulla salute mentale, in particolare analizzare il fenomeno di vittimizzazione secondaria e si propone di ripensare attraverso uno switch di paradigma quali sono i possibili interventi di prevenzione da mettere in atto che riportino al centro la responsabilità di chi agisce l’atto di condivisione e diffusione. Tutelando l’autodeterminazione femminile o di chiunque decida di condividere privatamente e consensualmente una propria immagine di sé o del proprio corpo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
TORCHIO_ELSA.pdf
Accesso riservato
Dimensione
359.68 kB
Formato
Adobe PDF
|
359.68 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/91067