Intergroup contact is currently considered one of the most effective factors in modifying attitudes toward members of other groups. Recent research further highlights how it can influence not only specific attitudes toward the involved group, but also broader aspects of human cognition. In particular, the so-called “tertiary transfer” describes the possibility that intergroup contact, in addition to fostering more open attitudes toward other social groups, may even promote individual dispositions such as curiosity, cognitive flexibility, and creativity. This process, known as “cognitive liberalization”, identifies intergroup contact as a significant agent of mental openness and cognitive change. The present research investigates this hypothesis through an empirical study based on the administration of a self-report questionnaire, aimed at analyzing the relationship between intergroup contact (with groups perceived as neutral, positive, or negative) and certain dispositions related to cognitive liberalization. The objective is to verify whether, as hypothesized, contact fosters such dispositions, as well as contributing to prejudice reduction.

Il contatto intergruppi è attualmente considerato uno dei fattori più efficaci nella modifica degli atteggiamenti verso membri di altri gruppi. Recenti ricerche evidenziano inoltre come esso possa influenzare non solo gli atteggiamenti specifici verso il gruppo coinvolto, ma anche aspetti più ampi della cognizione umana. In particolare, il cosiddetto "trasferimento terziario" descrive la possibilità che il contatto con un determinato outgroup, oltre a favorire atteggiamenti più aperti anche verso altri gruppi sociali, sia perfino in grado di promuovere disposizioni individuali come la curiosità, la flessibilità cognitiva e la creatività. Questo processo, noto come "liberalizzazione cognitiva", identifica il contatto intergruppi come un agente significativo di apertura mentale e cambiamento cognitivo. La presente ricerca indaga tale ipotesi attraverso uno studio empirico basato sulla somministrazione di un questionario self-report, volto ad analizzare la relazione tra contatto intergruppi (con gruppi percepiti come neutri, positivi o negativi) e alcune disposizioni riconducibili alla liberalizzazione cognitiva. L’obiettivo è verificare se, come ipotizzato, il contatto favorisca tali disposizioni, oltre a contribuire alla riduzione del pregiudizio.

Il contatto intergruppi come fattore di riduzione del pregiudizio: uno studio sull'ipotesi della liberalizzazione cognitiva

VERCELLI, LAURA
2024/2025

Abstract

Intergroup contact is currently considered one of the most effective factors in modifying attitudes toward members of other groups. Recent research further highlights how it can influence not only specific attitudes toward the involved group, but also broader aspects of human cognition. In particular, the so-called “tertiary transfer” describes the possibility that intergroup contact, in addition to fostering more open attitudes toward other social groups, may even promote individual dispositions such as curiosity, cognitive flexibility, and creativity. This process, known as “cognitive liberalization”, identifies intergroup contact as a significant agent of mental openness and cognitive change. The present research investigates this hypothesis through an empirical study based on the administration of a self-report questionnaire, aimed at analyzing the relationship between intergroup contact (with groups perceived as neutral, positive, or negative) and certain dispositions related to cognitive liberalization. The objective is to verify whether, as hypothesized, contact fosters such dispositions, as well as contributing to prejudice reduction.
2024
Intergroup Contact as an Agent of Prejudice Reduction: testing the Cognitive Liberalization Hypothesis
Il contatto intergruppi è attualmente considerato uno dei fattori più efficaci nella modifica degli atteggiamenti verso membri di altri gruppi. Recenti ricerche evidenziano inoltre come esso possa influenzare non solo gli atteggiamenti specifici verso il gruppo coinvolto, ma anche aspetti più ampi della cognizione umana. In particolare, il cosiddetto "trasferimento terziario" descrive la possibilità che il contatto con un determinato outgroup, oltre a favorire atteggiamenti più aperti anche verso altri gruppi sociali, sia perfino in grado di promuovere disposizioni individuali come la curiosità, la flessibilità cognitiva e la creatività. Questo processo, noto come "liberalizzazione cognitiva", identifica il contatto intergruppi come un agente significativo di apertura mentale e cambiamento cognitivo. La presente ricerca indaga tale ipotesi attraverso uno studio empirico basato sulla somministrazione di un questionario self-report, volto ad analizzare la relazione tra contatto intergruppi (con gruppi percepiti come neutri, positivi o negativi) e alcune disposizioni riconducibili alla liberalizzazione cognitiva. L’obiettivo è verificare se, come ipotizzato, il contatto favorisca tali disposizioni, oltre a contribuire alla riduzione del pregiudizio.
contatto intergruppi
pregiudizio
liberalizzazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/91072