L’essere umano, soprattutto al giorno d’oggi, tende a focalizzarsi sempre più sull’aspetto fisico dell’individuo, ovvero su come l’altro appare, piuttosto che sulle sue qualità, la sua personalità e la sua identità. Questo atteggiamento è saliente nei confronti delle donne, che spesso vengono trattate come fossero un oggetto sessuale, esaltando il loro corpo in modo erotico e tralasciando il loro valore personale e morale (Guizzo et al., 2024). Le esperienze da cui può derivare l’oggettivazione sessuale e la conseguente auto-oggettivazione femminile sono molteplici. Esse possono influenzare la propria percezione di competenza (competence), moralità (morality) e capacità di agire (agency), con conseguente diminuzione dell’autostima (Loughnan et al., 2017). Questo fenomeno è strettamente incatenato a quello della negoziazione salariale in ambito lavorativo, dove si crea lo stereotipo di genere secondo il quale le donne sarebbero meno propense e/o capaci di negoziare sulla propria retribuzione rispetto agli uomini e, in un eventuale tentativo di contrattazione, verrebbero più facilmente penalizzate (Bowles et al., 2007). In questo modo, si creano delle evidenti disparità di genere. Lo scopo di questo studio, infatti, sarà quello di osservare come, se si espone un gruppo target di donne maggiorenni a condizioni oggettivanti, queste possano essere negativamente condizionate in merito alla loro capacità, ambizione e aspettativa salariale. Si considereranno i riferimenti teorici dell’oggettivazione (Objectification Theory – Fredrickson & Roberts, 1997) e le diverse conseguenze sulla prestazione cognitiva e sulla percezione di autoefficacia. Saranno successivamente esaminate le dinamiche di negoziazione salariale femminile (tra cui le implicazioni del genere) e la loro relazione con l’oggettivazione (Guizzo et al., 2024). Verranno poi presentate le ipotesi a base dello studio, la metodologia utilizzata e i risultati. Seguirà, infine, la discussione generale e le riflessioni sui limiti, gli sviluppi futuri e le proposte di intervento.
Oggettivazione sessuale e negoziazione salariale: l’impatto di colloqui oggettivanti sull’auto-percezione di moralità delle donne.
GIBBIN, GIULIA
2024/2025
Abstract
L’essere umano, soprattutto al giorno d’oggi, tende a focalizzarsi sempre più sull’aspetto fisico dell’individuo, ovvero su come l’altro appare, piuttosto che sulle sue qualità, la sua personalità e la sua identità. Questo atteggiamento è saliente nei confronti delle donne, che spesso vengono trattate come fossero un oggetto sessuale, esaltando il loro corpo in modo erotico e tralasciando il loro valore personale e morale (Guizzo et al., 2024). Le esperienze da cui può derivare l’oggettivazione sessuale e la conseguente auto-oggettivazione femminile sono molteplici. Esse possono influenzare la propria percezione di competenza (competence), moralità (morality) e capacità di agire (agency), con conseguente diminuzione dell’autostima (Loughnan et al., 2017). Questo fenomeno è strettamente incatenato a quello della negoziazione salariale in ambito lavorativo, dove si crea lo stereotipo di genere secondo il quale le donne sarebbero meno propense e/o capaci di negoziare sulla propria retribuzione rispetto agli uomini e, in un eventuale tentativo di contrattazione, verrebbero più facilmente penalizzate (Bowles et al., 2007). In questo modo, si creano delle evidenti disparità di genere. Lo scopo di questo studio, infatti, sarà quello di osservare come, se si espone un gruppo target di donne maggiorenni a condizioni oggettivanti, queste possano essere negativamente condizionate in merito alla loro capacità, ambizione e aspettativa salariale. Si considereranno i riferimenti teorici dell’oggettivazione (Objectification Theory – Fredrickson & Roberts, 1997) e le diverse conseguenze sulla prestazione cognitiva e sulla percezione di autoefficacia. Saranno successivamente esaminate le dinamiche di negoziazione salariale femminile (tra cui le implicazioni del genere) e la loro relazione con l’oggettivazione (Guizzo et al., 2024). Verranno poi presentate le ipotesi a base dello studio, la metodologia utilizzata e i risultati. Seguirà, infine, la discussione generale e le riflessioni sui limiti, gli sviluppi futuri e le proposte di intervento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/91360