Il glioblastoma multiforme (GBM) è il tumore maligno primario più comune del sistema nervoso centrale, rappresentando quasi la metà dei casi totali. Il protocollo terapeutico standard attuale combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia sistemica. Tuttavia, anche con questo approccio multimodale, gli esiti clinici restano limitati e il GBM presenta un basso tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari al 5.6%. Uno dei principali ostacoli nel trattamento del tumore è rappresentato dalla barriera ematoencefalica, che limita la penetrazione dei farmaci nel tessuto cerebrale riducendo l’efficacia antitumorale. Altri limiti includono l’elevata probabilità di recidiva locale e gli effetti collaterali sistemici associati ai trattamenti tradizionali. Per superare queste problematiche, è possibile adottare strategie di rilascio locale e controllato di farmaci chemioterapici, capaci di bypassare le barriere che ne ridurrebbero l’efficacia. In particolare, risulta promettente l’impiego di materiali biodegradabili e bioriassorbibili come supporti per il rilascio di farmaci. Questa tesi illustra l’utilizzo di dispositivi impiantabili realizzati in polianidride, una classe di polimeri biodegradabili. In particolare, viene analizzato l’uso dei wafer Gliadel®, la prima e ad oggi unica terapia interstiziale approvata dalla FDA per il trattamento del GBM. Una volta impiantati nel sito di resezione del tumore, questi wafer, impregnati di farmaco antitumorale, si degradano rendendo possibile un rilascio graduale e localizzato di farmaco. Questo approccio consente di ottenere una concentrazione elevata di farmaco nei tessuti interessati, evitando la somministrazione sistemica e gli effetti avversi ad essa associati.
Impianti biodegradabili in polianidride nel trattamento chemioterapico locale del glioblastoma multiforme
RINALDI, ALBERTO
2024/2025
Abstract
Il glioblastoma multiforme (GBM) è il tumore maligno primario più comune del sistema nervoso centrale, rappresentando quasi la metà dei casi totali. Il protocollo terapeutico standard attuale combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia sistemica. Tuttavia, anche con questo approccio multimodale, gli esiti clinici restano limitati e il GBM presenta un basso tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari al 5.6%. Uno dei principali ostacoli nel trattamento del tumore è rappresentato dalla barriera ematoencefalica, che limita la penetrazione dei farmaci nel tessuto cerebrale riducendo l’efficacia antitumorale. Altri limiti includono l’elevata probabilità di recidiva locale e gli effetti collaterali sistemici associati ai trattamenti tradizionali. Per superare queste problematiche, è possibile adottare strategie di rilascio locale e controllato di farmaci chemioterapici, capaci di bypassare le barriere che ne ridurrebbero l’efficacia. In particolare, risulta promettente l’impiego di materiali biodegradabili e bioriassorbibili come supporti per il rilascio di farmaci. Questa tesi illustra l’utilizzo di dispositivi impiantabili realizzati in polianidride, una classe di polimeri biodegradabili. In particolare, viene analizzato l’uso dei wafer Gliadel®, la prima e ad oggi unica terapia interstiziale approvata dalla FDA per il trattamento del GBM. Una volta impiantati nel sito di resezione del tumore, questi wafer, impregnati di farmaco antitumorale, si degradano rendendo possibile un rilascio graduale e localizzato di farmaco. Questo approccio consente di ottenere una concentrazione elevata di farmaco nei tessuti interessati, evitando la somministrazione sistemica e gli effetti avversi ad essa associati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/91744