Un RSED "Reversible Silver Electrodeposition Device" è una particolare tipologia di dispositivo che negli ultimi anni ha trovato applicazione in svariati campi, da quelli più comuni riguardanti la vita quotidiana ad aree molto più specifiche, come il campo aereospaziale. Un RSED, genericamente identificabile con il termine cella, si compone di svariati strati sovrapposti: agli estremi presenta del vetro tra cui si dispone un sottile strato di ITO, la parte centrale viene riempita da dell’elettrolita di cui componenti più rilevanti sono Nitrato di Argento e Dimentilsolfossido (DMSO). Lo studio condotto prevede che un RSED venga impiegato per proteggere le strumentazioni di bordo di un satellite. L'applicazione di una differenza di potenziale e il passaggio di una corrente, rendono possibile depositare in maniera reversibile dell'argento, sugli strati di vetro, ottenendo così un dispositivo in grado di schermare il satellite dalle radiazioni, ogniqualvolta ce ne sia il bisogno. Si è voluto studiare l'influenza che la temperatura ha su questi dispositivi, in particolar modo concentrandosi sul comportamento dell'elettrolita e del suo componente principale ovvero il DMSO. La fase di ricerca si è focalizzata nello studio di un possibile sostituto del DMSO in quanto soggetto a congelamento ad appena 18 C, risultando quindi inefficiente per un a applicazione spaziale. Si sono identificati principalmente due candidati: N,N-dimetilformammide (DMF) e N-Metil Pirrolidone (NMP) in quanto caratterizzati da tempi di deposizione e dissoluzione brevi e buona ripetibilità nei cicli, permettendo quindi anche un utilizzo duraturo nel tempo. La parte sperimentale del progetto si è focalizzata sul comportamento del DMSO a diverse temperature ( superiori a quelle del suo punto di congelamento ), ricreando un sistema in cui la cella viene inserita in un ambiente a temperatura controllata, e sottoposta ad analisi cronoamperometriche. Grazie a queste analisi è stato possibile conoscere l'andamento della corrente nel tempo, durante le fasi di deposizione e dissoluzione, individuando così i potenziali adatti per ottenere una deposizione ottimale. I test sono stati condotti rispettivamente a temperatura ambiente (25 C), a 30 C, 40 C e 50 C, impiegando per ragioni di disponibilità delle celle "home-made".

Influenza della temperatura sul processo di elettrodeposizione reversibile di argento su ITO per applicazioni aereospaziali

COLUSSI-MAS, MATTIA
2024/2025

Abstract

Un RSED "Reversible Silver Electrodeposition Device" è una particolare tipologia di dispositivo che negli ultimi anni ha trovato applicazione in svariati campi, da quelli più comuni riguardanti la vita quotidiana ad aree molto più specifiche, come il campo aereospaziale. Un RSED, genericamente identificabile con il termine cella, si compone di svariati strati sovrapposti: agli estremi presenta del vetro tra cui si dispone un sottile strato di ITO, la parte centrale viene riempita da dell’elettrolita di cui componenti più rilevanti sono Nitrato di Argento e Dimentilsolfossido (DMSO). Lo studio condotto prevede che un RSED venga impiegato per proteggere le strumentazioni di bordo di un satellite. L'applicazione di una differenza di potenziale e il passaggio di una corrente, rendono possibile depositare in maniera reversibile dell'argento, sugli strati di vetro, ottenendo così un dispositivo in grado di schermare il satellite dalle radiazioni, ogniqualvolta ce ne sia il bisogno. Si è voluto studiare l'influenza che la temperatura ha su questi dispositivi, in particolar modo concentrandosi sul comportamento dell'elettrolita e del suo componente principale ovvero il DMSO. La fase di ricerca si è focalizzata nello studio di un possibile sostituto del DMSO in quanto soggetto a congelamento ad appena 18 C, risultando quindi inefficiente per un a applicazione spaziale. Si sono identificati principalmente due candidati: N,N-dimetilformammide (DMF) e N-Metil Pirrolidone (NMP) in quanto caratterizzati da tempi di deposizione e dissoluzione brevi e buona ripetibilità nei cicli, permettendo quindi anche un utilizzo duraturo nel tempo. La parte sperimentale del progetto si è focalizzata sul comportamento del DMSO a diverse temperature ( superiori a quelle del suo punto di congelamento ), ricreando un sistema in cui la cella viene inserita in un ambiente a temperatura controllata, e sottoposta ad analisi cronoamperometriche. Grazie a queste analisi è stato possibile conoscere l'andamento della corrente nel tempo, durante le fasi di deposizione e dissoluzione, individuando così i potenziali adatti per ottenere una deposizione ottimale. I test sono stati condotti rispettivamente a temperatura ambiente (25 C), a 30 C, 40 C e 50 C, impiegando per ragioni di disponibilità delle celle "home-made".
2024
Influence of Temperature on the Reversible Electrodeposition Process of Silver on ITO for Aerospace Applications
Elettrodeposizione
Temperatura
RSED
Ag
ITO
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Colussi-Mas_Mattia.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.37 MB
Formato Adobe PDF
1.37 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/91773