ATP13A2 è una proteina transmembrana localizzata negli endosomi tardivi e nei lisosomi, dove svolge la funzione di trasportatrice direzionale di poliammine, contribuendo anche all’acidificazione lisosomiale. È espressa principalmente nel cervello, con una particolare concentrazione nei neuroni dopaminergici della substantia nigra. Mutazioni di ATP13A2 sono associate a diverse patologie neurodegenerative, tra cui la malattia di Parkinson, la sindrome di Kufor-Rakeb, le ceroidolipofuscinosi neuronali, la paraplegia spastica ereditaria e la sclerosi laterale amiotrofica. Dato l’ampio spettro di patologie correlate a mutazioni in ATP13A2, comprendere il funzionamento di questa proteina è fondamentale per elucidare l’eziologia di tali malattie e, di conseguenza, sviluppare terapie mirate. Un vasto spettro di organismi modello, dal C. elegans ai primati non umani, è stato sviluppato per studiare ATP13A2; tuttavia, alcuni aspetti fenotipici rimangono difficili da modellizzare e rappresentano ancora un interrogativo urgente.
Analisi comparativa di organismi modello per ATP13A2 e patologie associate
MUNDULA, MAYA
2024/2025
Abstract
ATP13A2 è una proteina transmembrana localizzata negli endosomi tardivi e nei lisosomi, dove svolge la funzione di trasportatrice direzionale di poliammine, contribuendo anche all’acidificazione lisosomiale. È espressa principalmente nel cervello, con una particolare concentrazione nei neuroni dopaminergici della substantia nigra. Mutazioni di ATP13A2 sono associate a diverse patologie neurodegenerative, tra cui la malattia di Parkinson, la sindrome di Kufor-Rakeb, le ceroidolipofuscinosi neuronali, la paraplegia spastica ereditaria e la sclerosi laterale amiotrofica. Dato l’ampio spettro di patologie correlate a mutazioni in ATP13A2, comprendere il funzionamento di questa proteina è fondamentale per elucidare l’eziologia di tali malattie e, di conseguenza, sviluppare terapie mirate. Un vasto spettro di organismi modello, dal C. elegans ai primati non umani, è stato sviluppato per studiare ATP13A2; tuttavia, alcuni aspetti fenotipici rimangono difficili da modellizzare e rappresentano ancora un interrogativo urgente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/92106