Le lesioni del legamento crociato anteriore (LCA) rappresentano una delle problematiche più frequenti in ortopedia e traumatologia sportiva, con importanti implicazioni cliniche e funzionali. Questa tesi analizza in maniera integrata l’anatomia e la biomeccanica del LCA, i meccanismi di rottura e i principi che guidano la sua ricostruzione chirurgica. Attraverso una revisione della letteratura, viene evidenziato come la microstruttura e l’orientamento delle fibre influiscano sulla resistenza alla traslazione tibiale, mentre gli studi biomeccanici mostrano come tensione e deformazione a cui il tessuto è sottoposto varino in funzione degli angoli di flessione. La sezione dedicata alla ricostruzione mette a confronto i diversi innesti biologici, autologhi e da donatore, analizzandone il comportamento meccanico e i limiti in termini di guarigione all’interfaccia tendine-osso. Infine, vengono discussi gli sviluppi futuri, con particolare attenzione allo stato attuale della ricerca e alle terapie biologiche emergenti che potrebbero favorire una migliore integrazione del trapianto e ridurre i tassi di fallimento. Nel complesso, la tesi evidenzia come, nonostante i progressi nelle tecniche chirurgiche, permangano limiti rilevanti nella gestione della lesione del LCA. Le prospettive future sembrano orientarsi verso un’integrazione tra approcci biomeccanici consolidati e nuove strategie rigenerative, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero funzionale e ridurre il rischio di rirottura e di complicanze a lungo termine.
Studio biomeccanico del legamento crociato anteriore e confronto tra le differenti tecniche di ricostruzione chirurgica
RAMPAZZO, GIACOMO
2024/2025
Abstract
Le lesioni del legamento crociato anteriore (LCA) rappresentano una delle problematiche più frequenti in ortopedia e traumatologia sportiva, con importanti implicazioni cliniche e funzionali. Questa tesi analizza in maniera integrata l’anatomia e la biomeccanica del LCA, i meccanismi di rottura e i principi che guidano la sua ricostruzione chirurgica. Attraverso una revisione della letteratura, viene evidenziato come la microstruttura e l’orientamento delle fibre influiscano sulla resistenza alla traslazione tibiale, mentre gli studi biomeccanici mostrano come tensione e deformazione a cui il tessuto è sottoposto varino in funzione degli angoli di flessione. La sezione dedicata alla ricostruzione mette a confronto i diversi innesti biologici, autologhi e da donatore, analizzandone il comportamento meccanico e i limiti in termini di guarigione all’interfaccia tendine-osso. Infine, vengono discussi gli sviluppi futuri, con particolare attenzione allo stato attuale della ricerca e alle terapie biologiche emergenti che potrebbero favorire una migliore integrazione del trapianto e ridurre i tassi di fallimento. Nel complesso, la tesi evidenzia come, nonostante i progressi nelle tecniche chirurgiche, permangano limiti rilevanti nella gestione della lesione del LCA. Le prospettive future sembrano orientarsi verso un’integrazione tra approcci biomeccanici consolidati e nuove strategie rigenerative, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero funzionale e ridurre il rischio di rirottura e di complicanze a lungo termine.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/92576