Superare i limiti imposti dalla perdita di un arto grazie alla forza del pensiero è oggi una possibilità sempre più concreta. Le protesi mioelettriche per arti superiori costituiscono un esempio straordinario di tecnologia applicata alla medicina, capaci di trasformare i segnali muscolari in movimento. La necessità di ripristinare non solo l’aspetto estetico, ma soprattutto la funzionalità di un arto mancante, ha condotto l’ingegno umano nel corso dei secoli: dalle prime soluzioni rudimentali fino agli attuali dispositivi bionici in grado di garantire una presa sempre più naturale e precisa. Al centro di queste protesi si trovano tecnologie all’avanguardia: sensori sofisticati rilevano gli impulsi muscolari residui, l’elettronica di controllo li elabora e mani poliarticolate di ultima generazione riproducono con fedeltà i complessi movimenti della mano umana. Nuovi approcci al feedback sensoriale stanno aprendo strade promettenti, combinando le informazioni sui segnali muscolari con quelle relative alla forza applicata, per rendere l’esperienza d’uso delle protesi sempre più intuitiva. Il confine tra biologia e tecnologia si fa più sottile, fornendo nuove prospettive nella riabilitazione e nella robotica assistiva e contribuendo a migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone che hanno subito un’amputazione.
Tecnologie avanzate nella protesizzazione dell’arto superiore: evoluzione, funzionalità e sensorialità nelle protesi mioelettriche
SPERANDIO, CHIARA
2024/2025
Abstract
Superare i limiti imposti dalla perdita di un arto grazie alla forza del pensiero è oggi una possibilità sempre più concreta. Le protesi mioelettriche per arti superiori costituiscono un esempio straordinario di tecnologia applicata alla medicina, capaci di trasformare i segnali muscolari in movimento. La necessità di ripristinare non solo l’aspetto estetico, ma soprattutto la funzionalità di un arto mancante, ha condotto l’ingegno umano nel corso dei secoli: dalle prime soluzioni rudimentali fino agli attuali dispositivi bionici in grado di garantire una presa sempre più naturale e precisa. Al centro di queste protesi si trovano tecnologie all’avanguardia: sensori sofisticati rilevano gli impulsi muscolari residui, l’elettronica di controllo li elabora e mani poliarticolate di ultima generazione riproducono con fedeltà i complessi movimenti della mano umana. Nuovi approcci al feedback sensoriale stanno aprendo strade promettenti, combinando le informazioni sui segnali muscolari con quelle relative alla forza applicata, per rendere l’esperienza d’uso delle protesi sempre più intuitiva. Il confine tra biologia e tecnologia si fa più sottile, fornendo nuove prospettive nella riabilitazione e nella robotica assistiva e contribuendo a migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone che hanno subito un’amputazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/92590