Il gesto del pugno, comune alla maggior parte degli stili di lotta, si è sviluppato in maniera completamente differente, a seconda dello scopo che assume nell’arte marziale di riferimento. Il taekwondo, il karate ed il pugilato presentano tutte questo gesto tecnico, ma con caratteristiche verticalizzate specificamente in funzione della disciplina, sia a livello sportivo, che storico/etico. Confrontando le azioni e i fattori influenzati i parametri dei diversi colpi, infatti, si noterà come, nonostante i diversi punti comuni, a creare le principali differenze saranno proprio le diverse caratteristiche peculiari emerse come risultato dei test: Il taekwondo è in grado di presentare elevati valori di forza, al prezzo di tempi di carica e movimenti più ampi; Nel karate, i valori di potenza sono inferiori rispetto agli altri, ma è molto più marcato un aspetto legato al controllo muscolare e al suo timing; Il pugilato è lo stile che più riesce a sprigionare elevati livelli di forza, mantenendo un elevata velocità anche quando il colpo viene inserito in combinazioni; Il confronto ulteriori tra gruppi élite e più inesperti, con ulteriori dati estrapolati da studi effettuati con soggetti esterni alle arti marziali, consentono di verificare come l’esperienza, legata soprattutto alla corretta attivazione sinergia consequenziale dei gruppi muscolari e delle catene cinetiche, è ciò che distingue maggiormente il livello dell’atleta e la qualità del suo colpo.
Analisi comparativa della biomeccanica e della forza del gesto del pugno in diversi stili di arti marziali
BOGO, SAMUEL
2024/2025
Abstract
Il gesto del pugno, comune alla maggior parte degli stili di lotta, si è sviluppato in maniera completamente differente, a seconda dello scopo che assume nell’arte marziale di riferimento. Il taekwondo, il karate ed il pugilato presentano tutte questo gesto tecnico, ma con caratteristiche verticalizzate specificamente in funzione della disciplina, sia a livello sportivo, che storico/etico. Confrontando le azioni e i fattori influenzati i parametri dei diversi colpi, infatti, si noterà come, nonostante i diversi punti comuni, a creare le principali differenze saranno proprio le diverse caratteristiche peculiari emerse come risultato dei test: Il taekwondo è in grado di presentare elevati valori di forza, al prezzo di tempi di carica e movimenti più ampi; Nel karate, i valori di potenza sono inferiori rispetto agli altri, ma è molto più marcato un aspetto legato al controllo muscolare e al suo timing; Il pugilato è lo stile che più riesce a sprigionare elevati livelli di forza, mantenendo un elevata velocità anche quando il colpo viene inserito in combinazioni; Il confronto ulteriori tra gruppi élite e più inesperti, con ulteriori dati estrapolati da studi effettuati con soggetti esterni alle arti marziali, consentono di verificare come l’esperienza, legata soprattutto alla corretta attivazione sinergia consequenziale dei gruppi muscolari e delle catene cinetiche, è ciò che distingue maggiormente il livello dell’atleta e la qualità del suo colpo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/92626