La presente tesi affronta il tema della selezione genetica delle razze canine che rappresenta oggi uno dei nodi più critici nel rapporto uomo-animale, ponendosi al crocevia tra genetica, etica e diritto. Originata da esigenze funzionali, la selezione cinofila si è progressivamente orientata verso criteri estetici, culminando in una pratica selettiva esasperata che ha spesso compromesso la salute e il benessere degli animali. L’approccio antropocentrico dominante, che subordina la vita animale a fini utilitaristici o estetici, si rivela sempre più inadeguato alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e dei principi bioetici contemporanei. In questo contesto, la genetica computazionale, in particolare l’uso della genomica predittiva e del machine learning, offre strumenti innovativi per una selezione genetica più etica e sostenibile. Tuttavia, l’apparato normativo vigente appare gravemente anacronistico: se da un lato riconosce il cane come “essere senziente”, dall’altro lo inquadra ancora nella categoria giuridica della res, generando un paradosso concettuale e applicativo. Attraverso un’analisi tecnico-storica, bioetica e giuridica, la presente tesi intende promuovere un paradigma biocentrico nella selezione genetica canina, auspicando una riforma normativa che coniughi progresso scientifico, tutela della biodiversità e rispetto dell’integrità animale.
Estetica o Bioetica? Un'analisi giuridica degli standard cinofili e della legislazione sul benessere animale
SIMONATO, VITTORIA
2024/2025
Abstract
La presente tesi affronta il tema della selezione genetica delle razze canine che rappresenta oggi uno dei nodi più critici nel rapporto uomo-animale, ponendosi al crocevia tra genetica, etica e diritto. Originata da esigenze funzionali, la selezione cinofila si è progressivamente orientata verso criteri estetici, culminando in una pratica selettiva esasperata che ha spesso compromesso la salute e il benessere degli animali. L’approccio antropocentrico dominante, che subordina la vita animale a fini utilitaristici o estetici, si rivela sempre più inadeguato alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e dei principi bioetici contemporanei. In questo contesto, la genetica computazionale, in particolare l’uso della genomica predittiva e del machine learning, offre strumenti innovativi per una selezione genetica più etica e sostenibile. Tuttavia, l’apparato normativo vigente appare gravemente anacronistico: se da un lato riconosce il cane come “essere senziente”, dall’altro lo inquadra ancora nella categoria giuridica della res, generando un paradosso concettuale e applicativo. Attraverso un’analisi tecnico-storica, bioetica e giuridica, la presente tesi intende promuovere un paradigma biocentrico nella selezione genetica canina, auspicando una riforma normativa che coniughi progresso scientifico, tutela della biodiversità e rispetto dell’integrità animale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/93275