L’utilizzo degli anticoagulanti orali ha innovato la pratica clinica nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie tromboemboliche, quali la fibrillazione atriale, la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. Questi farmaci, inibendo alcuni fattori coinvolti nella cascata coagulativa, riducono il rischio di formazione di coaguli patologici ma espongono i pazienti trattati ad un’aumentata possibilità di sviluppo di eventi emorragici, alle volte gravi e potenzialmente fatali. Questa tesi è volta ad esplorare le complicanze emorragiche associate all’impiego di anticoagulanti orali, sia quelli di vecchia generazione come i derivati cumarinici (es. warfarin) che degli anticoagulanti orali diretti o DOACs (es. rivaroxaban) a seconda dei loro meccanismi d’azione e dei loro profili farmacocinetici. Viene posta l’attenzione sul ruolo fondamentale che svolgono le terapie antidotali, capaci di contrastare l’effetto anticoagulante dove necessario, come in caso di sanguinamenti maggiori o interventi chirurgici urgenti. La trattazione include un quadro complessivo degli antidoti attualmente disponibili (vitamina K, idarucizumab, andexanet α…), delle loro indicazioni terapeutiche, dei loro meccanismi d’azione e le evidenze scientifiche a supporto della loro sicurezza ed efficacia.
Complicanze emorragiche nell'utilizzo di anticoagulanti orali: importanza farmacologica della terapia antidotale
ALFIO, SIMONE
2024/2025
Abstract
L’utilizzo degli anticoagulanti orali ha innovato la pratica clinica nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie tromboemboliche, quali la fibrillazione atriale, la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. Questi farmaci, inibendo alcuni fattori coinvolti nella cascata coagulativa, riducono il rischio di formazione di coaguli patologici ma espongono i pazienti trattati ad un’aumentata possibilità di sviluppo di eventi emorragici, alle volte gravi e potenzialmente fatali. Questa tesi è volta ad esplorare le complicanze emorragiche associate all’impiego di anticoagulanti orali, sia quelli di vecchia generazione come i derivati cumarinici (es. warfarin) che degli anticoagulanti orali diretti o DOACs (es. rivaroxaban) a seconda dei loro meccanismi d’azione e dei loro profili farmacocinetici. Viene posta l’attenzione sul ruolo fondamentale che svolgono le terapie antidotali, capaci di contrastare l’effetto anticoagulante dove necessario, come in caso di sanguinamenti maggiori o interventi chirurgici urgenti. La trattazione include un quadro complessivo degli antidoti attualmente disponibili (vitamina K, idarucizumab, andexanet α…), delle loro indicazioni terapeutiche, dei loro meccanismi d’azione e le evidenze scientifiche a supporto della loro sicurezza ed efficacia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94371