L’invecchiamento è un fenomeno globale in costante crescita e rappresenta, insieme all’inattività fisica e all’isolamento sociale, un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, demenza e fragilità. La capacità vitale, intesa come stato fisiologico complesso e modulatore dell’esercizio fisico, è influenzata dall’invecchiamento biologico, sia esso normale o accelerato. Essa emerge dall’interazione tra molteplici sistemi fisiologici, tra cui il metabolismo energetico, le funzioni neuromuscolari, le risposte immunitarie e la capacità dell’organismo di reagire a stimoli stressogeni. Preservare e migliorare la capacità vitale è fondamentale per promuovere la salute negli anziani. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, la comunicazione tra muscolo e osso diventa meno efficace, rendendo il tessuto muscolare meno responsivo all’esercizio fisico. Inoltre, l’invecchiamento e l’inattività contribuiscono al rilascio di fattori negativi che compromettono ulteriormente la capacità del muscolo e dell’osso di rispondere in modo positivo all’attività motoria. L’attività fisica regolare contrasta il decadimento neuromuscolare legato all’età, preservando la massa muscolare, migliorando l’attivazione neurale e favorendo il rimodellamento delle unità motorie. Durante l’esercizio, sia il muscolo che l’osso rilasciano molecole bioattive che contribuiscono al mantenimento della salute sistemica. L’esercizio fisico induce adattamenti pleiotropici in grado di attenuare gli effetti negativi dell’invecchiamento, migliorando la salute metabolica, la funzione mitocondriale, la sensibilità all’insulina e favorendo l’aumento della massa magra. Questi adattamenti rallentano il declino della capacità vitale legato all’età, promuovendo un invecchiamento sano e riducendo il rischio di patologie età-correlate.
I benefici dell'attività fisica sull'invecchiamento
PORTIOLI, FILIPPO
2024/2025
Abstract
L’invecchiamento è un fenomeno globale in costante crescita e rappresenta, insieme all’inattività fisica e all’isolamento sociale, un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, demenza e fragilità. La capacità vitale, intesa come stato fisiologico complesso e modulatore dell’esercizio fisico, è influenzata dall’invecchiamento biologico, sia esso normale o accelerato. Essa emerge dall’interazione tra molteplici sistemi fisiologici, tra cui il metabolismo energetico, le funzioni neuromuscolari, le risposte immunitarie e la capacità dell’organismo di reagire a stimoli stressogeni. Preservare e migliorare la capacità vitale è fondamentale per promuovere la salute negli anziani. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, la comunicazione tra muscolo e osso diventa meno efficace, rendendo il tessuto muscolare meno responsivo all’esercizio fisico. Inoltre, l’invecchiamento e l’inattività contribuiscono al rilascio di fattori negativi che compromettono ulteriormente la capacità del muscolo e dell’osso di rispondere in modo positivo all’attività motoria. L’attività fisica regolare contrasta il decadimento neuromuscolare legato all’età, preservando la massa muscolare, migliorando l’attivazione neurale e favorendo il rimodellamento delle unità motorie. Durante l’esercizio, sia il muscolo che l’osso rilasciano molecole bioattive che contribuiscono al mantenimento della salute sistemica. L’esercizio fisico induce adattamenti pleiotropici in grado di attenuare gli effetti negativi dell’invecchiamento, migliorando la salute metabolica, la funzione mitocondriale, la sensibilità all’insulina e favorendo l’aumento della massa magra. Questi adattamenti rallentano il declino della capacità vitale legato all’età, promuovendo un invecchiamento sano e riducendo il rischio di patologie età-correlate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94375