The paper addresses the complex balance between conflicting constitutional requirements: on the one hand, the protection of prisoners' rights (humane punishment and human dignity) and, on the other, the safeguarding of public order and safety (the interests of the community). The restriction, albeit legitimate, of the personal freedom to which prisoners are subjected cannot entail the violation of the inviolable rights of the individual, which prisoners retain despite their particular status. It is no coincidence that article 27, paragraph 3, of the Constitution, which expressly mentions the rehabilitative purpose of punishment, prohibits treatment contrary to the sense of humanity and affirms the principle of rehabilitation, which inspires the individualised treatment model at the heart of the prison system. With regard to the rehabilitation and human dignity of prisoners, it should be noted that the critical issues raised at a general level become even more significant when considering a specific regime such as that referred to in article 41-bis of the penitentiary system, which highlights the problems associated with the highly punitive nature of the restrictions imposed and the continuing application thereof. This punishment is difficult to reconcile with the constitutional principles of humanity and rehabilitation. In addition to the rulings of the Constitutional Court, we review the decisions of the Strasbourg judges on whether the differentiated regime could be classified as inhuman or degrading treatment in violation of article 3 of the ECHR.

L’elaborato affronta il tema del complesso equilibrio tra contrapposte esigenze di pari rilevanza costituzionale: da una parte, la tutela dei diritti del detenuto (umanità della pena e dignità della persona) e, dall’altra, la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica (interesse della collettività). La restrizione, seppur legittima, della libertà personale a cui è sottoposto il detenuto non può comportare la lesione dei diritti inviolabili della persona, di cui il detenuto rimane titolare nonostante il suo particolare status. Non a caso l’art. 27, comma 3, Cost., in cui trova espressa menzione la finalità rieducativa della pena, sancisce il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità ed afferma il principio della rieducazione, a cui è ispirato il modello trattamentale di individualizzazione fulcro del sistema penitenziario. In tema di rieducazione e di dignità umana del detenuto, si evidenzia che le criticità poste sul piano generale divengono ancor più significative laddove si prenda in considerazione un regime peculiare come quello di cui all’art. 41-bis O.P., che espone la problematicità legata al forte carattere afflittivo prodotto dal rigore delle restrizioni imposte e dal perdurare della sua applicazione. Un’inflizione che difficilmente si colloca entro i limiti di compatibilità con i principi costituzionali di umanità e di tendenza alla rieducazione. Oltre alle pronunce della Corte Costituzionale, si ripercorrono gli interventi dei Giudici di Strasburgo sulla possibilità che il regime differenziato possa qualificarsi come trattamento inumano o degradante in violazione dell’art. 3 Cedu.

Regime ex art. 41-bis O.P.: la perenne tensione tra finalismo rieducativo della pena ed esigenze di ordine e sicurezza

MACCAGNO, ALESSANDRA
2024/2025

Abstract

The paper addresses the complex balance between conflicting constitutional requirements: on the one hand, the protection of prisoners' rights (humane punishment and human dignity) and, on the other, the safeguarding of public order and safety (the interests of the community). The restriction, albeit legitimate, of the personal freedom to which prisoners are subjected cannot entail the violation of the inviolable rights of the individual, which prisoners retain despite their particular status. It is no coincidence that article 27, paragraph 3, of the Constitution, which expressly mentions the rehabilitative purpose of punishment, prohibits treatment contrary to the sense of humanity and affirms the principle of rehabilitation, which inspires the individualised treatment model at the heart of the prison system. With regard to the rehabilitation and human dignity of prisoners, it should be noted that the critical issues raised at a general level become even more significant when considering a specific regime such as that referred to in article 41-bis of the penitentiary system, which highlights the problems associated with the highly punitive nature of the restrictions imposed and the continuing application thereof. This punishment is difficult to reconcile with the constitutional principles of humanity and rehabilitation. In addition to the rulings of the Constitutional Court, we review the decisions of the Strasbourg judges on whether the differentiated regime could be classified as inhuman or degrading treatment in violation of article 3 of the ECHR.
2024
Article 41-bis O.P. regime: the perennial tension between the re-educative purpose of punishment and the requirements of order and security
L’elaborato affronta il tema del complesso equilibrio tra contrapposte esigenze di pari rilevanza costituzionale: da una parte, la tutela dei diritti del detenuto (umanità della pena e dignità della persona) e, dall’altra, la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica (interesse della collettività). La restrizione, seppur legittima, della libertà personale a cui è sottoposto il detenuto non può comportare la lesione dei diritti inviolabili della persona, di cui il detenuto rimane titolare nonostante il suo particolare status. Non a caso l’art. 27, comma 3, Cost., in cui trova espressa menzione la finalità rieducativa della pena, sancisce il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità ed afferma il principio della rieducazione, a cui è ispirato il modello trattamentale di individualizzazione fulcro del sistema penitenziario. In tema di rieducazione e di dignità umana del detenuto, si evidenzia che le criticità poste sul piano generale divengono ancor più significative laddove si prenda in considerazione un regime peculiare come quello di cui all’art. 41-bis O.P., che espone la problematicità legata al forte carattere afflittivo prodotto dal rigore delle restrizioni imposte e dal perdurare della sua applicazione. Un’inflizione che difficilmente si colloca entro i limiti di compatibilità con i principi costituzionali di umanità e di tendenza alla rieducazione. Oltre alle pronunce della Corte Costituzionale, si ripercorrono gli interventi dei Giudici di Strasburgo sulla possibilità che il regime differenziato possa qualificarsi come trattamento inumano o degradante in violazione dell’art. 3 Cedu.
Pena
Finalismo
41-bis
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Maccagno_Alessandra.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.04 MB
Formato Adobe PDF
1.04 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/94436