La presente tesi affronta il tema della tutela della privacy digitale nel contesto delle interfacce utente, con particolare attenzione all’impatto di design ingannevoli (dark pattern) e al ruolo del legal design come strumento per la progettazione di soluzioni più trasparenti e rispettose dei diritti fondamentali. L’obiettivo è analizzare come le scelte di design possano condizionare il comportamento degli utenti, soprattutto dei minori, e mettere a rischio la protezione dei dati personali, anche in presenza di normative avanzate come il GDPR. Nel primo capitolo, si introduce il concetto di legal design, illustrandone le origini interdisciplinari, i principi giuridici di riferimento – come la Privacy by Design e by Default (art. 25 GDPR) – e gli strumenti pratici adottati dai legal designer per rendere le norme più comprensibili e accessibili. Il secondo capitolo è dedicato ai dark pattern, ovvero schemi di design manipolativo che spingono gli utenti a compiere scelte contrarie ai propri interessi. Dopo aver illustrato le principali caratteristiche, si approfondisce il fenomeno del "Privacy Zuckering", ovvero la raccolta forzata o poco trasparente del consenso. Il capitolo esamina inoltre il quadro normativo attuale, dal GDPR al CCPA fino a proposte legislative come il DETOUR Act con l’obiettivo di individuare le risposte giuridiche esistenti al problema. Nel terzo capitolo si analizza il caso studio di TikTok, con particolare riferimento alle pratiche adottate nei confronti degli account minorenni. Viene descritto come l’interfaccia dell’app abbia utilizzato modalità manipolative – come popup ambigui, impostazioni predefinite e scarsa trasparenza – configurando una violazione sistematica dei principi di protezione dei dati. L’analisi si concentra sulla multa da 345 milioni di euro inflitta dal Data Protection Commissioner irlandese nel 2023 e sulle successive modifiche implementate da TikTok. A partire da questo caso concreto, la tesi propone una serie di linee guida ispirate al legal design etico, con l’obiettivo di promuovere interfacce che tutelino effettivamente il consenso informato e la privacy degli utenti, in particolare quelli vulnerabili. Attraverso un approccio tecnico-giuridico, interdisciplinare e orientato alla concretezza, la tesi dimostra come il legal design possa rappresentare un valido strumento di contrasto ai dark pattern e un’opportunità per coniugare innovazione digitale e tutela dei diritti fondamentali nell’ambiente online.
Dalle origini del Legal Design ai dark patterns nei social media. Il caso Tik Tok
PASQUALATO, BEATRICE
2024/2025
Abstract
La presente tesi affronta il tema della tutela della privacy digitale nel contesto delle interfacce utente, con particolare attenzione all’impatto di design ingannevoli (dark pattern) e al ruolo del legal design come strumento per la progettazione di soluzioni più trasparenti e rispettose dei diritti fondamentali. L’obiettivo è analizzare come le scelte di design possano condizionare il comportamento degli utenti, soprattutto dei minori, e mettere a rischio la protezione dei dati personali, anche in presenza di normative avanzate come il GDPR. Nel primo capitolo, si introduce il concetto di legal design, illustrandone le origini interdisciplinari, i principi giuridici di riferimento – come la Privacy by Design e by Default (art. 25 GDPR) – e gli strumenti pratici adottati dai legal designer per rendere le norme più comprensibili e accessibili. Il secondo capitolo è dedicato ai dark pattern, ovvero schemi di design manipolativo che spingono gli utenti a compiere scelte contrarie ai propri interessi. Dopo aver illustrato le principali caratteristiche, si approfondisce il fenomeno del "Privacy Zuckering", ovvero la raccolta forzata o poco trasparente del consenso. Il capitolo esamina inoltre il quadro normativo attuale, dal GDPR al CCPA fino a proposte legislative come il DETOUR Act con l’obiettivo di individuare le risposte giuridiche esistenti al problema. Nel terzo capitolo si analizza il caso studio di TikTok, con particolare riferimento alle pratiche adottate nei confronti degli account minorenni. Viene descritto come l’interfaccia dell’app abbia utilizzato modalità manipolative – come popup ambigui, impostazioni predefinite e scarsa trasparenza – configurando una violazione sistematica dei principi di protezione dei dati. L’analisi si concentra sulla multa da 345 milioni di euro inflitta dal Data Protection Commissioner irlandese nel 2023 e sulle successive modifiche implementate da TikTok. A partire da questo caso concreto, la tesi propone una serie di linee guida ispirate al legal design etico, con l’obiettivo di promuovere interfacce che tutelino effettivamente il consenso informato e la privacy degli utenti, in particolare quelli vulnerabili. Attraverso un approccio tecnico-giuridico, interdisciplinare e orientato alla concretezza, la tesi dimostra come il legal design possa rappresentare un valido strumento di contrasto ai dark pattern e un’opportunità per coniugare innovazione digitale e tutela dei diritti fondamentali nell’ambiente online.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94446