L’obiettivo di questa tesi prevede di indagare la possibile relazione tra specifici biomarcatori di stress ossidativo e la fertilità nelle vacche da latte. I markers oggetto di studio sono stati le AOPP (Advanced Oxidation Protein Products), i tioli, i carbonili e i TBARs, espressi come MDA (malondialdeide). Lo studio è stato condotto in collaborazione con due realtà zootecniche connesse con il mondo accademico: la Stalla Didattica Sperimentale del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna (Ozzano dell’Emilia, BO) e la Società Agricola Allevamento Martin (Rocca Santa Maria, TE), collegata con l’Università degli Studi di Teramo. Le 141 bovine incluse nella prova sono state monitorate a partire dal periodo di asciutta fino alla seconda inseminazione artificiale (AI), se necessaria. Dopo il parto, gli animali sono stati assegnati in modo casuale a due differenti protocolli riproduttivi: il protocollo SYNCH (Double Ovsynch modificato) e il protocollo PREC, basato sull’individuazione del calore naturale. In entrambi gli allevamenti è stata eseguita una raccolta sistematica di campioni ematici a diversi time point prestabiliti: 21 giorni prima del parto, 10 giorni dopo il parto, 35 giorni dopo il parto, in occasione della prima AI e, se necessario, della seconda AI. Sulla base dell’esito della diagnosi di gravidanza dopo la prima AI, le vacche sono state suddivise in due gruppi: G1 (gravide dopo la prima AI) e NG1 (non gravide). Le bovine NG1 hanno proseguito con il protocollo assegnato fino alla seconda AI, con successiva suddivisione nei gruppi G2 (gravide) e NG2 (non gravide). In primis è stato analizzato l’effetto del protocollo riproduttivo applicato sull’esito della diagnosi di gravidanza. In seguito alle analisi di laboratorio è stata fatta una valutazione delle concentrazioni dei markers di stress ossidativo oggetto di studio, per poi, tramite analisi statistica, indagare le possibili relazioni tra tali markers e i seguenti fattori: il time point del prelievo dei campioni, l’esito della diagnosi di gravidanza, il periodo dell’anno, l’ordine di parto, l’azienda di provenienza, il protocollo riproduttivo, la produzione media giornaliera di latte a 35 giorni e la produzione media totale di latte a 100 giorni. Sono state considerate significative le relazioni aventi p < 0.05. Dai risultati si osserva che non è presente un effetto del protocollo riproduttivo sull’esito di gravidanza. In merito alle concentrazioni dei markers di stress ossidativo, i valori di AOPP e MDA sono in linea con quelli riportati in letteratura, mentre i tioli e i carbonili sono risultati inferiori ad altri studi presenti in bibliografia. Sono inoltre state individuate le seguenti correlazioni: tra AOPP e MDA, tra AOPP e tioli e tra MDA e tioli. Dai risultati si osserva che le proteine totali risentono del time point del prelievo, tanto che si osserva una riduzione della loro concentrazione nell’immediato post-parto rispetto ai valori del pre-parto. Anche le AOPP subiscono l’effetto del time point: considerando i gruppi G1 e NG1, si osserva come in entrambi ci sia un livello di AOPP prima del parto nettamente maggiore rispetto a quello riscontrato dopo il parto. È inoltre rilevante la relazione tra i valori di AOPP e l’esito di gravidanza alla prima e alla seconda AI: in quest’ultima si rileva una minore concentrazione di AOPP nel gruppo di bovine gravide rispetto al gruppo di vuote. In merito ai tioli, l’effetto del time point è presente e si nota come la concentrazione massima sia raggiunta prima del parto, per poi decrescere progressivamente nel post-parto fino alla seconda AI. Emerge anche una relazione significativa tra i tioli e il fattore “esito della diagnosi di gravidanza”: nel pre-parto la concentrazione di tioli nel gruppo di bovine gravide è maggiore rispetto al gruppo di non gravide.
Studio della relazione tra i biomarcatori di stress ossidativo e la fertilità nelle bovine da latte
TOSONI, LINO
2024/2025
Abstract
L’obiettivo di questa tesi prevede di indagare la possibile relazione tra specifici biomarcatori di stress ossidativo e la fertilità nelle vacche da latte. I markers oggetto di studio sono stati le AOPP (Advanced Oxidation Protein Products), i tioli, i carbonili e i TBARs, espressi come MDA (malondialdeide). Lo studio è stato condotto in collaborazione con due realtà zootecniche connesse con il mondo accademico: la Stalla Didattica Sperimentale del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna (Ozzano dell’Emilia, BO) e la Società Agricola Allevamento Martin (Rocca Santa Maria, TE), collegata con l’Università degli Studi di Teramo. Le 141 bovine incluse nella prova sono state monitorate a partire dal periodo di asciutta fino alla seconda inseminazione artificiale (AI), se necessaria. Dopo il parto, gli animali sono stati assegnati in modo casuale a due differenti protocolli riproduttivi: il protocollo SYNCH (Double Ovsynch modificato) e il protocollo PREC, basato sull’individuazione del calore naturale. In entrambi gli allevamenti è stata eseguita una raccolta sistematica di campioni ematici a diversi time point prestabiliti: 21 giorni prima del parto, 10 giorni dopo il parto, 35 giorni dopo il parto, in occasione della prima AI e, se necessario, della seconda AI. Sulla base dell’esito della diagnosi di gravidanza dopo la prima AI, le vacche sono state suddivise in due gruppi: G1 (gravide dopo la prima AI) e NG1 (non gravide). Le bovine NG1 hanno proseguito con il protocollo assegnato fino alla seconda AI, con successiva suddivisione nei gruppi G2 (gravide) e NG2 (non gravide). In primis è stato analizzato l’effetto del protocollo riproduttivo applicato sull’esito della diagnosi di gravidanza. In seguito alle analisi di laboratorio è stata fatta una valutazione delle concentrazioni dei markers di stress ossidativo oggetto di studio, per poi, tramite analisi statistica, indagare le possibili relazioni tra tali markers e i seguenti fattori: il time point del prelievo dei campioni, l’esito della diagnosi di gravidanza, il periodo dell’anno, l’ordine di parto, l’azienda di provenienza, il protocollo riproduttivo, la produzione media giornaliera di latte a 35 giorni e la produzione media totale di latte a 100 giorni. Sono state considerate significative le relazioni aventi p < 0.05. Dai risultati si osserva che non è presente un effetto del protocollo riproduttivo sull’esito di gravidanza. In merito alle concentrazioni dei markers di stress ossidativo, i valori di AOPP e MDA sono in linea con quelli riportati in letteratura, mentre i tioli e i carbonili sono risultati inferiori ad altri studi presenti in bibliografia. Sono inoltre state individuate le seguenti correlazioni: tra AOPP e MDA, tra AOPP e tioli e tra MDA e tioli. Dai risultati si osserva che le proteine totali risentono del time point del prelievo, tanto che si osserva una riduzione della loro concentrazione nell’immediato post-parto rispetto ai valori del pre-parto. Anche le AOPP subiscono l’effetto del time point: considerando i gruppi G1 e NG1, si osserva come in entrambi ci sia un livello di AOPP prima del parto nettamente maggiore rispetto a quello riscontrato dopo il parto. È inoltre rilevante la relazione tra i valori di AOPP e l’esito di gravidanza alla prima e alla seconda AI: in quest’ultima si rileva una minore concentrazione di AOPP nel gruppo di bovine gravide rispetto al gruppo di vuote. In merito ai tioli, l’effetto del time point è presente e si nota come la concentrazione massima sia raggiunta prima del parto, per poi decrescere progressivamente nel post-parto fino alla seconda AI. Emerge anche una relazione significativa tra i tioli e il fattore “esito della diagnosi di gravidanza”: nel pre-parto la concentrazione di tioli nel gruppo di bovine gravide è maggiore rispetto al gruppo di non gravide.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/94581