Introduzione: Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani adulti e costituisce una priorità di salute pubblica. L’ideazione suicidaria è la fase più precoce del continuum suicidario ed è particolarmente diffusa tra studenti universitari, specializzandi e dottorandi, popolazioni caratterizzate da vulnerabilità psicologiche, isolamento sociale e forte pressione accademica. In Italia le evidenze disponibili sono scarse, spesso limitate a studi trasversali e monocentrici. Lo studio SADIE (Survey on Anxiety, Depression, Internalizing and Externalizing symptoms) nasce con l’obiettivo di colmare questa lacuna attraverso un disegno multicentrico prospettico. Scopo dello studio: Valutare la prevalenza e l’andamento longitudinale dell’ideazione suicidaria in studenti universitari, specializzandi e dottorandi italiani; identificare i principali predittori clinici, cognitivi e sociodemografici di suicidalità; stimare la remissione spontanea e la nuova insorgenza di ideazione a 6, 12/18 e 36 mesi. Obiettivo secondario è fornire dati utili allo sviluppo di interventi preventivi e servizi di supporto psicologico integrati negli atenei. Materiali e Metodi: Lo studio ha coinvolto 14 atenei italiani. Al baseline (T0) sono stati raccolti oltre 490 studenti universitari, con follow-up a 6, 18 e 36 mesi (con un campione di circa 165 soggetti a 6 mesi). Gli strumenti comprendevano: scheda sociodemografica e accademica; BDI-II (depressione); GAD-7 (ansia); MPS (perfezionismo); WHO-5 (benessere); AUDIT-C (uso di alcol); C-SSRS (suicidalità). Le analisi hanno incluso modelli di regressione logistica multivariata, alluvial plots per le transizioni C-SSRS e modelli predittivi con curva ROC. Risultati: Al baseline, il 27–28% degli studenti universitari ha riportato ideazione suicidaria clinicamente significativa, con prevalenze simili tra maschi (≈33%) e femmine (≈36%). I principali predittori indipendenti di ideazione suicidaria al T0 sono risultati: • Depressione (BDI-II) (OR ≈ 1.03 per punto, p < 0.01); • PTSD lifetime (OR ≈ 2.5, IC95% 1.3–4.9); • Storia familiare di suicidio (OR ≈ 2.1, IC95% 1.2–3.8); • Autolesionismo attuale (OR ≈ 3.4, IC95% 1.7–6.9) e pregresso (OR ≈ 2.6, IC95% 1.5–4.6); • Perfezionismo socialmente prescritto (OR ≈ 1.02 per punto, p < 0.05). Nel modello predittivo a 6 mesi, l’ideazione a T0 è emersa come il fattore più forte (OR ≈ 14.4, IC95% 2.2–128), ma restavano significativi anche i punteggi di BDI-II e l’autolesionismo. La curva ROC del modello ha mostrato un’AUC > 0.80, indicando buona capacità discriminante. L’analisi longitudinale mediante alluvial plot ha documentato sia una remissione spontanea (≈ 40–50% dei soggetti con ideazione a T0 non la riportava a T6) sia nuove insorgenze, soprattutto tra soggetti con depressione clinicamente significativa. I modelli di crescita hanno mostrato che la depressione predice l’evoluzione dell’ideazione nel tempo, con traiettorie più sfavorevoli in presenza di autolesionismo. Conclusioni: I risultati confermano un’elevata prevalenza di ideazione suicidaria, individuano sottogruppi vulnerabili e forniscono evidenze solide per la prevenzione. Alla luce di questi dati, appare urgente implementare screening sistematici del benessere psicologico negli atenei e garantire servizi di supporto accessibili e integrati, capaci di intercettare precocemente i soggetti a rischio e ridurre il peso del suicidio nella popolazione giovanile.

Introduzione: Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani adulti e costituisce una priorità di salute pubblica. L’ideazione suicidaria è la fase più precoce del continuum suicidario ed è particolarmente diffusa tra studenti universitari, specializzandi e dottorandi, popolazioni caratterizzate da vulnerabilità psicologiche, isolamento sociale e forte pressione accademica. In Italia le evidenze disponibili sono scarse, spesso limitate a studi trasversali e monocentrici. Lo studio SADIE (Survey on Anxiety, Depression, Internalizing and Externalizing symptoms) nasce con l’obiettivo di colmare questa lacuna attraverso un disegno multicentrico prospettico. Scopo dello studio: Valutare la prevalenza e l’andamento longitudinale dell’ideazione suicidaria in studenti universitari, specializzandi e dottorandi italiani; identificare i principali predittori clinici, cognitivi e sociodemografici di suicidalità; stimare la remissione spontanea e la nuova insorgenza di ideazione a 6, 12/18 e 36 mesi. Obiettivo secondario è fornire dati utili allo sviluppo di interventi preventivi e servizi di supporto psicologico integrati negli atenei. Materiali e Metodi: Lo studio ha coinvolto 14 atenei italiani. Al baseline (T0) sono stati raccolti oltre 490 studenti universitari, con follow-up a 6, 18 e 36 mesi (con un campione di circa 165 soggetti a 6 mesi). Gli strumenti comprendevano: scheda sociodemografica e accademica; BDI-II (depressione); GAD-7 (ansia); MPS (perfezionismo); WHO-5 (benessere); AUDIT-C (uso di alcol); C-SSRS (suicidalità). Le analisi hanno incluso modelli di regressione logistica multivariata, alluvial plots per le transizioni C-SSRS e modelli predittivi con curva ROC. Risultati: Al baseline, il 27–28% degli studenti universitari ha riportato ideazione suicidaria clinicamente significativa, con prevalenze simili tra maschi (≈33%) e femmine (≈36%). I principali predittori indipendenti di ideazione suicidaria al T0 sono risultati: • Depressione (BDI-II) (OR ≈ 1.03 per punto, p < 0.01); • PTSD lifetime (OR ≈ 2.5, IC95% 1.3–4.9); • Storia familiare di suicidio (OR ≈ 2.1, IC95% 1.2–3.8); • Autolesionismo attuale (OR ≈ 3.4, IC95% 1.7–6.9) e pregresso (OR ≈ 2.6, IC95% 1.5–4.6); • Perfezionismo socialmente prescritto (OR ≈ 1.02 per punto, p < 0.05). Nel modello predittivo a 6 mesi, l’ideazione a T0 è emersa come il fattore più forte (OR ≈ 14.4, IC95% 2.2–128), ma restavano significativi anche i punteggi di BDI-II e l’autolesionismo. La curva ROC del modello ha mostrato un’AUC > 0.80, indicando buona capacità discriminante. L’analisi longitudinale mediante alluvial plot ha documentato sia una remissione spontanea (≈ 40–50% dei soggetti con ideazione a T0 non la riportava a T6) sia nuove insorgenze, soprattutto tra soggetti con depressione clinicamente significativa. I modelli di crescita hanno mostrato che la depressione predice l’evoluzione dell’ideazione nel tempo, con traiettorie più sfavorevoli in presenza di autolesionismo. Conclusioni: I risultati confermano un’elevata prevalenza di ideazione suicidaria, individuano sottogruppi vulnerabili e forniscono evidenze solide per la prevenzione. Alla luce di questi dati, appare urgente implementare screening sistematici del benessere psicologico negli atenei e garantire servizi di supporto accessibili e integrati, capaci di intercettare precocemente i soggetti a rischio e ridurre il peso del suicidio nella popolazione giovanile.

Prevalenza e predittori di ideazione suicidaria in studenti universitari, specializzandi e dottorandi: lo studio prospettico multicentrico SADIE

MARCHI, ANDREA
2024/2025

Abstract

Introduzione: Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani adulti e costituisce una priorità di salute pubblica. L’ideazione suicidaria è la fase più precoce del continuum suicidario ed è particolarmente diffusa tra studenti universitari, specializzandi e dottorandi, popolazioni caratterizzate da vulnerabilità psicologiche, isolamento sociale e forte pressione accademica. In Italia le evidenze disponibili sono scarse, spesso limitate a studi trasversali e monocentrici. Lo studio SADIE (Survey on Anxiety, Depression, Internalizing and Externalizing symptoms) nasce con l’obiettivo di colmare questa lacuna attraverso un disegno multicentrico prospettico. Scopo dello studio: Valutare la prevalenza e l’andamento longitudinale dell’ideazione suicidaria in studenti universitari, specializzandi e dottorandi italiani; identificare i principali predittori clinici, cognitivi e sociodemografici di suicidalità; stimare la remissione spontanea e la nuova insorgenza di ideazione a 6, 12/18 e 36 mesi. Obiettivo secondario è fornire dati utili allo sviluppo di interventi preventivi e servizi di supporto psicologico integrati negli atenei. Materiali e Metodi: Lo studio ha coinvolto 14 atenei italiani. Al baseline (T0) sono stati raccolti oltre 490 studenti universitari, con follow-up a 6, 18 e 36 mesi (con un campione di circa 165 soggetti a 6 mesi). Gli strumenti comprendevano: scheda sociodemografica e accademica; BDI-II (depressione); GAD-7 (ansia); MPS (perfezionismo); WHO-5 (benessere); AUDIT-C (uso di alcol); C-SSRS (suicidalità). Le analisi hanno incluso modelli di regressione logistica multivariata, alluvial plots per le transizioni C-SSRS e modelli predittivi con curva ROC. Risultati: Al baseline, il 27–28% degli studenti universitari ha riportato ideazione suicidaria clinicamente significativa, con prevalenze simili tra maschi (≈33%) e femmine (≈36%). I principali predittori indipendenti di ideazione suicidaria al T0 sono risultati: • Depressione (BDI-II) (OR ≈ 1.03 per punto, p < 0.01); • PTSD lifetime (OR ≈ 2.5, IC95% 1.3–4.9); • Storia familiare di suicidio (OR ≈ 2.1, IC95% 1.2–3.8); • Autolesionismo attuale (OR ≈ 3.4, IC95% 1.7–6.9) e pregresso (OR ≈ 2.6, IC95% 1.5–4.6); • Perfezionismo socialmente prescritto (OR ≈ 1.02 per punto, p < 0.05). Nel modello predittivo a 6 mesi, l’ideazione a T0 è emersa come il fattore più forte (OR ≈ 14.4, IC95% 2.2–128), ma restavano significativi anche i punteggi di BDI-II e l’autolesionismo. La curva ROC del modello ha mostrato un’AUC > 0.80, indicando buona capacità discriminante. L’analisi longitudinale mediante alluvial plot ha documentato sia una remissione spontanea (≈ 40–50% dei soggetti con ideazione a T0 non la riportava a T6) sia nuove insorgenze, soprattutto tra soggetti con depressione clinicamente significativa. I modelli di crescita hanno mostrato che la depressione predice l’evoluzione dell’ideazione nel tempo, con traiettorie più sfavorevoli in presenza di autolesionismo. Conclusioni: I risultati confermano un’elevata prevalenza di ideazione suicidaria, individuano sottogruppi vulnerabili e forniscono evidenze solide per la prevenzione. Alla luce di questi dati, appare urgente implementare screening sistematici del benessere psicologico negli atenei e garantire servizi di supporto accessibili e integrati, capaci di intercettare precocemente i soggetti a rischio e ridurre il peso del suicidio nella popolazione giovanile.
2024
Prevalence and predictors of suicidal ideation among university students, postgraduate trainees, and PhD students: The SADIE multisite prospective study
Introduzione: Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani adulti e costituisce una priorità di salute pubblica. L’ideazione suicidaria è la fase più precoce del continuum suicidario ed è particolarmente diffusa tra studenti universitari, specializzandi e dottorandi, popolazioni caratterizzate da vulnerabilità psicologiche, isolamento sociale e forte pressione accademica. In Italia le evidenze disponibili sono scarse, spesso limitate a studi trasversali e monocentrici. Lo studio SADIE (Survey on Anxiety, Depression, Internalizing and Externalizing symptoms) nasce con l’obiettivo di colmare questa lacuna attraverso un disegno multicentrico prospettico. Scopo dello studio: Valutare la prevalenza e l’andamento longitudinale dell’ideazione suicidaria in studenti universitari, specializzandi e dottorandi italiani; identificare i principali predittori clinici, cognitivi e sociodemografici di suicidalità; stimare la remissione spontanea e la nuova insorgenza di ideazione a 6, 12/18 e 36 mesi. Obiettivo secondario è fornire dati utili allo sviluppo di interventi preventivi e servizi di supporto psicologico integrati negli atenei. Materiali e Metodi: Lo studio ha coinvolto 14 atenei italiani. Al baseline (T0) sono stati raccolti oltre 490 studenti universitari, con follow-up a 6, 18 e 36 mesi (con un campione di circa 165 soggetti a 6 mesi). Gli strumenti comprendevano: scheda sociodemografica e accademica; BDI-II (depressione); GAD-7 (ansia); MPS (perfezionismo); WHO-5 (benessere); AUDIT-C (uso di alcol); C-SSRS (suicidalità). Le analisi hanno incluso modelli di regressione logistica multivariata, alluvial plots per le transizioni C-SSRS e modelli predittivi con curva ROC. Risultati: Al baseline, il 27–28% degli studenti universitari ha riportato ideazione suicidaria clinicamente significativa, con prevalenze simili tra maschi (≈33%) e femmine (≈36%). I principali predittori indipendenti di ideazione suicidaria al T0 sono risultati: • Depressione (BDI-II) (OR ≈ 1.03 per punto, p < 0.01); • PTSD lifetime (OR ≈ 2.5, IC95% 1.3–4.9); • Storia familiare di suicidio (OR ≈ 2.1, IC95% 1.2–3.8); • Autolesionismo attuale (OR ≈ 3.4, IC95% 1.7–6.9) e pregresso (OR ≈ 2.6, IC95% 1.5–4.6); • Perfezionismo socialmente prescritto (OR ≈ 1.02 per punto, p < 0.05). Nel modello predittivo a 6 mesi, l’ideazione a T0 è emersa come il fattore più forte (OR ≈ 14.4, IC95% 2.2–128), ma restavano significativi anche i punteggi di BDI-II e l’autolesionismo. La curva ROC del modello ha mostrato un’AUC > 0.80, indicando buona capacità discriminante. L’analisi longitudinale mediante alluvial plot ha documentato sia una remissione spontanea (≈ 40–50% dei soggetti con ideazione a T0 non la riportava a T6) sia nuove insorgenze, soprattutto tra soggetti con depressione clinicamente significativa. I modelli di crescita hanno mostrato che la depressione predice l’evoluzione dell’ideazione nel tempo, con traiettorie più sfavorevoli in presenza di autolesionismo. Conclusioni: I risultati confermano un’elevata prevalenza di ideazione suicidaria, individuano sottogruppi vulnerabili e forniscono evidenze solide per la prevenzione. Alla luce di questi dati, appare urgente implementare screening sistematici del benessere psicologico negli atenei e garantire servizi di supporto accessibili e integrati, capaci di intercettare precocemente i soggetti a rischio e ridurre il peso del suicidio nella popolazione giovanile.
suicidio
studenti
specializzandi
dottorandi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/94828