According to Roland Barthes “languages and attire are both systems and history, individual acts and collective institutions”*. This is the reason why fashion history is interesting. In particular, this paper analyses the way of dressing as a symbol of power and identity focusing on the case study of the highly controversial figure of Marie Antoinette, last queen of France (1774-1791). The methodology of study includes mémoires, and coeval and XX century biographies but also paintings, historical gowns, clandestine press pamphlets, adaptation from XVIII century fashion plates and actual objects belonged to the queen. The first chapter examines the fashion history evolution between the Renaissance and the XX century. Its focus is on the importance of Versailles court and Paris in setting fashion trends in the XVIII and XIX centuries across Europe. The second chapter revolves around how fashion has played a key role in Marie Antoinette life and how her public image has been manipulated. Just in recent times, historiography has objectively revaluated her figure by reducing her blame: the unbridled passion for luxury and fun. The third chapter, “Rose Bertin’s boutique” describes a potential Public History workshop that aims at spreading knowledge about Marie Antoinette to the general public based on the previous chapters. *R. Barthes, Il senso della moda. Forme e significati dell'abbigliamento, translated by Lidia Lonzi e Renzo Guidieri, Einaudi, Torino 2006, quoted by M. Baldini, L’invenzione della moda. Le teorie, gli stili, la storia, Armando, 2005.

“Da de Saussure in poi, scrive Roland Barthes, sappiamo che il linguaggio, così come il vestito, è al contempo sistema e storia, atto individuale e istituzione collettiva"*. Per questo è interessante studiare l’evoluzione della storia della moda. In particolare, questo elaborato prende in esame come il modo di vestire diventi un simbolo di potere e di identità focalizzandosi sul caso studio della figura fortemente controversa di Maria Antonietta, ultima regina di Francia (1774-1791). La metodologia adottata si basa su un’analisi critica della letteratura maggiormente accreditata relativa alle tematiche trattate con speciale riferimento al potere simbolico della moda e alle narrazioni costruite intorno alla personalità storica di Maria Antonietta, così come emerge da memorie e biografie a lei coeve e del XX secolo. Una fonte privilegiata di studio è costituita da fonti materiali quali dipinti, abiti storici, pamphlet della stampa clandestina, rielaborazioni delle illustrazioni di moda pubblicate alla fine del XVIII secolo e oggetti realmente appartenuti alla regina. Nel primo capitolo ripercorrerà la storia della moda dal Rinascimento al Novecento. Nello specifico, si approfondirà l’importanza della corte di Versailles e della città di Parigi nel definire nuove tendenze vestimentarie in tutta Europa a cavallo tra Settecento e Ottocento. Il secondo capitolo sarà incentrato sul potere della moda usato da Maria Antonietta come strumento di acquisizione di influenza sociopolitica e la sua immagine pubblica fortemente strumentalizzata nella cronaca e dalla produzione artistica del tempo. Solo la più recente storiografia ha potuto renderle giustizia con la necessaria obiettività, sapendo ridimensionare le sue colpe: la smodata passione per il lusso e il divertimento. Per dimostrare quanto scritto precedentemente, il terzo capitolo s’intitola “Alla boutique di Rose Bertin" proprio come l’idea di un potenziale laboratorio di Public History che mira a conoscere la figura di Maria Antonietta attraverso la moda a lei coeva. *R. Barthes, Il senso della moda. Forme e significati dell'abbigliamento, trad. Lidia Lonzi e Renzo Guidieri, Einaudi, Torino 2006, citato da M. Baldini, L’invenzione della moda. Le teorie, gli stili, la storia, Armando, 2005.

Moda, immagine e autorità prima e dopo la Rivoluzione Francese: l'immagine pubblica di Maria Antonietta Il laboratorio di Public History "Alla boutique di Rose Bertin"

CUOCCIO, GIULIA
2024/2025

Abstract

According to Roland Barthes “languages and attire are both systems and history, individual acts and collective institutions”*. This is the reason why fashion history is interesting. In particular, this paper analyses the way of dressing as a symbol of power and identity focusing on the case study of the highly controversial figure of Marie Antoinette, last queen of France (1774-1791). The methodology of study includes mémoires, and coeval and XX century biographies but also paintings, historical gowns, clandestine press pamphlets, adaptation from XVIII century fashion plates and actual objects belonged to the queen. The first chapter examines the fashion history evolution between the Renaissance and the XX century. Its focus is on the importance of Versailles court and Paris in setting fashion trends in the XVIII and XIX centuries across Europe. The second chapter revolves around how fashion has played a key role in Marie Antoinette life and how her public image has been manipulated. Just in recent times, historiography has objectively revaluated her figure by reducing her blame: the unbridled passion for luxury and fun. The third chapter, “Rose Bertin’s boutique” describes a potential Public History workshop that aims at spreading knowledge about Marie Antoinette to the general public based on the previous chapters. *R. Barthes, Il senso della moda. Forme e significati dell'abbigliamento, translated by Lidia Lonzi e Renzo Guidieri, Einaudi, Torino 2006, quoted by M. Baldini, L’invenzione della moda. Le teorie, gli stili, la storia, Armando, 2005.
2024
Fashion, image and authority before and after the French Revolution: the public image of Marie-Antoinette The Public History workshop "At Rose Bertin’s boutique"
“Da de Saussure in poi, scrive Roland Barthes, sappiamo che il linguaggio, così come il vestito, è al contempo sistema e storia, atto individuale e istituzione collettiva"*. Per questo è interessante studiare l’evoluzione della storia della moda. In particolare, questo elaborato prende in esame come il modo di vestire diventi un simbolo di potere e di identità focalizzandosi sul caso studio della figura fortemente controversa di Maria Antonietta, ultima regina di Francia (1774-1791). La metodologia adottata si basa su un’analisi critica della letteratura maggiormente accreditata relativa alle tematiche trattate con speciale riferimento al potere simbolico della moda e alle narrazioni costruite intorno alla personalità storica di Maria Antonietta, così come emerge da memorie e biografie a lei coeve e del XX secolo. Una fonte privilegiata di studio è costituita da fonti materiali quali dipinti, abiti storici, pamphlet della stampa clandestina, rielaborazioni delle illustrazioni di moda pubblicate alla fine del XVIII secolo e oggetti realmente appartenuti alla regina. Nel primo capitolo ripercorrerà la storia della moda dal Rinascimento al Novecento. Nello specifico, si approfondirà l’importanza della corte di Versailles e della città di Parigi nel definire nuove tendenze vestimentarie in tutta Europa a cavallo tra Settecento e Ottocento. Il secondo capitolo sarà incentrato sul potere della moda usato da Maria Antonietta come strumento di acquisizione di influenza sociopolitica e la sua immagine pubblica fortemente strumentalizzata nella cronaca e dalla produzione artistica del tempo. Solo la più recente storiografia ha potuto renderle giustizia con la necessaria obiettività, sapendo ridimensionare le sue colpe: la smodata passione per il lusso e il divertimento. Per dimostrare quanto scritto precedentemente, il terzo capitolo s’intitola “Alla boutique di Rose Bertin" proprio come l’idea di un potenziale laboratorio di Public History che mira a conoscere la figura di Maria Antonietta attraverso la moda a lei coeva. *R. Barthes, Il senso della moda. Forme e significati dell'abbigliamento, trad. Lidia Lonzi e Renzo Guidieri, Einaudi, Torino 2006, citato da M. Baldini, L’invenzione della moda. Le teorie, gli stili, la storia, Armando, 2005.
Storia della Moda
Maria Antonietta
Public History
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/95164