La presente tesi indaga il tema della fama nella riflessione petrarchesca, concentrandosi su due testi chiave del Canzoniere - i componimenti 272 e 360 - e sul Secretum. Attraverso l’analisi del sonetto 272, emerge una riflessione amara sulla vita trascorsa, corrosa dalla consapevolezza del tempo che fugge e dall’angoscia per la morte imminente: il poeta osserva la propria deriva esistenziale, pur sentendosi ormai incapace di mutare rotta. La canzone 360, invece, si presenta come un tribunale interiore in cui l’io lirico si confronta con Amore e Ragione in un dialogo serrato, che riapre la questione del valore dell’esperienza amorosa e della fama poetica: il processo non approda a una sintesi definitiva, ma insiste sulla tensione tra desiderio di gloria e consapevolezza della sua caducità. Il confronto con il terzo libro del Secretum consente di approfondire il nodo esistenziale tra gloria terrena e salvezza eterna, mettendo in evidenza come la crisi identitaria e morale dell’io lirico si traduca in una poetica dell’incompiutezza e della sospensione. Al centro dell’indagine emerge così la figura di un autore che, pur consapevole dell’insufficienza della fama mondana, non riesce a emanciparsene del tutto, rimanendo diviso tra aspirazione spirituale e inquietudine terrena.
Tra gloria e crisi: il ruolo della fama nei componimenti 272 e 360 del «Canzoniere» e nel «Secretum» di Petrarca.
GROSSI, BENEDETTA
2024/2025
Abstract
La presente tesi indaga il tema della fama nella riflessione petrarchesca, concentrandosi su due testi chiave del Canzoniere - i componimenti 272 e 360 - e sul Secretum. Attraverso l’analisi del sonetto 272, emerge una riflessione amara sulla vita trascorsa, corrosa dalla consapevolezza del tempo che fugge e dall’angoscia per la morte imminente: il poeta osserva la propria deriva esistenziale, pur sentendosi ormai incapace di mutare rotta. La canzone 360, invece, si presenta come un tribunale interiore in cui l’io lirico si confronta con Amore e Ragione in un dialogo serrato, che riapre la questione del valore dell’esperienza amorosa e della fama poetica: il processo non approda a una sintesi definitiva, ma insiste sulla tensione tra desiderio di gloria e consapevolezza della sua caducità. Il confronto con il terzo libro del Secretum consente di approfondire il nodo esistenziale tra gloria terrena e salvezza eterna, mettendo in evidenza come la crisi identitaria e morale dell’io lirico si traduca in una poetica dell’incompiutezza e della sospensione. Al centro dell’indagine emerge così la figura di un autore che, pur consapevole dell’insufficienza della fama mondana, non riesce a emanciparsene del tutto, rimanendo diviso tra aspirazione spirituale e inquietudine terrena.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95255