La tesi intende esplorare la figura del centauro Chirone nella tradizione ovidiana, focalizzandosi ed analizzando il passo della sua morte presente in Fasti 5.379-414. Il lavoro si articola in due capitoli che, seguendo un andamento dal generale al particolare, introducono la figura di Chirone e la rappresentazione ovidiana di quest’ultimo, al fine di analizzare chiaramente il passo. Il primo capitolo analizza le diverse apparizioni di Chirone nell’opera ovidiana, più precisamente nelle Metamorfosi, nell’Ars Amatoria e nelle Epistulae ex Ponto mettendo in evidenza come l’autore rielabori la figura in funzione dei generi letterari, delle strategie poetiche e dei contesti ideologici. Il confronto tra i testi consentirà di osservare continuità e variazioni nella rappresentazione del centauro, nonché il modo in cui Ovidio sfrutta il personaggio per riflettere su temi come l’educazione, l’umanità e la morte. Il secondo capitolo presenta un’analisi puntuale dei vv. 379–414 del quinto libro dei Fasti, in cui Ovidio racconta la morte accidentale di Chirone e la sua trasformazione in costellazione. Il commento si sofferma sui dettagli linguistici, narrativi e simbolici del passo, sottolineando la forte carica emotiva della scena e la centralità del rapporto tra Chirone e Achille. L’approfondimento mette in luce la tensione tra umanizzazione e destino divino, evidenziando il valore poetico e ideologico dell’episodio all’interno dell’opera e del corpus ovidiano stesso.
"Il catasterismo di Chirone. Lettura di Ovidio, Fasti 5, 379-414"
MORELLI, SVEVA
2024/2025
Abstract
La tesi intende esplorare la figura del centauro Chirone nella tradizione ovidiana, focalizzandosi ed analizzando il passo della sua morte presente in Fasti 5.379-414. Il lavoro si articola in due capitoli che, seguendo un andamento dal generale al particolare, introducono la figura di Chirone e la rappresentazione ovidiana di quest’ultimo, al fine di analizzare chiaramente il passo. Il primo capitolo analizza le diverse apparizioni di Chirone nell’opera ovidiana, più precisamente nelle Metamorfosi, nell’Ars Amatoria e nelle Epistulae ex Ponto mettendo in evidenza come l’autore rielabori la figura in funzione dei generi letterari, delle strategie poetiche e dei contesti ideologici. Il confronto tra i testi consentirà di osservare continuità e variazioni nella rappresentazione del centauro, nonché il modo in cui Ovidio sfrutta il personaggio per riflettere su temi come l’educazione, l’umanità e la morte. Il secondo capitolo presenta un’analisi puntuale dei vv. 379–414 del quinto libro dei Fasti, in cui Ovidio racconta la morte accidentale di Chirone e la sua trasformazione in costellazione. Il commento si sofferma sui dettagli linguistici, narrativi e simbolici del passo, sottolineando la forte carica emotiva della scena e la centralità del rapporto tra Chirone e Achille. L’approfondimento mette in luce la tensione tra umanizzazione e destino divino, evidenziando il valore poetico e ideologico dell’episodio all’interno dell’opera e del corpus ovidiano stesso.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Morelli_Sveva.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.24 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.24 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/95275