La tesi analizza il concetto di persona, inteso come “maschera” teatrale e identità etica nel pensiero latino, con particolare attenzione all’evoluzione semantica e simbolica del termine dall’ambito teatrale a quello filosofico e teologico. A partire dalle sue origini etrusche (phersu), il termine persona assume, in ambito latino, molteplici significati, fino a designare il ruolo sociale ed esistenziale dell’individuo. Il lavoro si concentra su diversi autori latini, tra cui Cicerone, Plauto, Lucrezio, Livio, Quintiliano, Marziale e, in modo approfondito, Seneca, al quale sono dedicati interi capitoli. Attraverso l’esame del De officiis, Cicerone definisce la persona come il ruolo che ogni individuo assume nella società in accordo con la propria natura e volontà. In contrapposizione, Seneca, in particolare nelle Epistulae morales ad Lucilium, denuncia l’incoerenza dell’uomo che cambia maschera senza consapevolezza, sottolineando la necessità di autenticità interiore e costanza etica. L’analisi si estende alla produzione tragica senecana, in cui emergono i personaggi tragici come riflesso dell’interiorità lacerata, espressione di una virtus tragica che affonda le sue radici in una visione drammatica dell’esistenza. La tesi esplora inoltre il contesto spettacolare del mondo romano, focalizzandosi su venationes e giochi gladiatori, e sul modo in cui Seneca li rappresenta criticamente all’interno della sua riflessione filosofica, evidenziando il loro valore simbolico nel contrasto tra apparenza e verità. Infine, viene indagato il rapporto tra teatro e filosofia in Seneca, mettendo a confronto le due anime dell’autore, quella del filosofo e quella del tragediografo, e discutendo le diverse letture critiche sul valore pedagogico e catartico della sua produzione.
Persona e apparenza: osservazioni sulla funzione della maschera in Seneca filosofo
PANUCCI, GIADA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza il concetto di persona, inteso come “maschera” teatrale e identità etica nel pensiero latino, con particolare attenzione all’evoluzione semantica e simbolica del termine dall’ambito teatrale a quello filosofico e teologico. A partire dalle sue origini etrusche (phersu), il termine persona assume, in ambito latino, molteplici significati, fino a designare il ruolo sociale ed esistenziale dell’individuo. Il lavoro si concentra su diversi autori latini, tra cui Cicerone, Plauto, Lucrezio, Livio, Quintiliano, Marziale e, in modo approfondito, Seneca, al quale sono dedicati interi capitoli. Attraverso l’esame del De officiis, Cicerone definisce la persona come il ruolo che ogni individuo assume nella società in accordo con la propria natura e volontà. In contrapposizione, Seneca, in particolare nelle Epistulae morales ad Lucilium, denuncia l’incoerenza dell’uomo che cambia maschera senza consapevolezza, sottolineando la necessità di autenticità interiore e costanza etica. L’analisi si estende alla produzione tragica senecana, in cui emergono i personaggi tragici come riflesso dell’interiorità lacerata, espressione di una virtus tragica che affonda le sue radici in una visione drammatica dell’esistenza. La tesi esplora inoltre il contesto spettacolare del mondo romano, focalizzandosi su venationes e giochi gladiatori, e sul modo in cui Seneca li rappresenta criticamente all’interno della sua riflessione filosofica, evidenziando il loro valore simbolico nel contrasto tra apparenza e verità. Infine, viene indagato il rapporto tra teatro e filosofia in Seneca, mettendo a confronto le due anime dell’autore, quella del filosofo e quella del tragediografo, e discutendo le diverse letture critiche sul valore pedagogico e catartico della sua produzione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95288