Nell’ambito degli scambi culturali e artistici tra l’Italia e le Fiandre nel primo Rinascimento, uno dei casi che illustrano al meglio i rapporti tra le due scuole è senza dubbio il Trittico Pagagnotti, con tutta probabilità commissionato dal vescovo fiorentino Benedetto Pagagnotti ed eseguito da Hans Memling a Bruges tra il 1478 e il 1480. Si tratta di un’opera peculiare per diversi motivi, a cominciare dall’iconografia, in particolare dei pannelli laterali, oggi conservati alla National Gallery di Londra, mentre la tavola centrale si trova agli Uffizi, a Firenze. Attraverso questo caso esemplare, si intende illustrare come la personalità del committente possa essere ricostruita e interpretata attraverso un’attenta lettura dei significati trasmessi dall’iconografia dell’opera. La tesi intende pertanto focalizzare l’attenzione sugli aspetti formali e iconografici del Trittico Pagagnotti, offrendo qualche spunto di riflessione sul mecenatismo fiorentino di opere fiamminghe alla fine del Quattrocento.
Il Trittico Pagagnotti di Hans Memling: un caso esemplare di committenza fiorentina a Bruges
SHESTAKOVA, KSENIIA
2024/2025
Abstract
Nell’ambito degli scambi culturali e artistici tra l’Italia e le Fiandre nel primo Rinascimento, uno dei casi che illustrano al meglio i rapporti tra le due scuole è senza dubbio il Trittico Pagagnotti, con tutta probabilità commissionato dal vescovo fiorentino Benedetto Pagagnotti ed eseguito da Hans Memling a Bruges tra il 1478 e il 1480. Si tratta di un’opera peculiare per diversi motivi, a cominciare dall’iconografia, in particolare dei pannelli laterali, oggi conservati alla National Gallery di Londra, mentre la tavola centrale si trova agli Uffizi, a Firenze. Attraverso questo caso esemplare, si intende illustrare come la personalità del committente possa essere ricostruita e interpretata attraverso un’attenta lettura dei significati trasmessi dall’iconografia dell’opera. La tesi intende pertanto focalizzare l’attenzione sugli aspetti formali e iconografici del Trittico Pagagnotti, offrendo qualche spunto di riflessione sul mecenatismo fiorentino di opere fiamminghe alla fine del Quattrocento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95311