Nel panorama del fumetto Disney, La Saga di Paperon de’ Paperoni è un’opera a dir poco singolare. In quanto geoGraphic narrative con una struttura di romanzo di formazione, definisce il “Duck Universe” creato da Carl Barks, evidenziando il valore dei luoghi e dell’esperienza del viaggio all’interno della narrazione, suo motore principale. L’obiettivo centrale di questa tesi è analizzare come i luoghi contribuiscano attivamente a costruire la nuova identità capitalista di Paperone, rendendo a loro volta il protagonista in grado di modellare lo spazio a suo piacimento. L’analisi si estende per tutti e 12 i capitoli dell’opera, dall’infanzia scozzese fino allo stabilimento a Paperopoli non come una semplice sequenza di avventure, bensì come un dialogo continuo tra uomo e ambiente, i quali si plasmano a vicenda. Il capitolo 1 fornisce un apparato metodologico interdisciplinare che unisce studi geografici, letterari e culturali, tra cui l’essenziale teoria del cronotopo di Michail Bachtin, utile per l’analisi spazio-temporale del viaggio. L’approccio è in linea con la humanistic geography di Yi-Fu Tuan, il quale conferisce ai luoghi una propria personalità. Il ruolo attivo delle ambientazioni selvagge e urbane viene letto attraverso l’agency of place di Jacek Kotus. Gli strumenti per analizzare la città vengono, invece, proposti da Kevin Lynch in The image of the City, confermando la funzione centrale del world-building (Stefan Ekman). Quest’ultimo si traduce in paesaggi suggestivi e realistici, in grado di trattare il legame con il passato attraverso il concetto di heritage. Inoltre, permette di rappresentare dinamiche complesse tramite la popular geopolitics, proposta da Jason Dittmer, prima fra tutte la filosofia della strenous life di Theodore Roosevelt, espressione del Sogno americano. Il capitolo 2 esplora, grazie ai cronotopi della strada e della soglia, l’influenza dei luoghi che Paperone attraversa durante il suo viaggio, passando da una situazione di passività ad una di conquista e infine al controllo totale dello spazio geografico. Il capitolo 3, invece, indaga gli effetti della sua trasformazione identitaria, sulle contraddizioni del suo impero economico e della sua deriva morale, in relazione ai parallelismi e ai contrasti legati alla leggibilità della città di Paperopoli e al suo landmark, il Deposito, al contempo cronotopo dell’isolamento e paesaggio della memoria.
Viaggio, città e identità dalla Scozia a Paperopoli: un’analisi geoletteraria de “La saga di Paperon de’ Paperoni” di Don Rosa
ZANCA, FEDERICO
2024/2025
Abstract
Nel panorama del fumetto Disney, La Saga di Paperon de’ Paperoni è un’opera a dir poco singolare. In quanto geoGraphic narrative con una struttura di romanzo di formazione, definisce il “Duck Universe” creato da Carl Barks, evidenziando il valore dei luoghi e dell’esperienza del viaggio all’interno della narrazione, suo motore principale. L’obiettivo centrale di questa tesi è analizzare come i luoghi contribuiscano attivamente a costruire la nuova identità capitalista di Paperone, rendendo a loro volta il protagonista in grado di modellare lo spazio a suo piacimento. L’analisi si estende per tutti e 12 i capitoli dell’opera, dall’infanzia scozzese fino allo stabilimento a Paperopoli non come una semplice sequenza di avventure, bensì come un dialogo continuo tra uomo e ambiente, i quali si plasmano a vicenda. Il capitolo 1 fornisce un apparato metodologico interdisciplinare che unisce studi geografici, letterari e culturali, tra cui l’essenziale teoria del cronotopo di Michail Bachtin, utile per l’analisi spazio-temporale del viaggio. L’approccio è in linea con la humanistic geography di Yi-Fu Tuan, il quale conferisce ai luoghi una propria personalità. Il ruolo attivo delle ambientazioni selvagge e urbane viene letto attraverso l’agency of place di Jacek Kotus. Gli strumenti per analizzare la città vengono, invece, proposti da Kevin Lynch in The image of the City, confermando la funzione centrale del world-building (Stefan Ekman). Quest’ultimo si traduce in paesaggi suggestivi e realistici, in grado di trattare il legame con il passato attraverso il concetto di heritage. Inoltre, permette di rappresentare dinamiche complesse tramite la popular geopolitics, proposta da Jason Dittmer, prima fra tutte la filosofia della strenous life di Theodore Roosevelt, espressione del Sogno americano. Il capitolo 2 esplora, grazie ai cronotopi della strada e della soglia, l’influenza dei luoghi che Paperone attraversa durante il suo viaggio, passando da una situazione di passività ad una di conquista e infine al controllo totale dello spazio geografico. Il capitolo 3, invece, indaga gli effetti della sua trasformazione identitaria, sulle contraddizioni del suo impero economico e della sua deriva morale, in relazione ai parallelismi e ai contrasti legati alla leggibilità della città di Paperopoli e al suo landmark, il Deposito, al contempo cronotopo dell’isolamento e paesaggio della memoria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95325