Il presente lavoro offre un'analisi storica di uno dei testi più significativi della spiritualità medievale europea, La nube della non conoscenza, opera anonima composta in Inghilterra nella seconda metà del XIV secolo. L’importanza della Nube è dovuta al fatto che il trattato, pur nato in un contesto periferico rispetto ai principali centri della speculazione teologica continentale, e quindi in un contesto marginale, sottintende una conoscenza teologica della tradizione cristiana di grandissimo spessore intellettuale. La Nube non rappresenta quindi soltanto il punto cardine della mistica tardo medioevale, ma anche una delle più compiute espressioni dell’intera tradizione mistica, capace di esercitare un'influenza duratura ben oltre i confini del suo tempo. La mistica inglese nel Trecento conobbe una straordinaria fioritura anche grazie a figure quali Richard Rolle, Walter Hilton e Julian of Norwich; tuttavia, La Nube assume un ruolo preminente proprio per la dichiarata sua funzione, un percorso contemplativo verso l’unione con Dio, che portò l’autore anche a preservare l’anonimato e a scrivere in lingua volgare. La presente tesi si fonda sull'analisi del testo anche alla luce della letteratura critica moderna, privilegiando un approccio storico-comparativo anche in relazione alle fonti primarie della mistica cristiana. Nel primo capitolo viene inquadrato il contesto storico tardomedievale dell'Inghilterra e delle isole britanniche, tra XIII e XV secolo, sotto il profilo politico e sociale, delineandone le peculiarità linguistiche, e mettendo in evidenza la presenza istituzionale delle organizzazioni religiose. Il secondo capitolo è interamente dedicato al testo della Nube; esamina con attenzione i suoi nuclei tematici e il suo particolare linguaggio simbolico, della «nuvola» della non conoscenza e del «silenzio» quale via privilegiata di accesso a Dio. Infine, nel terzo capitolo vengono individuati i precisi riferimenti autorali e culturali della tradizione cristiana, che possono essere considerati quelli fondanti la teologia negativa e che stanno alla base della Nube. In questa prospettiva, l'obiettivo del lavoro non consiste soltanto nel presentare un testo importante della letteratura religiosa medievale, ma nel mostrare come esso sia stato capace di riflettere e al tempo stesso trascendere le precedenti espressioni mistiche. Infine, La Nube della non conoscenza, pur nella radicalità della sua proposta contemplativa, ci aiuta a comprendere la rilevanza della dimensione religiosa nel contesto della vita concreta del suo tempo, ci appare come testimonianza di una civiltà in cui la ricerca di Dio si intrecciava con le contraddizioni del vivere storico.
Contemplazione e silenzio nella spiritualità inglese del XIV secolo: una lettura de "La nube della non conoscenza"
MAGHENZANI, MADDALENA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro offre un'analisi storica di uno dei testi più significativi della spiritualità medievale europea, La nube della non conoscenza, opera anonima composta in Inghilterra nella seconda metà del XIV secolo. L’importanza della Nube è dovuta al fatto che il trattato, pur nato in un contesto periferico rispetto ai principali centri della speculazione teologica continentale, e quindi in un contesto marginale, sottintende una conoscenza teologica della tradizione cristiana di grandissimo spessore intellettuale. La Nube non rappresenta quindi soltanto il punto cardine della mistica tardo medioevale, ma anche una delle più compiute espressioni dell’intera tradizione mistica, capace di esercitare un'influenza duratura ben oltre i confini del suo tempo. La mistica inglese nel Trecento conobbe una straordinaria fioritura anche grazie a figure quali Richard Rolle, Walter Hilton e Julian of Norwich; tuttavia, La Nube assume un ruolo preminente proprio per la dichiarata sua funzione, un percorso contemplativo verso l’unione con Dio, che portò l’autore anche a preservare l’anonimato e a scrivere in lingua volgare. La presente tesi si fonda sull'analisi del testo anche alla luce della letteratura critica moderna, privilegiando un approccio storico-comparativo anche in relazione alle fonti primarie della mistica cristiana. Nel primo capitolo viene inquadrato il contesto storico tardomedievale dell'Inghilterra e delle isole britanniche, tra XIII e XV secolo, sotto il profilo politico e sociale, delineandone le peculiarità linguistiche, e mettendo in evidenza la presenza istituzionale delle organizzazioni religiose. Il secondo capitolo è interamente dedicato al testo della Nube; esamina con attenzione i suoi nuclei tematici e il suo particolare linguaggio simbolico, della «nuvola» della non conoscenza e del «silenzio» quale via privilegiata di accesso a Dio. Infine, nel terzo capitolo vengono individuati i precisi riferimenti autorali e culturali della tradizione cristiana, che possono essere considerati quelli fondanti la teologia negativa e che stanno alla base della Nube. In questa prospettiva, l'obiettivo del lavoro non consiste soltanto nel presentare un testo importante della letteratura religiosa medievale, ma nel mostrare come esso sia stato capace di riflettere e al tempo stesso trascendere le precedenti espressioni mistiche. Infine, La Nube della non conoscenza, pur nella radicalità della sua proposta contemplativa, ci aiuta a comprendere la rilevanza della dimensione religiosa nel contesto della vita concreta del suo tempo, ci appare come testimonianza di una civiltà in cui la ricerca di Dio si intrecciava con le contraddizioni del vivere storico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95343