La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulle città, sulle relazioni sociali e sul capitale sociale. Questa ricerca analizza come la solidarietà urbana a Padova si sia trasformata attraverso tre fasi temporali - pre-Covid, durante-Covid e post-Covid - basandosi su 15 interviste qualitative a stakeholder del Terzo Settore. Nella fase pre-pandemica, le iniziative sociali risultavano frammentate e settoriali, concentrate su obiettivi specifici delle singole organizzazioni e caratterizzate da limitata collaborazione, evidenziando le fragilità del welfare pubblico e la scarsa integrazione tra le realtà del privato sociale. Durante la pandemia, la crisi ha reso evidenti tali vulnerabilità, ma ha anche favorito una maggiore collaborazione tra organizzazioni, comunità e istituzioni. Emergono processi di solidarietà collettiva, rafforzamento dei legami di interdipendenza e ampliamento delle reti sociali. In questo contesto, si registra un incremento della partecipazione giovanile, spesso flessibile e non vincolata a appartenenze associative tradizionali, e un uso diffuso degli strumenti digitali per mantenere relazioni e attività in un periodo di distanziamento fisico. Nella fase post-pandemica, il quadro appare complesso e talvolta contraddittorio: mentre il welfare pubblico mostra segni di arretramento e la retorica securitaria si rafforza, il privato sociale evidenzia la necessità di pratiche di solidarietà integrate, inclusive e resilienti. Il successo delle iniziative osservate dipende dall’equilibrio tra legami forti intra-gruppo (bonding), connessioni orizzontali tra gruppi diversi (bridging) e relazioni verticali con attori istituzionali (linking), sottolineando l’importanza di un capitale sociale multilivello per sostenere la coesione comunitaria. Questi processi sono interpretati alla luce del concetto di welfare mix evolutivo, integrando i contributi teorici di Bourdieu (habitus collettivi), Putnam (capitale sociale) e le riflessioni sulle reti e sulla governance multilivello di Castells. I risultati mostrano come le associazioni strutturate siano chiamate a innovare, collaborare con gli enti di governance, integrare nuove generazioni di volontari flessibili e coinvolgere direttamente la comunità, promuovendo inclusione, reciprocità e partecipazione attiva. Pur limitata al contesto padovano e basata su un numero ridotto di interviste, la ricerca evidenzia come il rafforzamento delle reti collaborative e la capacità di coordinamento multilivello rappresentino strategie chiave per consolidare e sviluppare la solidarietà urbana.
Solidarietà e transizione urbana: uno sguardo sociologico a Padova tra COVID e post COVID
SPREAFICHI, VALENTINA
2024/2025
Abstract
La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulle città, sulle relazioni sociali e sul capitale sociale. Questa ricerca analizza come la solidarietà urbana a Padova si sia trasformata attraverso tre fasi temporali - pre-Covid, durante-Covid e post-Covid - basandosi su 15 interviste qualitative a stakeholder del Terzo Settore. Nella fase pre-pandemica, le iniziative sociali risultavano frammentate e settoriali, concentrate su obiettivi specifici delle singole organizzazioni e caratterizzate da limitata collaborazione, evidenziando le fragilità del welfare pubblico e la scarsa integrazione tra le realtà del privato sociale. Durante la pandemia, la crisi ha reso evidenti tali vulnerabilità, ma ha anche favorito una maggiore collaborazione tra organizzazioni, comunità e istituzioni. Emergono processi di solidarietà collettiva, rafforzamento dei legami di interdipendenza e ampliamento delle reti sociali. In questo contesto, si registra un incremento della partecipazione giovanile, spesso flessibile e non vincolata a appartenenze associative tradizionali, e un uso diffuso degli strumenti digitali per mantenere relazioni e attività in un periodo di distanziamento fisico. Nella fase post-pandemica, il quadro appare complesso e talvolta contraddittorio: mentre il welfare pubblico mostra segni di arretramento e la retorica securitaria si rafforza, il privato sociale evidenzia la necessità di pratiche di solidarietà integrate, inclusive e resilienti. Il successo delle iniziative osservate dipende dall’equilibrio tra legami forti intra-gruppo (bonding), connessioni orizzontali tra gruppi diversi (bridging) e relazioni verticali con attori istituzionali (linking), sottolineando l’importanza di un capitale sociale multilivello per sostenere la coesione comunitaria. Questi processi sono interpretati alla luce del concetto di welfare mix evolutivo, integrando i contributi teorici di Bourdieu (habitus collettivi), Putnam (capitale sociale) e le riflessioni sulle reti e sulla governance multilivello di Castells. I risultati mostrano come le associazioni strutturate siano chiamate a innovare, collaborare con gli enti di governance, integrare nuove generazioni di volontari flessibili e coinvolgere direttamente la comunità, promuovendo inclusione, reciprocità e partecipazione attiva. Pur limitata al contesto padovano e basata su un numero ridotto di interviste, la ricerca evidenzia come il rafforzamento delle reti collaborative e la capacità di coordinamento multilivello rappresentino strategie chiave per consolidare e sviluppare la solidarietà urbana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95433