Questo elaborato segue il lavoro dello scenografo Josef Svoboda, approfondendo lo sviluppo della scena cinetica e della multimedialità in ambito teatrale, esaminandone l’apporto innovativo che lo scenografo Josef Svoboda sviluppa durante la sua carriera. Il lavoro dedica particolare attenzione all’invenzione della Lanterna Magica e alla sua applicazione allo spettacolo Intolleranza 1960, rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1961 e replicato al Back Bay Theatre di Boston nel 1965. Il primo capitolo introduce degli aspetti biografici dello scenografo, offrendo una panoramica dell’evoluzione artistica e della poetica di Svoboda, avvicinandosi alla sua idea di scena come spazio psico-plastico. In seguito, viene analizzata l’invenzione della Lanterna Magika e del Polyécran, dispositivi che rappresentano un punto di svolta nella rivoluzione cinetica della scena. Il secondo capitolo ripercorre le origini dell’opera Intolleranza 1960 ideata dal compositore veneziano Luigi Nono, esaminando le difficoltà che emergono durante la stesura dello spettacolo, fino ad evidenziare l’estetica caratteristica dello spettacolo e il contributo dello scenografo ceco durante la prima veneziana. Infine, il terzo capitolo analizza la replica avvenuta al Back Bay Theatre di Boston nel 1965, frutto della collaborazione tra Josef Svoboda e la direttrice d’orchestra Sarah Caldwell. Viene esaminata la messinscena ponendo particolare attenzione all’estetica del rapporto scenico tra performer e materiale filmato, sviluppato efficacemente nella rappresentazione americana. Si esplorano, inoltre, il ruolo della luce e delle proiezioni nella poetica di Svoboda.
Per un teatro cinetico-visivo: corpi e immagini nella luce di Josef Svoboda per Intolleranza 1960
NADALIN, SARA
2024/2025
Abstract
Questo elaborato segue il lavoro dello scenografo Josef Svoboda, approfondendo lo sviluppo della scena cinetica e della multimedialità in ambito teatrale, esaminandone l’apporto innovativo che lo scenografo Josef Svoboda sviluppa durante la sua carriera. Il lavoro dedica particolare attenzione all’invenzione della Lanterna Magica e alla sua applicazione allo spettacolo Intolleranza 1960, rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1961 e replicato al Back Bay Theatre di Boston nel 1965. Il primo capitolo introduce degli aspetti biografici dello scenografo, offrendo una panoramica dell’evoluzione artistica e della poetica di Svoboda, avvicinandosi alla sua idea di scena come spazio psico-plastico. In seguito, viene analizzata l’invenzione della Lanterna Magika e del Polyécran, dispositivi che rappresentano un punto di svolta nella rivoluzione cinetica della scena. Il secondo capitolo ripercorre le origini dell’opera Intolleranza 1960 ideata dal compositore veneziano Luigi Nono, esaminando le difficoltà che emergono durante la stesura dello spettacolo, fino ad evidenziare l’estetica caratteristica dello spettacolo e il contributo dello scenografo ceco durante la prima veneziana. Infine, il terzo capitolo analizza la replica avvenuta al Back Bay Theatre di Boston nel 1965, frutto della collaborazione tra Josef Svoboda e la direttrice d’orchestra Sarah Caldwell. Viene esaminata la messinscena ponendo particolare attenzione all’estetica del rapporto scenico tra performer e materiale filmato, sviluppato efficacemente nella rappresentazione americana. Si esplorano, inoltre, il ruolo della luce e delle proiezioni nella poetica di Svoboda.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95539