More than thirty years after the creation of the Common Foreign and Security Policy (CFSP), the European Union still struggles with questions of credibility and international consistency. This thesis examines a decisive decade in the evolution of the CFSP (1999–2009), focusing on the role of Javier Solana, the first High Representative. It reconstructs the historical and institutional context, showing how Solana transformed a position initially lacking significant powers into one of political leadership, contributing to the strengthening of the EU’s operational instruments, mediation capacity, and international visibility. Through the analysis of key dossiers – from the Balkans to the Middle East, from the Iranian nuclear negotiations to relations with NATO and Russia – the research highlights Solana’s pragmatic and negotiation-oriented approach, which sought to build diplomatic networks and consolidate the operational dimension of the CFSP despite the constraints of an intergovernmental system. At the same time, the study underlines the structural contradictions of the process: dependence on national political will and the persistence of strategic divisions among member states at moments of major international significance. By adopting a historical approach grounded in both primary and secondary sources, this work aims to clarify the limits and potential of the CFSP and of the High Representative’s office, placing Solana’s experience within a formative but incomplete phase of European foreign policy.

A più di trent’anni dalla nascita della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), l’Unione Europea continua a confrontarsi con sfide di credibilità e coerenza internazionale. Il presente lavoro analizza un decennio decisivo per la definizione della PESC (1999-2009), concentrandosi sul ruolo di Javier Solana, primo Alto Rappresentante. L’elaborato ricostruisce il contesto storico e istituzionale, mettendo in luce come Solana abbia trasformato una carica priva di poteri effettivi in una funzione di direzione politica, contribuendo a rafforzare strumenti operativi, capacità di mediazione e visibilità internazionale dell’UE. Attraverso l’analisi di dossier cruciali – dai Balcani al Medio Oriente, dal negoziato sul nucleare iraniano alle relazioni con NATO e Russia – emerge l’approccio pragmatico e negoziale adottato da Solana, volto a costruire reti diplomatiche e a consolidare la dimensione operativa della PESC, pur entro i vincoli di un sistema intergovernativo. La ricerca evidenzia al contempo le contraddizioni strutturali del processo: la dipendenza dalle volontà nazionali e le divisioni strategiche fra Stati membri nei momenti di maggiore rilevanza internazionale. Adottando un approccio storico fondato su fonti primarie e secondarie, il lavoro intende contribuire a chiarire limiti e potenzialità della PESC e della figura dell’Alto Rappresentante, collocando l’esperienza di Solana in una fase fondativa ma incompiuta della politica estera europea.

L’Unione Europea di fronte alle crisi internazionali: Javier Solana e la costruzione della Politica Estera e di Sicurezza Comune

ALDEGHERI, MATTIA
2024/2025

Abstract

More than thirty years after the creation of the Common Foreign and Security Policy (CFSP), the European Union still struggles with questions of credibility and international consistency. This thesis examines a decisive decade in the evolution of the CFSP (1999–2009), focusing on the role of Javier Solana, the first High Representative. It reconstructs the historical and institutional context, showing how Solana transformed a position initially lacking significant powers into one of political leadership, contributing to the strengthening of the EU’s operational instruments, mediation capacity, and international visibility. Through the analysis of key dossiers – from the Balkans to the Middle East, from the Iranian nuclear negotiations to relations with NATO and Russia – the research highlights Solana’s pragmatic and negotiation-oriented approach, which sought to build diplomatic networks and consolidate the operational dimension of the CFSP despite the constraints of an intergovernmental system. At the same time, the study underlines the structural contradictions of the process: dependence on national political will and the persistence of strategic divisions among member states at moments of major international significance. By adopting a historical approach grounded in both primary and secondary sources, this work aims to clarify the limits and potential of the CFSP and of the High Representative’s office, placing Solana’s experience within a formative but incomplete phase of European foreign policy.
2024
The European Union and international crises: Javier Solana and the development of the Common Foreign and Security Policy
A più di trent’anni dalla nascita della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), l’Unione Europea continua a confrontarsi con sfide di credibilità e coerenza internazionale. Il presente lavoro analizza un decennio decisivo per la definizione della PESC (1999-2009), concentrandosi sul ruolo di Javier Solana, primo Alto Rappresentante. L’elaborato ricostruisce il contesto storico e istituzionale, mettendo in luce come Solana abbia trasformato una carica priva di poteri effettivi in una funzione di direzione politica, contribuendo a rafforzare strumenti operativi, capacità di mediazione e visibilità internazionale dell’UE. Attraverso l’analisi di dossier cruciali – dai Balcani al Medio Oriente, dal negoziato sul nucleare iraniano alle relazioni con NATO e Russia – emerge l’approccio pragmatico e negoziale adottato da Solana, volto a costruire reti diplomatiche e a consolidare la dimensione operativa della PESC, pur entro i vincoli di un sistema intergovernativo. La ricerca evidenzia al contempo le contraddizioni strutturali del processo: la dipendenza dalle volontà nazionali e le divisioni strategiche fra Stati membri nei momenti di maggiore rilevanza internazionale. Adottando un approccio storico fondato su fonti primarie e secondarie, il lavoro intende contribuire a chiarire limiti e potenzialità della PESC e della figura dell’Alto Rappresentante, collocando l’esperienza di Solana in una fase fondativa ma incompiuta della politica estera europea.
Javier Solana
Unione Europea
PESC
Gestione delle crisi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/95633