In questa tesi ho analizzato il percorso politico e culturale che ha portato il territorio Veneto a diventare una delle roccaforti della Democrazia Cristiana nel secondo dopoguerra. Ruolo centrale del mio lavoro è dato ad Antonio “Toni” Bisaglia, politico del Polesine, e per questo molto legato al territorio, che riuscì ad interpretare i cambiamenti della società veneta senza smarrire il contatto con le radici cattoliche e rurali, parlando al suo territorio, costruendo legami e rappresentando i cambiamenti della società del tempo. Il mio lavoro parte da una ricostruzione storica e religiosa di come si è instaurata la subcultura bianca nel territorio, attraverso il ruolo centrale della Chiesa e dei valori comunitari: dal periodo della Serenissima, passando per la dominazione austriaca per poi arrivare all’Italia postunitaria. Il secondo capitolo si concentra su come la Democrazia Cristiana si è instaurata nel territorio durante secondo Novecento, evidenziando come sia riuscita a svolgere un ruolo di mediazione tra tradizione e modernizzazione, diventando il perno della vita politica veneta. L’attenzione viene poi spostata sulla leadership di Antonio Bisaglia e sul suo contributo al radicamento del partito nel tessuto sociale e produttivo locale, partendo dalla sua biografia, per analizzare la sua carriera politica e le sue ideologie. L’analisi si adopera inoltre di testimonianze per rendere una visione ancora più articolata della figura del leader polesano e del suo impatto negli anni seguenti alla sua scomparsa. La tesi si configura quindi come un contributo alla comprensione del legame profondo tra identità territoriale, religione e rappresentanza politica nel contesto veneto del Novecento, con uno sguardo che intreccia l’analisi storica e la dimensione familiare, rappresentando per me un modo per onorare una parte importante della mia storia familiare.
Identità, territorio e potere: la Democrazia Cristiana veneta e il ruolo di Antonio Bisaglia
CAPUZZO, MATILDE
2024/2025
Abstract
In questa tesi ho analizzato il percorso politico e culturale che ha portato il territorio Veneto a diventare una delle roccaforti della Democrazia Cristiana nel secondo dopoguerra. Ruolo centrale del mio lavoro è dato ad Antonio “Toni” Bisaglia, politico del Polesine, e per questo molto legato al territorio, che riuscì ad interpretare i cambiamenti della società veneta senza smarrire il contatto con le radici cattoliche e rurali, parlando al suo territorio, costruendo legami e rappresentando i cambiamenti della società del tempo. Il mio lavoro parte da una ricostruzione storica e religiosa di come si è instaurata la subcultura bianca nel territorio, attraverso il ruolo centrale della Chiesa e dei valori comunitari: dal periodo della Serenissima, passando per la dominazione austriaca per poi arrivare all’Italia postunitaria. Il secondo capitolo si concentra su come la Democrazia Cristiana si è instaurata nel territorio durante secondo Novecento, evidenziando come sia riuscita a svolgere un ruolo di mediazione tra tradizione e modernizzazione, diventando il perno della vita politica veneta. L’attenzione viene poi spostata sulla leadership di Antonio Bisaglia e sul suo contributo al radicamento del partito nel tessuto sociale e produttivo locale, partendo dalla sua biografia, per analizzare la sua carriera politica e le sue ideologie. L’analisi si adopera inoltre di testimonianze per rendere una visione ancora più articolata della figura del leader polesano e del suo impatto negli anni seguenti alla sua scomparsa. La tesi si configura quindi come un contributo alla comprensione del legame profondo tra identità territoriale, religione e rappresentanza politica nel contesto veneto del Novecento, con uno sguardo che intreccia l’analisi storica e la dimensione familiare, rappresentando per me un modo per onorare una parte importante della mia storia familiare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95669