La tesi si pone l’obiettivo di analizzare i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero nell’ordinamento costituzionale italiano, con riferimento all’articolo 21, in particolare dal dibattito in Assemblea costituente fino alla normativa vigente. Nella prima parte dopo aver presentato le fondamenta storiche dell’articolo 21 si procede con un’analisi dei contenuti sottolineando l’importanza di un diritto attivo ad esprimere il proprio pensiero, accompagnato da un diritto passivo degli individui a riceve informazioni chiare e obbiettive, la cui garanzia deriva da un sistema di informazione pluralistico. Il lavoro prosegue con un cenno al limite esplicito del buon costume e ai limiti impliciti derivanti dalla lettura dell’articolo in combinazione con altri diritti di natura costituzionale, infine si analizza brevemente la disciplina della stampa e degli altri mezzi di diffusione del pensiero che partendo dal dettato costituzionale grazie a interventi del legislatore e della Corte costituzionale ha permesso di giungere alla normativa vigente. Nel secondo capitolo la ricerca si concentra sull’analisi esaustiva dell’unico limite alla libertà di pensiero, quello del buon costume, grazie ad una lettura in chiave evolutiva delle sentenze della Corte costituzionale che ha più volte sottolineato come il concetto stesso sia condizionato da una relatività storica. La giurisprudenza ha individuato nell’ambito del buon costume la dimensione sessuale specie a tutela dei minori; pertanto, si rivengono nel Codice penale norme strettamente connesse con il tema oggetto della ricerca, oltre ad una lettura estensiva di tale limite che consente di tutelare anche la dignità umana garantita dall’articolo 2. Infine, l’ultima parte è dedicata all’analisi di quei limiti che, sebbene non siano menzionati nel testo costituzionale sono degni di nota soprattutto per l’interesse che la Corte ha posto su di essi nel corso degli ultimi anni. Tra di essi rientrano il limite della riservatezza, che protegge la sfera privata dell’individuo, il limite dei segreti sia di carattere pubblico a tutela dello stato e della giustizia, sia di natura privata come i segreti professionali, il limite dell’onore a tutela della dignità umana e per concludere il limite a tutela dell’ordine pubblico sottoposto al bilanciamento per mezzo della Corte. Le sentenze della Consulta e l’operato del legislatore accompagnano insieme ad una visione critica in chiave attuale, la definizione dei limiti alla libertà di pensiero durante tutto il lavoro di tesi.
I limiti alla libertà di manifestazione del pensiero nell’ordinamento italiano: principi costituzionali e attuazione legislativa. Un problematico bilanciamento giurisprudenziale in costante evoluzione tra media classici e nuove tecnologie.
FILIPPI, LORENZO
2024/2025
Abstract
La tesi si pone l’obiettivo di analizzare i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero nell’ordinamento costituzionale italiano, con riferimento all’articolo 21, in particolare dal dibattito in Assemblea costituente fino alla normativa vigente. Nella prima parte dopo aver presentato le fondamenta storiche dell’articolo 21 si procede con un’analisi dei contenuti sottolineando l’importanza di un diritto attivo ad esprimere il proprio pensiero, accompagnato da un diritto passivo degli individui a riceve informazioni chiare e obbiettive, la cui garanzia deriva da un sistema di informazione pluralistico. Il lavoro prosegue con un cenno al limite esplicito del buon costume e ai limiti impliciti derivanti dalla lettura dell’articolo in combinazione con altri diritti di natura costituzionale, infine si analizza brevemente la disciplina della stampa e degli altri mezzi di diffusione del pensiero che partendo dal dettato costituzionale grazie a interventi del legislatore e della Corte costituzionale ha permesso di giungere alla normativa vigente. Nel secondo capitolo la ricerca si concentra sull’analisi esaustiva dell’unico limite alla libertà di pensiero, quello del buon costume, grazie ad una lettura in chiave evolutiva delle sentenze della Corte costituzionale che ha più volte sottolineato come il concetto stesso sia condizionato da una relatività storica. La giurisprudenza ha individuato nell’ambito del buon costume la dimensione sessuale specie a tutela dei minori; pertanto, si rivengono nel Codice penale norme strettamente connesse con il tema oggetto della ricerca, oltre ad una lettura estensiva di tale limite che consente di tutelare anche la dignità umana garantita dall’articolo 2. Infine, l’ultima parte è dedicata all’analisi di quei limiti che, sebbene non siano menzionati nel testo costituzionale sono degni di nota soprattutto per l’interesse che la Corte ha posto su di essi nel corso degli ultimi anni. Tra di essi rientrano il limite della riservatezza, che protegge la sfera privata dell’individuo, il limite dei segreti sia di carattere pubblico a tutela dello stato e della giustizia, sia di natura privata come i segreti professionali, il limite dell’onore a tutela della dignità umana e per concludere il limite a tutela dell’ordine pubblico sottoposto al bilanciamento per mezzo della Corte. Le sentenze della Consulta e l’operato del legislatore accompagnano insieme ad una visione critica in chiave attuale, la definizione dei limiti alla libertà di pensiero durante tutto il lavoro di tesi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
TESI TRIENNALE .pdf
Accesso riservato
Dimensione
796.65 kB
Formato
Adobe PDF
|
796.65 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/95708