Questa tesi affronta l’evoluzione delle tecniche di persuasione, dai messaggi subliminali al neuromarketing. Partendo dai fondamenti psicologici e percettivi, viene messo in luce come gli stimoli possano agire anche al di sotto della soglia di consapevolezza, influenzando emozioni e comportamenti. Il percorso ricostruisce il passaggio dal clamore mediatico suscitato dal caso Vicary e dalla pubblicità subliminale, fino alle più recenti strategie basate su neuroscienze e dati digitali. Il neuromarketing, attraverso strumenti come eye-tracking, EEG e fMRI, permette infatti di analizzare con maggiore precisione i processi inconsci che guidano le decisioni di consumo. Se da un lato queste tecniche offrono nuove opportunità di comprensione e innovazione per le imprese, dall’altro pongono questioni etiche rilevanti: il rischio che la profilazione algoritmica, il nudging digitale e l’uso sistematico di bias cognitivi riducano lo spazio della libertà di scelta individuale. L’elaborato evidenzia quindi la necessità di un approccio equilibrato, fondato su regole trasparenti e sull’educazione alla media e data literacy, strumenti indispensabili affinché il consumatore possa mantenere consapevolezza e autonomia decisionale in un contesto comunicativo sempre più persuasivo.
Dai messaggi subliminali al neuromarketing: cambiamenti nel tempo delle tecniche di persuasione e rischi attuali per il consumatore
MAGGIOLO, CAMILLA
2024/2025
Abstract
Questa tesi affronta l’evoluzione delle tecniche di persuasione, dai messaggi subliminali al neuromarketing. Partendo dai fondamenti psicologici e percettivi, viene messo in luce come gli stimoli possano agire anche al di sotto della soglia di consapevolezza, influenzando emozioni e comportamenti. Il percorso ricostruisce il passaggio dal clamore mediatico suscitato dal caso Vicary e dalla pubblicità subliminale, fino alle più recenti strategie basate su neuroscienze e dati digitali. Il neuromarketing, attraverso strumenti come eye-tracking, EEG e fMRI, permette infatti di analizzare con maggiore precisione i processi inconsci che guidano le decisioni di consumo. Se da un lato queste tecniche offrono nuove opportunità di comprensione e innovazione per le imprese, dall’altro pongono questioni etiche rilevanti: il rischio che la profilazione algoritmica, il nudging digitale e l’uso sistematico di bias cognitivi riducano lo spazio della libertà di scelta individuale. L’elaborato evidenzia quindi la necessità di un approccio equilibrato, fondato su regole trasparenti e sull’educazione alla media e data literacy, strumenti indispensabili affinché il consumatore possa mantenere consapevolezza e autonomia decisionale in un contesto comunicativo sempre più persuasivo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95837