In the last forty years, China has made an impressive leap: from an agricultural and isolated country to an economic giant projected toward global leadership. But behind the extraordinary growth figures lie deep challenges: environmental, social, and geopolitical. This thesis explores the heart of this transformation through the lens of the Made in China 2025 plan, the strategy with which Beijing aims to modernize its industry, conquer high technology, and reduce dependence on foreign countries. But above all, it investigates whether it is truly possible to reconcile this ambitious technological leap with a green transition and with the promise of more sustainable development. The first chapter retraces China’s evolution from 1978 to today, analyzing how economic reforms, urbanization, and new social dynamics have fueled both the industrial boom and serious environmental consequences. The second chapter delves into the core of Made in China 2025: revealing its objectives, the ten strategic sectors, the role of the State, and the hopes of building an industry not only more advanced but also cleaner. The third chapter questions the concrete results of the plan: what has really worked? How significant is the technological competition with the United States and the geopolitical tensions? And above all, is the green shift genuine or merely rhetoric? The work closes with a look toward the future: can China become a global leader in innovation and in the fight against climate change, without sacrificing social balance and sustainability? The aim of this thesis is to offer a critical but balanced perspective on one of the most complex and fascinating challenges of our time: understanding whether the “Chinese Dream” can truly be compatible with the far more universal dream of a sustainable planet.

Negli ultimi quarant’anni, la Cina ha compiuto un balzo impressionante: da paese agricolo e isolato, a gigante economico proiettato verso la leadership globale. Ma dietro ai numeri straordinari della crescita si nascondono sfide profonde: ambientali, sociali e geopolitiche. Questa tesi esplora il cuore di questa trasformazione attraverso la lente del piano Made in China 2025, la strategia con cui Pechino punta a modernizzare la propria industria, conquistare l’alta tecnologia e ridurre la dipendenza dall’estero. Ma soprattutto, indaga se sia davvero possibile conciliare questo ambizioso salto tecnologico con una transizione verde e con la promessa di uno sviluppo più sostenibile. Il primo capitolo ripercorre l’evoluzione della Cina dal 1978 a oggi, analizzando come riforme economiche, urbanizzazione e nuove dinamiche sociali abbiano alimentato sia il boom industriale sia pesanti conseguenze ambientali. Il secondo capitolo entra nel vivo del Made in China 2025: ne svela gli obiettivi, i dieci settori strategici, il ruolo dello Stato e le speranze di costruire un’industria non solo più avanzata, ma anche più pulita. Il terzo capitolo si interroga sui risultati concreti del piano: cosa ha davvero funzionato? Quanto pesa la competizione tecnologica con gli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche? E soprattutto, la svolta verde è autentica o solo retorica? Il lavoro si chiude con uno sguardo verso il futuro: la Cina può diventare leader globale dell’innovazione e della lotta al cambiamento climatico, senza sacrificare equilibrio sociale e sostenibilità? L’obiettivo di questa tesi è offrire uno sguardo critico ma equilibrato su una delle sfide più complesse e affascinanti del nostro tempo: capire se il “sogno cinese” possa davvero essere compatibile con il sogno, ben più universale, di un pianeta sostenibile.

Made in China 2025: Modernizzazione Industriale e Transizione Verde tra Crescita Economica e Sostenibilità

LUISON, GAIA
2024/2025

Abstract

In the last forty years, China has made an impressive leap: from an agricultural and isolated country to an economic giant projected toward global leadership. But behind the extraordinary growth figures lie deep challenges: environmental, social, and geopolitical. This thesis explores the heart of this transformation through the lens of the Made in China 2025 plan, the strategy with which Beijing aims to modernize its industry, conquer high technology, and reduce dependence on foreign countries. But above all, it investigates whether it is truly possible to reconcile this ambitious technological leap with a green transition and with the promise of more sustainable development. The first chapter retraces China’s evolution from 1978 to today, analyzing how economic reforms, urbanization, and new social dynamics have fueled both the industrial boom and serious environmental consequences. The second chapter delves into the core of Made in China 2025: revealing its objectives, the ten strategic sectors, the role of the State, and the hopes of building an industry not only more advanced but also cleaner. The third chapter questions the concrete results of the plan: what has really worked? How significant is the technological competition with the United States and the geopolitical tensions? And above all, is the green shift genuine or merely rhetoric? The work closes with a look toward the future: can China become a global leader in innovation and in the fight against climate change, without sacrificing social balance and sustainability? The aim of this thesis is to offer a critical but balanced perspective on one of the most complex and fascinating challenges of our time: understanding whether the “Chinese Dream” can truly be compatible with the far more universal dream of a sustainable planet.
2024
Made in China 2025: Industrial Modernization and Green Transition: A Balance of Economic Growth and Sustainability
Negli ultimi quarant’anni, la Cina ha compiuto un balzo impressionante: da paese agricolo e isolato, a gigante economico proiettato verso la leadership globale. Ma dietro ai numeri straordinari della crescita si nascondono sfide profonde: ambientali, sociali e geopolitiche. Questa tesi esplora il cuore di questa trasformazione attraverso la lente del piano Made in China 2025, la strategia con cui Pechino punta a modernizzare la propria industria, conquistare l’alta tecnologia e ridurre la dipendenza dall’estero. Ma soprattutto, indaga se sia davvero possibile conciliare questo ambizioso salto tecnologico con una transizione verde e con la promessa di uno sviluppo più sostenibile. Il primo capitolo ripercorre l’evoluzione della Cina dal 1978 a oggi, analizzando come riforme economiche, urbanizzazione e nuove dinamiche sociali abbiano alimentato sia il boom industriale sia pesanti conseguenze ambientali. Il secondo capitolo entra nel vivo del Made in China 2025: ne svela gli obiettivi, i dieci settori strategici, il ruolo dello Stato e le speranze di costruire un’industria non solo più avanzata, ma anche più pulita. Il terzo capitolo si interroga sui risultati concreti del piano: cosa ha davvero funzionato? Quanto pesa la competizione tecnologica con gli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche? E soprattutto, la svolta verde è autentica o solo retorica? Il lavoro si chiude con uno sguardo verso il futuro: la Cina può diventare leader globale dell’innovazione e della lotta al cambiamento climatico, senza sacrificare equilibrio sociale e sostenibilità? L’obiettivo di questa tesi è offrire uno sguardo critico ma equilibrato su una delle sfide più complesse e affascinanti del nostro tempo: capire se il “sogno cinese” possa davvero essere compatibile con il sogno, ben più universale, di un pianeta sostenibile.
Made in China 2025
sostenibilità
crescita economica
transizione verde
industria
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Gaia_Luison.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.67 MB
Formato Adobe PDF
1.67 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/95913