L’elaborato analizza il tema dell’integrazione scolastica dei minori con cittadinanza non italiana, ponendo particolare attenzione alle cosiddette seconde generazioni e all’educazione interculturale come promotrice di inclusione sociale. Dopo un primo esame della letteratura sociologica e pedagogica sul tema, vengono presentati i modelli di integrazione e le politiche educative adottate a livello nazionale, facendo preciso riferimento alle più rilevanti circolari e linee guida ministeriali. L’obiettivo è comprendere in che misura la scuola possa intervenire attenuando fenomeni di marginalità, abbandono scolastico e devianza giovanile, promuovendo pari opportunità e cittadinanza attiva. L’analisi prosegue poi riflettendo sul ruolo delle amministrazioni locali e del Terzo settore, fondamentali per adattare e implementare interventi calibrati sui bisogni del territorio, e soffermandosi sulle buone pratiche sperimentate in aree metropolitane connotate, tra gli altri, da degrado urbano e alta concentrazione di residenti stranieri, come la municipalità di Mestre-Carpenedo. Dai risultati emerge l’importanza di un approccio integrato tra istituzioni scolastiche, famiglie e comunità educanti, in grado di coniugare apprendimento linguistico, valorizzazione delle identità culturali e prevenzione delle disuguaglianze. L’elaborato evidenzia infine come, accanto alle politiche securitarie, sia indispensabile investire su educazione, coesione sociale e formazione del personale scolastico, per costruire un modello di convivenza inclusivo e sostenibile.
L'educazione interculturale: modelli, politiche e pratiche territoriali
MARANGONI, GIORGIA
2024/2025
Abstract
L’elaborato analizza il tema dell’integrazione scolastica dei minori con cittadinanza non italiana, ponendo particolare attenzione alle cosiddette seconde generazioni e all’educazione interculturale come promotrice di inclusione sociale. Dopo un primo esame della letteratura sociologica e pedagogica sul tema, vengono presentati i modelli di integrazione e le politiche educative adottate a livello nazionale, facendo preciso riferimento alle più rilevanti circolari e linee guida ministeriali. L’obiettivo è comprendere in che misura la scuola possa intervenire attenuando fenomeni di marginalità, abbandono scolastico e devianza giovanile, promuovendo pari opportunità e cittadinanza attiva. L’analisi prosegue poi riflettendo sul ruolo delle amministrazioni locali e del Terzo settore, fondamentali per adattare e implementare interventi calibrati sui bisogni del territorio, e soffermandosi sulle buone pratiche sperimentate in aree metropolitane connotate, tra gli altri, da degrado urbano e alta concentrazione di residenti stranieri, come la municipalità di Mestre-Carpenedo. Dai risultati emerge l’importanza di un approccio integrato tra istituzioni scolastiche, famiglie e comunità educanti, in grado di coniugare apprendimento linguistico, valorizzazione delle identità culturali e prevenzione delle disuguaglianze. L’elaborato evidenzia infine come, accanto alle politiche securitarie, sia indispensabile investire su educazione, coesione sociale e formazione del personale scolastico, per costruire un modello di convivenza inclusivo e sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95919