Over the past two decades, Bolivia has played a central role in a new paradigm of international relations known as the Diplomacy of the Peoples, promoted under the government of Evo Morales. This approach is based on the active participation of social movements, Indigenous communities, and popular sectors in shaping foreign policy, in opposition to the traditional state-centered model and U.S. hegemony in the region. This thesis critically examines the evolution of this "bottom-up" diplomacy, inspired by the principles of Vivir Bien, national sovereignty over natural resources, and the defense of Mother Earth, and implemented through South-South cooperation and alternative regional alliances. Key issues of Bolivia's foreign agenda—such as the maritime claim, the defense of the coca leaf, and the legal recognition of the rights of nature—are analyzed in terms of their symbolic and political significance. The study also investigates the contradictions between ecological rhetoric and extractivist and narcoeconomic practices, with a special focus on the TIPNIS conflict. The aim is to assess the real and potential contributions of this Bolivian experience to building an alternative model of development and regional integration, between political idealism and structural limitations.

Negli ultimi vent’anni, la Bolivia ha svolto un ruolo centrale in un nuovo paradigma delle relazioni internazionali noto come Diplomazia dei Popoli, promosso durante il governo di Evo Morales. Questo approccio si fonda sulla partecipazione attiva di movimenti sociali, comunità indigene e settori popolari nella definizione dell’agenda estera, in opposizione al tradizionale modello statocentrico e all’egemonia statunitense nella regione. La tesi analizza criticamente l’evoluzione di questa diplomazia “dal basso”, ispirata ai principi del Vivir Bien, della sovranità sulle risorse naturali e della tutela della Madre Terra, e attuata attraverso alleanze Sud-Sud e organismi regionali alternativi. Vengono approfonditi i principali temi dell’agenda estera boliviana – tra cui la rivendicazione marittima, la difesa della foglia di coca e i diritti della Pachamama – valutandone l’efficacia discorsiva e politica. La ricerca include inoltre l’analisi delle contraddizioni tra la retorica ecologista e le pratiche estrattive e narcoeconomiche, con particolare attenzione al conflitto legato al TIPNIS. L’obiettivo è valutare il contributo concreto di questa esperienza alla costruzione di un modello alternativo di sviluppo e integrazione regionale, tra idealismo politico e limiti strutturali.

Diplomazia dei Popoli e Narcoeconomia in Bolivia

STELLA, ALESSANDRO GORKA
2024/2025

Abstract

Over the past two decades, Bolivia has played a central role in a new paradigm of international relations known as the Diplomacy of the Peoples, promoted under the government of Evo Morales. This approach is based on the active participation of social movements, Indigenous communities, and popular sectors in shaping foreign policy, in opposition to the traditional state-centered model and U.S. hegemony in the region. This thesis critically examines the evolution of this "bottom-up" diplomacy, inspired by the principles of Vivir Bien, national sovereignty over natural resources, and the defense of Mother Earth, and implemented through South-South cooperation and alternative regional alliances. Key issues of Bolivia's foreign agenda—such as the maritime claim, the defense of the coca leaf, and the legal recognition of the rights of nature—are analyzed in terms of their symbolic and political significance. The study also investigates the contradictions between ecological rhetoric and extractivist and narcoeconomic practices, with a special focus on the TIPNIS conflict. The aim is to assess the real and potential contributions of this Bolivian experience to building an alternative model of development and regional integration, between political idealism and structural limitations.
2024
People’s Diplomacy and the Narco‑Economy in Bolivia
Negli ultimi vent’anni, la Bolivia ha svolto un ruolo centrale in un nuovo paradigma delle relazioni internazionali noto come Diplomazia dei Popoli, promosso durante il governo di Evo Morales. Questo approccio si fonda sulla partecipazione attiva di movimenti sociali, comunità indigene e settori popolari nella definizione dell’agenda estera, in opposizione al tradizionale modello statocentrico e all’egemonia statunitense nella regione. La tesi analizza criticamente l’evoluzione di questa diplomazia “dal basso”, ispirata ai principi del Vivir Bien, della sovranità sulle risorse naturali e della tutela della Madre Terra, e attuata attraverso alleanze Sud-Sud e organismi regionali alternativi. Vengono approfonditi i principali temi dell’agenda estera boliviana – tra cui la rivendicazione marittima, la difesa della foglia di coca e i diritti della Pachamama – valutandone l’efficacia discorsiva e politica. La ricerca include inoltre l’analisi delle contraddizioni tra la retorica ecologista e le pratiche estrattive e narcoeconomiche, con particolare attenzione al conflitto legato al TIPNIS. L’obiettivo è valutare il contributo concreto di questa esperienza alla costruzione di un modello alternativo di sviluppo e integrazione regionale, tra idealismo politico e limiti strutturali.
Diplomazia
Narcoeconomia
Ambiente
Politica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/95974