La tesi analizza la nascita, l’affermazione e il consolidamento del regime comunista in Albania tra il 1939 e il 1958, mettendo in luce l’intreccio tra dinamiche interne e contesto internazionale della Guerra fredda. Dopo aver ricostruito le origini del Partito comunista albanese e l’ascesa di Enver Hoxha, lo studio esamina le difficoltà del riconoscimento diplomatico da parte di Stati Uniti e Regno Unito, evidenziando come le missioni occidentali si trasformarono rapidamente da strumenti di cooperazione a fonti di diffidenza reciproca. Una parte centrale è dedicata alle operazioni segrete Fiend e Valuable, organizzate da CIA e MI6 per destabilizzare il regime. Tali operazioni si trasformarono in fallimenti che, invece di indebolirlo, contribuirono al rafforzamento del potere di Hoxha, grazie anche all’efficace repressione del Sigurimi e all’infiltrazione di agenti sovietici. L’analisi dimostra come l’Albania, pur marginale sul piano geopolitico, sia stata un laboratorio significativo della Guerra fredda, dove lo scontro ideologico globale si tradusse in isolamento internazionale e in un rigido controllo interno.
Gli Stati Uniti e l'affermazione del regime comunista albanese (1939-1958)
STOPANI, GIOANA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza la nascita, l’affermazione e il consolidamento del regime comunista in Albania tra il 1939 e il 1958, mettendo in luce l’intreccio tra dinamiche interne e contesto internazionale della Guerra fredda. Dopo aver ricostruito le origini del Partito comunista albanese e l’ascesa di Enver Hoxha, lo studio esamina le difficoltà del riconoscimento diplomatico da parte di Stati Uniti e Regno Unito, evidenziando come le missioni occidentali si trasformarono rapidamente da strumenti di cooperazione a fonti di diffidenza reciproca. Una parte centrale è dedicata alle operazioni segrete Fiend e Valuable, organizzate da CIA e MI6 per destabilizzare il regime. Tali operazioni si trasformarono in fallimenti che, invece di indebolirlo, contribuirono al rafforzamento del potere di Hoxha, grazie anche all’efficace repressione del Sigurimi e all’infiltrazione di agenti sovietici. L’analisi dimostra come l’Albania, pur marginale sul piano geopolitico, sia stata un laboratorio significativo della Guerra fredda, dove lo scontro ideologico globale si tradusse in isolamento internazionale e in un rigido controllo interno.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/95975